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Ymea Vitality funziona? Recensione, opinioni e prezzo

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Ymea Vitality è la referenza della linea Ymea, integratori dedicati alla donna in menopausa, che pone l’accento sulla necessità di un’iniezione di energia in caso di stanchezza e senso di affaticamento, senza dimenticare i classici disturbi della menopausa come vampate di calore ed episodi di sudorazione notturna.

La dose consigliata è pari ad una capsula al giorno, da assumersi con un bicchiere d’acqua preferibilmente durante un pasto; la confezione contiene 30 capsule, sufficienti quindi al fabbisogno di un mese di terapia.

MinSan: 977803574
EAN: 8004283157378
Capsule (Da deglutire intera)
Linea Ymea
Ultimo aggiornamento il 26 Maggio, 2020 09:29

Ymea Vitality funziona? Recensione, opinioni e prezzo Prezzi

28,26€
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Descrizione

Introduzione

Ymea Vitality è un prodotto a base di estratti naturali, vitamine e minerali, pensato con il duplice scopo di ridurre stanchezza e affaticamento, sostenendo il normale metabolismo energetico, e contrastare i sintomi della menopausa, quali vampate di calore e sudorazione notturna

Vediamo nel dettaglio gli ingredienti di Ymea Vitality.

Maca

La Maca è una pianta biennale appartenente al genere delle Crucifere/Brasicaceae (la stessa di cavoli e broccoli). Originaria delle Ande peruviane, è una pianta abituata a condizioni climatiche estreme: cresce al di sopra dei 3000 m di altezza ed è in grado di resistere ai venti freddi tipici delle alture peruviane. La Maca è utilizzata da migliaia di anni in Sudamerica come cibo medicinale: tuttavia la prima testimonianza scritta risale solo al 1553 (da parte di un cronista spagnolo all’epoca dell’invasione spagnola del Perù) e un centinaio di anni dopo, nel 1653, ne vengono per la prima volta descritte le proprietà energizzanti e stimolanti dell’umore, ad opera del gesuita missionario spagnolo Bernabè Cobo. La leggenda dice che le popolazioni Inca ne facessero uso prima della battaglia, per aumentare la resistenza alla fatica; dopo la battaglia, tuttavia, l’uso era vietato per proteggere le donne delle città conquistate dagli impulsi sessuali altrimenti irrefrenabili dei guerrieri (la Maca ha anche azione afrodisiaca!).

Conosciuta e apprezzata come antiossidante, la Maca in epoca moderna è stata oggetto di numerosi studi sugli animali e sull’uomo, che ne hanno evidenziato alcune potenzialità, tra cui

  • effetti sul sistema nervoso centrale (antidepressivo, antistress, energizzante, stimolante delle funzioni cognitive)
  • effetti sull’apparato sessuale e riproduttivo (disfunzione erettile, infertilità femminile, aumento della spermatogenesi)
  • effetto immunostimolante
  • effetto su prevenzione e trattamento dei sintomi legati alla menopausa

La Maca è stata infatti proposta come alternativa alla terapia ormonale sostitutiva di tipo farmacologico oppure come supporto nel momento della sospensione della suddetta terapia.

In uno studio randomizzato, controllato versus placebo, su 124 donne di età superiore ai 49 anni, in menopausa, la somministrazione di Maca (alla dose di 1 g per due volte al dì, ai pasti) per 8 settimane ha portato ad una significativa riduzione di sintomi quali sudorazione notturna, vampate di calore, ansia, irrequietezza, spossatezza. In aggiunta a ciò, si è registrato un miglioramento del quadro lipidico, con aumento dei livelli di HDL. Gli effetti positivi si sono protratti fino a un mese dopo la sospensione del trattamento.

In uno studio più limitato, condotto solo su 14 donne in menopausa, i risultati ottenuti sono stati altrettanto positivi: la somministrazione di 3,5 g al giorno di Maca, per 6 settimane, ha significativamente ridotto sintomi legati alla sfera psicologica, quali ansia e depressione, rispetto al trattamento con placebo.

Più che per il sostegno durante la menopausa, tuttavia, il produttore riporta l’utilizzo della Maca nella formulazione di Ymea Vitality per contrastare stanchezza e affaticamento.

La Maca, infatti, pare possedere un’azione tonica e di sostegno dell’umore: già dalle popolazioni andine essa veniva utilizzata per il la capacità di fornire energia e procurare un senso di benessere generale.

Il meccanismo ipotizzato per questo effetto tonico-adattogeno pare riguardi l’azione diretta della Maca sulla modulazione della produzione endogena di cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”. Gli studi in merito sono tuttavia molto carenti, per cui tale applicazione si basa più sulla tradizione d’uso che su solide evidenze scientifiche.

La Maca è normalmente ben tollerata: l’utilizzo alimentare si assesta su una dose media di 50-100 g al giorno. Per quanto riguarda l’assunzione come integratore per il trattamento dei sintomi della menopausa, il dosaggio di norma consigliato è di 2-3,5 g per almeno 8 settimane. Per quanto concerne l’azione tonica non ci sono chiare indicazioni in merito, anche se i test preliminari sono stati condotti utilizzando dosi giornaliere dell’ordine dei grammi.

Ymea vitality contiene una 135 mg di Maca, come estratto secco, per dose giornaliera.

Non ci sono controindicazioni particolari all’assunzione di Maca, se non un’eventuale allergia alle Crucifere.

Non sono note interazioni della Maca con farmaci.

[1-4]

Salvia

La Salvia è una pianta della famiglia delle Labiatae o Lamiaceae, come timo, menta, rosmarino e numerose piante aromatiche. È originaria del Medio Oriente e delle regioni Mediterranee, ma oggi è ormai diffusa in tutto il mondo. Ne esistono numerose specie (20 solo in Italia), ma la più conosciuta e studiata è la Salvia Officinalis o Salvia comune.

Al di là del ben noto utilizzo in cucina, la Salvia è conosciuta e utilizzata nella medicina popolare per le sue proprietà

  • antinfiammatorie
  • antisettiche
  • digestive
  • diuretiche
  • cicatrizzanti

In virtù di queste proprietà è spesso utilizzata come rimedio per

  • favorire la digestione
  • mitigare i sintomi della menopausa
  • alleviare i disturbi mestruali
  • disinfettare le ferite
  • sbiancare i denti e rinfrescare l’alito

In Ymea vitality l’estratto di Salvia è specificamente mirato ad alleviare i sintomi della menopausa, con particolare riguardo alle vampate di calore e alla sudorazione notturna.

Dal punto di vista della ricerca scientifica, i risultati ottenuti in questo particolare ambito sono incoraggianti, anche se non ancora conclusivi. In base ai lavori pubblicati, l’azione della Salvia sarebbe dovuta all’effetto estrogeno-simile – ossia a un’azione diretta sui recettori degli estrogeni (ormoni che sappiamo diminuire con la comparsa della menopausa), in modo analogo a quanto avviene per esempio con gli isoflavoni di soia o la cimicifuga.

In uno studio multicentrico (ossia effettuato in più sedi operative) condotto su 71 donne di età compresa tra 50 e 65 anni, in menopausa da almeno 12 mesi, è stato somministrato un estratto di Salvia (280 mg in unica somministrazione giornaliera) per 8 settimane, per valutarne sicurezza ed efficacia nel trattare i sintomi correlati alla menopausa. La ricerca purtroppo è stata condotta senza confronto con placebo, ma i risultati sono comunque interessanti e degni di considerazione: già dopo le prime 4 settimane, infatti, è stata registrata una riduzione del 50% di intensità e frequenza delle vampate di calore; questa percentuale è salita al 64% al termine dei due mesi di studio.

[5-6]

In Ymea vitality la dose giornaliera di estratto di Salvia è di 320 mg.

Agnocasto

L’Agnocasto (Vitex agnus castus), conosciuto anche come pepe dei monaci o falso pepe, è un albero appartenente alla famiglia delle Labiateae, originario del Mediterraneo e dell’Asia Centrale. Il nome deriva dal latino (agnus castus = agnello casto) e si riferisce alle proprietà anafrodisiache che venivano attribuite alla pianta: già nell’antica Grecia le sacerdotesse che avevano fatto voto di castità ne facevano uso nei loro rituali; nell’antica Roma le vestali ne indossavano le foglie ad ornamento come simbolo di castità; più tardi, nel Medioevo, l’Agnocasto venne utilizzato dai monaci sotto forma di tintura per dominare gli impulsi sessuali (da qui il nome di “pepe dei monaci”).

Dal punto di vista terapeutico, il principale utilizzo dell’Agnocasto nella medicina tradizionale riguarda, sin dai tempi più antichi, la sfera ginecologica: trattamento dei disturbi mestruali e della mastite, stimolo alla produzione del latte materno, stimolo all’espulsione della placenta dopo il parto. Fu Dioscoride, medico e botanico greco vissuto ai tempi di Nerone (I sec. d. C.) a descrivere per primo i benefici dell’Agnocasto sull’apparato riproduttivo femminile e a consigliarlo alle donne durante il parto e l’allattamento.

Dal punto di vista chimico, l’Agnocasto è ricco di componenti attivi, responsabili delle potenzialità terapeutiche attribuite alla pianta. Tra essi citiamo

  • flavonoidi (ne sono stati identificati una decina)
  • terpeni
  • lignani
  • composti fenolici
  • acidi grassi (acido linoleico)
  • olii essenziali

Per quanto concerne la ricerca scientifica, gli studi clinici risultano ancora molto eterogenei e, in alcuni casi, poco rigorosi, ma i risultati ottenuti – insieme alle evidenze derivanti dai test in vitro e in vivo – paiono confermare molte delle indicazioni terapeutiche tradizionali della pianta.

L’Agnocasto, per esempio, si è dimostrato un valido rimedio per la sindrome premestruale (PMS), sia moderata che severa, con un buon grado di tollerabilità: secondo un lavoro di revisione pubblicato nel 2013, sette degli otto studi considerati, riguardanti la PMS, hanno evidenziato un’efficacia dell’Agnocasto superiore al placebo nel mitigare sintomi quali irritabilità, sbalzi di umore, depressione, dolore al seno, cefalea e costipazione.

Stessa correlazione positiva è stata evidenziata in una successiva revisione su 14 studi clinici in doppio cieco, pubblicata nel 2017: 13 dei 14 studi hanno dimostrato una correlazione positiva tra la somministrazione di Agnocasto e il miglioramento della sindrome premestruale.

La Commissione E tedesca (organo di riferimento per preparati fitoterapici della tradizione occidentale) ha approvato l’utilizzo dell’Agnocasto per il trattamento della sindrome premestruale e per le irregolarità del ciclo mestruale.

Recentemente l’Agnocasto è stato sperimentato per il trattamento dei disturbi legati alla menopausa – e, sebbene non esplicitamente riportato sul sito del produttore, riteniamo che l’estratto sia presente in Ymea Vitality proprio a tale scopo.

Secondo studi farmacologici e alcuni test clinici ci sarebbero evidenze sulla potenziale efficacia della pianta nell’alleviare sintomi quali disturbi del sonno e vampate di calore.

L’Agnocasto sarebbe in grado di agire su più livelli:

  • sui recettori dopaminergici, agendo sul meccanismo della termoregolazione
  • sui recettori degli oppioidi, agendo sul tono dell’umore
  • sulla secrezione di melatonina, aumentandone il quantitativo circolante e dunque mitigando i disturbi del sonno

A titolo di esempio riportiamo i risultati di uno studio randomizzato condotto su 52 donne in menopausa, in cui le partecipanti sono state suddivise in due gruppi: al primo è stato somministrato estratto di Agnocasto (30 mg), al secondo un placebo, per 8 settimane. Al termine dello studio le partecipanti del primo gruppo hanno riferito un miglioramento dei sintomi legati all’umore (ansia e/o depressione) e dei sintomi vasomotori (vampate, sudorazione, palpitazioni) significativamente superiore a quanto riportato dal gruppo trattato con placebo.

Infine, per completezza di informazione, riportiamo che l’Agnocasto si è dimostrato efficace anche nel trattamento dell’iperprolattinemia, ossia l’aumento dei valori ematici di prolattina. La prolattina è un ormone secreto dalla ghiandola pituitaria (ipofisi) e, fisiologicamente, è responsabile della produzione del latte materno dopo il parto. Quando però i livelli di prolattina aumentano in modo patologico, si possono manifestare disturbi quali oligomenorrea (mestruazioni scarse) o amenorrea (scomparsa delle mestruazioni) nella donna e impotenza e sterilità nell’uomo. Agendo sui recettori dopaminergici dell’ipofisi, l’Agnocasto pare sia in grado di ridurre la produzione di prolattina, riportando i livelli alla normalità.

In base ai dati riportati in letteratura, la dose efficace di Agnocasto per il trattamento dei disturbi ginecologici sopra riportati risulta compresa tra 20 e 40 mg giornalieri di estratto, mediamente somministrati per un periodo di almeno 3 mesi.

Ymea vitality apporta 24 mg di estratto di Agnocasto per dose giornaliera.

In base agli studi condotti finora, l’Agnocasto risulta ben tollerato alle dosi normalmente contenute negli integratori in commercio. Eventuali effetti collaterali, lievi e reversibili con la sospensione del trattamento, riguardano la comparsa di

  • nausea e disturbi gastrointestinali
  • cefalea
  • reazioni cutanee (prurito, eritema, rush)
  • stanchezza o irrequietezza

Non sono note interazioni con farmaci.

[1, 7- 10]

Vitamina D

Identificata come nutriente sin dai primi del 1900 – quando si era notata l’azione antirachitica dell’olio di fegato di Merluzzo (che ne contiene dosi elevate) – la vitamina D è conosciuta prevalentemente per la sua azione sul mantenimento del benessere delle ossa: la sua presenza garantisce un corretto assorbimento del calcio e dei fosfati dal lume intestinale, responsabili a loro volta della costituzione della la matrice ossea; inoltre, secondo studi recenti, la vitamina D sarebbe in grado di inibire il riassorbimento osseo – un meccanismo fisiologico che garantisce il corretto ricambio della matrice ossea nell’individuo giovane, ma che può diventare pericolosamente preponderante con l’aumentare dell’età.

Si tratta di una vitamina liposolubile che può essere introdotta in minima parte con l’alimentazione, ma che in gran parte (80-100% del fabbisogno) deriva dal metabolismo endogeno: grazie all’azione dei raggi solari sull’epidermide, infatti, un precursore simile al colesterolo (il 7-deidrocolesterolo) viene convertito in vitamina D.

Oltre che dall’azione dei raggi solari, il metabolismo della vitamina D è regolato dalle paratiroidi (tramite l’ormone PTH) e dai minerali Calcio, Fosforo e Magnesio.

La vitamina D può essere in parte accumulata nel tessuto adiposo, da cui viene prelevata nei periodi di minor esposizione al sole, per sopperire al fabbisogno dell’organismo.

Le fonti alimentari di vitamina D sono costituite da

  • pesce grasso (salmone, aringhe, tonno, sardine)
  • manzo e fegato
  • uova
  • cibi fortificati (latte e farine)
  • olio di fegato di merluzzo

La quantità di vitamina D presente nelle fonti animali non è, tuttavia, sempre facilmente quantificabile, poiché dipende in larga misura da come sono stati alimentati gli animali stessi.

La vitamina D esiste in diverse forme, le cui principali sono la D3 e la D2: la prima (detta anche Colecalciferolo) è quella presente nei prodotti animali e nell’olio di fegato di merluzzo – nonché quella prodotta nel corpo umano per esposizione ai raggi UVB; la seconda (Ergocalciferolo o pro-vitamina D) è prodotta da funghi e lieviti. A livello di integrazione, la vitamina D3 è considerata più efficace rispetto alla D2.

La 25(OH)D (la 25-idrossi vitamina D), invece, è la forma con cui la vitamina D viene normalmente dosata nel sangue, per monitorare i livelli endogeni e individuare eventuali condizioni di carenza.

La carenza di vitamina D è un problema importante emerso negli ultimi anni, laddove si è registrata una notevole diminuzione dei valori ematici soprattutto nella parte della popolazione adulta e anziana -principalmente dovuta alla ridotta esposizione ai raggi solari (per questione di latitudine ma anche di modificate abitudini di vita).

Esistono poi alcune patologie che possono influire negativamente sull’assorbimento della vitamina D, causandone o peggiorandone il deficit:

  • celiachia
  • morbo di Crohn
  • gastrectomia o resezioni intestinali
  • fibrosi cistica
  • pancreatiti

Anche l’uso di alcuni farmaci può interferire con il corretto assorbimento della vitamina D:

  • glucocorticoidi (cortisionici)
  • anticonvulsivanti

In caso di carenza è fondamentale l’integrazione di vitamina D: oltre che nel metabolismo osseo è infatti coinvolta in numerose altre funzioni fondamentali all’interno del corpo e la sua mancanza può causare l’insorgenza di disturbi seri, tra cui:

  • difetti di mineralizzazione dell’osso, fragilità ossea, osteoporosi
  • sarcopenia (debolezza e atrofia muscolare)
  • deficit immunitario (suscettibilità alle infezioni e aumento del rischio di sviluppare malattie autoimmuni)
  • malattie cardiache
  • sindrome da affaticamento cronico
  • anemia
  • alopecia
  • fibromialgia (si stima che il 40-60% dei pazienti fibromialgici siano affetti da carenza di vitamina D)
  • ipertensione

L’eccesso di vitamina D è invece più raro e quasi esclusivamente causato da sovradosaggio con integratori. I sintomi correlati possono essere:

  • perdita dell’appetito
  • mal di testa
  • aritmie
  • calcificazioni arteriose
  • formazione di calcoli
  • tossicità renale
    [1,11,12]

In Ymea Vitality la Vitamina D è presente – in base a quanto dichiarato sul sito del produttore – allo scopo di mantenere la normale funzionalità muscolare, ma risulta allo stesso tempo un’utile integrazione nell’ottica di prevenzione dell’osteoporosi.

La dose di 10µg è pari al 200% di quella giornaliera raccomandata (RDA).

Vitamina C

La vitamina C, o acido ascorbico, è una vitamina idrosolubile e costituisce un nutriente essenziale nell’essere umano per il mantenimento della salute di organi e tessuti. La vitamina C è coinvolta in numerosi processi endogeni e funzioni fisiologiche, tra cui ricordiamo

  • la produzione di energia tramite il metabolismo di colesterolo e acidi grassi
  • la modulazione dell’assorbimento di Rame e Ferro
  • l’attività antiossidante (la vitamina C contrasta l’azione dei radicali liberi – specie reattive potenzialmente dannose che derivano sia dal nostro metabolismo interno che dall’inquinamento ambientale)
  • la sintesi del collagene e il mantenimento della buona salute di ossa, articolazioni, pelle e capelli
  • la sintesi di corticosteroidi, ormoni e neurotrasmettitori
  • la funzionalità del sistema immunitario

Poiché non siamo in grado di sintetizzarla autonomamente, è necessario assicurarci un apporto quotidiano di vitamina C tramite l’alimentazione. Fortunatamente, nell’ambito di una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura (soprattutto se consumate crude), non è difficile assicurarsi il fabbisogno quotidiano di vitamina C (che corrisponde in media a 65-90 mg).

Tra frutta e verdura, risultano particolarmente ricchi di vitamina C

  • agrumi
  • kiwi
  • fragole
  • ananas
  • peperoni
  • prezzemolo fresco
  • crucifere (broccoli, cavolo, cavolfiore)
  • spinaci

Il fabbisogno di vitamina C può aumentare in alcune fasi della vita o in condizioni patologiche:

  • gravidanza e allattamento, senescenza
  • convalescenza dopo interventi chirurgici
  • gravi ustioni
  • patologie che comportano problemi di malassorbimento
  • terapie farmacologiche (secondo alcuni studi cortisone e aspirina assunti per periodi prolungati potrebbero ridurre l’assorbimento di vitamina C)
  • patologie renali (che possono comportare perdite importanti di nutrienti, tra cui la vitamina C, eliminata fisiologicamente tramite le urine)
  • dialisi
  • chemioterapia

Ricordiamo inoltre che i fumatori necessitano mediamente di 35 mg in più di vitamina C al giorno, rispetto ai non fumatori.

In tutti questi casi può risultare utile (e talora fortemente consigliata) un’integrazione di vitamina C.

La grave carenza di vitamina C un tempo era molto frequente e portava allo sviluppo di una malattia potenzialmente letale, lo scorbuto: sebbene descritta sin dai tempi degli antichi Egizi e della Grecia antica, tale patologia è tradizionalmente associata al periodo storico compreso tra il 1500 e il 1800, quando lo scorbuto era particolarmente diffuso tra i marinai, che, costretti sulle navi per lunghi periodi, senza potersi nutrire con frutta né verdura, andavano incontro a progressivo indebolimento fisico – irreversibile, se non curato per tempo.

Oggi lo scorbuto fortunatamente è raro, ma la carenza di vitamina C può comunque svilupparsi in seguito a cattive abitudini alimentari e di stile di vita o in caso di grave malnutrizione – oltre che per le condizioni patologiche sopra citate.

I sintomi con cui la carenza di vitamina C può manifestarsi sono

  • anemia
  • infezioni ricorrenti
  • indebolimento e perdita dei capelli
  • difficoltà di cicatrizzazione delle ferite (la vitamina C contribuisce alla formazione del collagene, necessario alla riparazione dei danni tissutali)
  • disturbi ossei o articolari
  • edemi
  • sanguinamento gengivale

L’assunzione quotidiana di vitamina C, tramite gli alimenti, dunque, è non solo consigliata ma altamente raccomandata.

In caso di assunzione tramite integratori, le linee guida raccomandano di non superare la dose giornaliera di 2 g: è vero che l’eccesso viene eliminato tramite le urine, ma in attesa che questo avvenga potrebbero manifestarsi effetti indesiderati quali disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, bruciori di stomaco, diarrea) e cefalea.

Segnaliamo inoltre, per completezza di informazione, che esiste una patologia genetica chiamata emocromatosi, a causa della quale il corpo accumula ferro in quantità eccessive: nelle persone affette da tale disturbo, elevate dosi di vitamina C possono aggravare il quadro clinico e creare danni ai tessuti.

In Ymea Vitality la dose giornaliera di vitamina C è di 80 mg, pari al 100% della RDA (dose giornaliera raccomandata).

[1,13-16]

Vitamina B6

La vitamina B6 o piridossina è una vitamina idrosolubile scoperta e isolata per la prima volta negli anni ‘40 del secolo scorso: da allora la ricerca ne ha messo in luce le innumerevoli funzioni cui partecipa nel corpo umano (è un cofattore essenziale per l’attività di circa 60 enzimi) e la necessità di un apporto adeguato affinché tutte le funzioni possano essere adeguatamente assolte. In linea generale la Vitamina B6

  • è coinvolta nel metabolismo di zuccheri, amminoacidi e acidi grassi
  • partecipa alla sintesi ormonale
  • partecipa alla sintesi di globuli rossi e bianchi
  • è coinvolta nella difesa immunitaria
  • partecipa alla sintesi di neurotrasmettitori a livello del Sistema Nervoso Centrale
  • contribuisce al mantenimento della salute di pelle e capelli

Una volta assunta con l’alimentazione (o tramite integratori), la vitamina B6 viene assorbita a livello intestinale e trasportata al fegato, ove viene metabolizzata e attivata; da qui viene trasportata ai muscoli, principale sito di immagazzinamento, in attesa del suo utilizzo. L’eliminazione avviene per via renale.

Ampiamente distribuita sia nel regno animale che vegetale, la vitamina B6 può facilmente essere assunta dalle seguenti fonti alimentari:

  • carne (manzo, pollo, maiale)
  • pesce (salmone)
  • uova
  • legumi
  • cereali integrali (la raffinazione ne riduce significativamente il contenuto)
  • vegetali (spinaci)
  • frutta (banana)
  • frutta secca

La carenza di vitamina B6 non è specificatamente riconoscibile, dato il suo coinvolgimento in numerose reazioni metaboliche all’interno del corpo umano – ognuna delle quali potrebbe risentire in modo differente della carenza di questa vitamina. I sintomi sono generici e riguardano prevalentemente:

  • dermatiti e rush cutaneo, pelle secca, perdita di capelli
  • debolezza, sonnolenza
  • anemia microcitica o sideroblastica, per carenza di emoglobina
  • carenza immunitaria e suscettibilità alle infezioni
  • calcoli renali
  • omocisteina alta (la B6 è necessaria per la degradazione dell’omocisteina)
  • mancata o ridotta sintesi di niacina
  • effetti centrali, quali irritabilità, ansia, depressione, letargia (la B6 è coinvolta nella sintesi di neurotrasmettitori quali serotonina, adrenalina e noradrenalina)
  • disturbi emotivi per alterato equilibrio ormonale

I sintomi da eccesso di vitamina B6 non sono noti (in quanto vitamina idrosolubile, l’eventuale eccesso viene facilmente eliminato con le urine).

In Ymea vitality la vitamina B6 è inserita allo scopo di regolare l’attività ormonale, secondo quanto dichiarato sul sito del produttore.

Il fabbisogno giornaliero di vitamina B6 per le donne risulta pari ad almeno 1,1 mg al giorno, per gli uomini a 1,5 mg: gli 1,4 mg presenti in Ymea vamp control rappresentano dunque il 100% della dose giornaliera raccomandata.

[1,17]

Vitamina B9 (acido folico)

Isolato per la prima volta nel 1941 dalle foglie di spinaci e sintetizzato in laboratorio nel 1946, l’acido folico (o vitamina B9) appartiene al gruppo delle vitamine B ed è essenziale per numerose reazioni metaboliche all’interno del nostro corpo.

Le fonti alimentari più ricche di folati provengono dal regno vegetale:

  • vegetali verdi a foglia (cavoli, broccoli, spinaci, lattuga, asparagi)
    germogli
  • frutta (kiwi, fragole, arance)
  • frutta secca (mandorle, noci)
  • funghi
  • legumi
  • cereali fortificati

mentre i prodotti animali costituiscono in generale una fonte scarsa di acido folico (a parte fegato e frattaglie).

L’acido folico è una vitamina idrosolubile sensibile all’aria e alla luce, ma soprattutto al calore: la cottura dei cibi può inattivarlo fino al 100%. Per questa ragione è sempre raccomandabile la presenza di una quota di vegetali crudi o poco cotti all’interno della propria dieta (questo vale non solo per l’acido folico ma per tutte le vitamine termosensibili, tra cui la stessa vitamina C).

Piccole quantità di folati sono prodotte anche dalla flora batterica intestinale, ma pare vengano per la maggior parte escrete con le feci.

L’acido folico è essenziale per numerosi processi metabolici del nostro corpo e per tutte quelle cellule in attiva proliferazione (cellule del sangue e gastrointestinali in primis). Tra le funzioni principali dell’acido folico ricordiamo

  • sintesi e metabolismo degli acidi nucleici (DNA e RNA)
  • attivazione della vitamina B12
  • riduzione dei livelli di omocisteina (importante fattore di rischio cardiovascolare)
  • sintesi proteica

La carenza di acido folico non è così rara e i sintomi possono insorgere in breve tempo – mediamente dopo soli 4 mesi di introito inadeguato.

Le possibili cause di carenza possono essere così schematizzate:

  • introduzione insufficiente con l’alimentazione
  • presenza di patologie che provocano disturbi dell’assorbimento (celiachia, morbo di Crohn)
  • assunzione di farmaci antagonisti dell’acido folico (metotrexate, contraccettivi orali, antiacidi)
  • aumentato fabbisogno (gravidanza e allattamento)
  • assunzione eccessiva di alcool

Date le numerose funzioni in cui è coinvolto l’acido folico, i sintomi della carenza sono facilmente sovrapponibili ad altre patologie e non immediatamente riconoscibili. In linea generale i sintomi possono essere:

  • anemia megaloblastica
  • affaticamento cronico
  • irritabilità e depressione, insonnia
  • cefalea
  • perdita di capelli
  • neuropatie periferiche
  • mielopatie
  • diarrea
  • perdita di peso
  • aumento dei livelli ematici di omocisteina

L’eccesso di acido folico è invece più raro. Pazienti con fenilchetonuria possono essere a rischio se l’introito giornaliero fosse maggiore delle dosi raccomandate.

La fenilchetonuria è una patologia ereditaria rara, che comporta un difetto nel metabolismo delle proteine, con aumento dei livelli dell’amminoacido fenilalanina, che ha effetti tossici a livello centrale. La terapia consiste in una dieta rigorosamente controllata e nell’assunzione di miscele di amminoacidi prive di fenilalanina: questi sostituti proteici risultano molto ricchi di acido folico – ed è per questo che potrebbe insorgere il rischio di sovradosaggio.

I sintomi da sovradosaggio possono comprendere:

  • nervosismo
  • tremori
  • accelerazioni del battito cardiaco

Le dosi giornaliere raccomandate di acido folico secondo l’Istituto Superiore di Sanità sono le seguenti:

  • adulti: 400 µg al giorno
  • donne in gravidanza: 600 µg al giorno, fino al terzo mese di gravidanza
  • donne in allattamento: 500 µg al giorno
  • integrazione per situazioni di carenza: 600 µg – 1 g al giorno

L’acido folico è di norma ben tollerato alle dosi consigliate. Eventuali reazioni avverse possono manifestarsi con assunzione prolungata superiore ai 5 g giornalieri, con disturbi gastrointestinali, orticaria allergica, irritabilità.

In Ymea vitality l’acido folico è introdotto allo scopo, secondo quanto dichiarato dal produttore, di ridurre la sensazione di stanchezza e affaticamento, in sinergia con la Maca. La quantità assunta per dose giornaliera è pari a 200 µg.

[1,18,19]

Vitamina B12

La vitamina B12 o cianocobalamina (poiché contiene al proprio interno un atomo di cobalto) è una vitamina idrosolubile appartenente al gruppo delle vitamine B.

Si trova prevalentemente in fonti alimentari di origine animale:

  • carne
  • pesce (soprattutto ostriche e sardine)
  • tuorlo d’uovo
  • latte e latticini

In alternativa la si può trovare in alcuni tipi di alghe (es. alga Nori) e nei cibi fortificati (es. cereali per la colazione), mentre nelle piante è assente. Piccole quantità di B12 vengono anche prodotte dalla flora batterica intestinale.

Una volta assunta, la vitamina B12 viene assorbita a livello intestinale e trasportata alle cellule, per partecipare alle reazioni metaboliche, oppure al fegato, ove viene immagazzinata in attesa dell’utilizzo.

La vitamina B12 è essenziale per il corretto funzionamento di numerose reazioni all’interno delle cellule,

ad esempio

  • regola la crescita e la duplicazione cellulare
  • interviene nel metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine
  • è coinvolta nella sintesi di acidi grassi e nucleotidi (DNA)
  • interviene nella produzione dei globuli rossi nel midollo spinale
  • è essenziale per il mantenimento dei corretti livelli di omocisteina
  • è coinvolta nella sintesi della guaina mielinica che riveste i neuroni
  • agisce come immunomodulatore nella stimolazione dell’immunità cellulare

La carenza di vitamina B12 si manifesta con sintomi di tipo:

  • ematologico: anemia megaloblastica, pancitopenia (leucopenia, trombocitopenia), letargia, pallore
  • neurologico: parestesie, atassia, neuropatia periferica, demielinizzazione
  • psicologico e cognitivo: difficoltà della memoria, irritabilità, depressione, demenza, psicosi
  • gastrointestinale: perdita di appetito, costipazione, diarrea, dolore addominale, anoressia, perdita di peso

La carenza può manifestarsi a seguito di regimi alimentari strettamente vegetariani o vegani, in cui le fonti animali siano completamente assenti, nella popolazione anziana (si stima che il 10-15% degli individui sopra i 60 anni possa soffrire di deficit di B12) o in caso di problemi di assorbimento gastrointestinale.

Elevati livelli di vitamina B12, invece, possono essere sintomi di patologie gravi quali alcune forme di leucemia o di malattie del fegato (epatiti, cirrosi, metastasi epatiche).

In Ymea Vitality la vitamina B12 è inserita allo scopo di sostenere il metabolismo energetico, secondo quanto dichiarato dal produttore.

Il contenuto della compressa giornaliera è di 2,5µg, pari al 100% del fabbisogno giornaliero raccomandato.

L’assunzione di vitamina B12 è normalmente considerata sicura, anche a dosi superiori a quelle di norma prescritte.

Alcuni farmaci possono causare una diminuzione dei livelli di B12. Tra essi ricordiamo:

  • carbamazepina (un anticonvulsivante)
  • colchicina (antigotta)
  • antiacidi (es. omeprazolo)
  • litio (trattamento del disturbo bipolare)
  • metformina (un antidiabetico)
  • contraccettivi orali

[1,20]

Vitamina B5 (Acido Pantotenico)

La vitamina B5, o Acido pantotenico, è una vitamina idrosolubile appartenente al gruppo delle vitamine B. Il suo nome deriva dal greco pantos= ovunque: la vitamina B5 è infatti ampiamente distribuita sia nel regno animale che in quello vegetale.

Le principali fonti alimentari sono rappresentate da

  • carne (soprattutto fegato)
  • uova
  • legumi (fave)
  • patate
  • cereali integrali
  • latte
  • noci
  • broccoli
  • frutta (avocado, albicocche)
  • funghi

Una volta introdotta con l’alimentazione, la vitamina B5 viene assorbita a livello intestinale e raggiunge la circolazione sanguigna. Non è chiaro se venga o meno immagazzinata come scorta nel corpo umano: l’opinione generale è che, ammesso che ciò accada, avvenga in quantitativi minimi e prevalentemente a livello di fegato, reni, cervello e cuore.

Pare che anche la flora batterica intestinale sia in grado di produrre una quota di vitamina B5, ma sull’entità dell’apporto le opinioni sono ancora discordanti.

La vitamina B5 è sensibile sia alla cottura, al congelamento, all’ambiente acido o alcalino e ai processi di lavorazione del cibo, quali la macinazione: si stima che con la cottura se ne perda fino al 50%. Tuttavia, data la sua ampia distribuzione negli alimenti, non è difficile assumerne le quantità necessarie.

La vitamina B5 è coinvolta in una miriade di reazioni metaboliche all’interno dell’organismo:

  • è fondamentale per la sintesi del coenzimaA (CoA), a sua volta coinvolto nel metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine
  • è coinvolto nel ciclo di Krebbs e dunque nella produzione di energia tramite la respirazione cellulare
  • è essenziale nella capacità di reagire a condizioni di stress, per via del suo coinvolgimento nella sintesi dell’Acetilcolina, un neurotrasmettitore coinvolto nella risposta agli stimoli stressogeni; inoltre la B5 è coinvolta nella risposta adrenergica allo stress tramite la sintesi di ormoni corticosteroidi, tra cui il cortisone.
  • partecipa alla sintesi di ubiquinone, vitamina D, ormoni steroidei, acidi biliari e prostaglandine

Di particolare interesse clinico risultano anche due metaboliti della vitamina la Pantetina e il Pantenolo: dai risultati di numerosi studi clinici, la Pantetina ha dimostrato di possedere un interessante e significativo effetto sull’abbassamento del colesterolo totale, LDL e dei trigliceridi; il pantenolo, a sua volta, come preparazione topica, ha mostrato una buona efficacia nell’accelerare la guarigione delle ferite e degli eritemi solari.

La carenza di vitamina B5 è di per sé rara: quando si manifesta, lo fa in concomitanza con la carenza di altri nutrienti importanti, in seguito a condizioni di generale malnutrizione o a patologie che comportano problemi di malassorbimento. Ne consegue che anche i sintomi non sono specifici, ma sovrapponibili a quelli derivanti da carenza vitaminica:

  • stanchezza, debolezza
  • insonnia, irritabilità
  • disturbi neurologici
  • disturbi gastrointestinali, dolori addominali
  • deficit del sistema immunitario
  • debolezza muscolare, crampi, parestesie; sensazione di calore o bruciore alle gambe
  • dermatiti, alopecia
  • ridotta resistenza a situazioni di stress e fatica

L’assunzione giornaliera raccomandata di vitamina B5 è di 4-6 mg; come integratore la dose può aumentare fino a 500 mg giornalieri.

Non sono note reazioni indesiderate dovute alla somministrazione della vitamina B5, sia per uso orale che topico.

In Ymea vitality la vitamina B5 è utilizzata allo scopo di sostenere le prestazioni mentali, secondo quanto riportato dal produttore, riducendo la sensazione di stress e affaticamento. La dose, 6 mg, corrisponde al 100% della RDA (dose giornaliera raccomandata)

[1].

Zinco

Lo Zinco è un oligoelemento che agisce come catalizzatore di centinaia di reazioni all’interno del corpo umano: in parole semplici, è una sorta di facilitatore per l’innesco di tali reazioni. Appartiene alla classe di nutrienti di tipo II, considerati i mattoni essenziali per la costruzione di nuove cellule e tessuti – alla stessa classe appartengono gli amminoacidi essenziali e minerali quali Magnesio, Potassio, Fosforo, Zolfo.

Lo Zinco interviene come cofattore in innumerevoli reazioni chimiche all’interno del corpo, coinvolte in processi come

  • metabolismo di carboidrati, proteine e acidi grassi
  • sintesi del DNA
  • metabolismo osseo
  • funzionamento dei sistemi antiossidanti a livello cellulare

 

È inoltre importante per il funzionamento di diversi ormoni, tra cui l’insulina, l’ormone della crescita e gli ormoni sessuali. Fondamentale è la presenza di Zinco per lo sviluppo nelle prime fasi della vita, dall’embrione al neonato.

In Ymea Vitality lo Zinco è incluso per sostenere la funzionalità del sistema immunitario, secondo quanto riportato dal produttore.

Lo Zinco è un elemento che si trova in natura in diversi alimenti:

  • Pesce e frutti di mare
  • Carne rossa
  • Cereali
  • Legumi
  • Frutta secca

La carenza di Zinco può essere dovuta a scarso apporto oppure a problemi di malassorbimento conseguenti ad altre patologie (anemia, diabete, malattie epatiche). Essa comporta

  • Problemi dello sviluppo nei bambini
  • Diarrea
  • Alterazione dell’appetito, fino all’anoressia
  • Problemi del metabolismo
  • Alopecia
  • Impotenza
  • Problemi mestruali
  • Dermatiti
  • Deficit immunitario, con aumentata suscettibilità a infezioni batteriche, virali e fungine
  • Difficoltà di guarigione delle ferite, per mancanza di collagene
  • Alterazioni comportamentali (stanchezza mentale, depressione)

Per contro, un eccesso di Zinco, seppur raro, può portare a tossicità, con manifestazioni quali

  • Nausea, vomito, diarrea
  • Anemia
  • Depressione
  • Carenza di rame, ferro e manganese, per interferenza col loro assorbimento
  • Danni epatici o renali

Ymea Vitality contiene 10 mg di Zinco, pari al 100% della dose giornaliera raccomandata.

[1]

Avvertenze e precauzioni d’uso

Ymea vitality, secondo quanto riportato dal produttore, deve essere assunto alla dose di 1 capsula al giorno; riguardo la durata del trattamento il produttore suggerisce il consulto medico.

Gli ingredienti di origine vegetale (Maca, Salvia e Agnocasto) sono di uso comprovato dalla tradizione, con buon margine di sicurezza e tollerabilità.

Non ci sono particolari controindicazioni all’utilizzo di questo preparato, salvo ipersensibilità individuali (per esempio allergia alle Crucifere, di cui fa parte la Maca) o malattie epatiche.

Tuttavia, in presenza di altre patologie o in caso di concomitante assunzione di farmaci o altri integratori, si raccomanda di consultare il proprio medico per evitare sovrapposizioni o interferenze con la terapia in corso.

Ricordiamo che nessun integratore funziona se non inserito all’interno di uno stile di vita sano, che comprenda una corretta alimentazione ed esercizio fisico – anche moderato purché costante.

Il prodotto non va somministrato a bambini.

A cura della dott.ssa Sonja Bellomi, PhD in Scienza delle Sostanze Bioattive

Fonti e bibliografia

  1. Herbs and Natural Supplements- An evidence-based guide,4th ed. L.Braun, M.Cohen. Elsevier Editions
  2. International Journal of Biomedical Science, 2006; 360–374. Hormone-Balancing Effect of Pre-Gelatinized Organic Maca (Lepidium peruvianum chacon): Physiological and Symptomatic responses of early-postmenopausal women to standardized doses of maca in double blind, ramdomized, placebo-controlled, multi-centre clinical study. Meissner HO, et al.
  3. Menopause 2008 15(6); 1157–62. Beneficial effects of Lepidium meyenii (Maca) on psychological symptoms and measures of sexual dysfunction in postmenopausal women are not related to estrogen or androgen content. Brooks, N.A., et al.
  4. Evid Based Complement Alternat Med. 2012;2012:193496. Ethnobiology and Ethnopharmacology of Lepidium meyenii (Maca), a Plant from the Peruvian Highlands. Gonzales GF.
  5. Planta Med. 2013 Jun;79(9):753-60. Salvia officinalis for hot flushes: towards determination of mechanism of activity and active principles. Rahte S, Evans R, Eugster PJ, Marcourt L, Wolfender JL et al.
  6. Adv Ther. 2011 Jun;28(6):490-500. First time proof of sage’s tolerability and efficacy in menopausal women with hot flushes. Bommer S, Klein P, Suter A.
  7. Planta Med. 2013 May;79(7):562-75. Vitex agnus-castus extracts for female reproductive disorders: a systematic review of clinical trials. van Die MD, Burger HG, Teede HJ, Bone KM.
  8. J Altern Complement Med. 2009 Aug;15(8):853-62. Vitex agnus-castus (Chaste-Tree/Berry) in the treatment of menopause-related complaints. van Die MD, Burger HG, Teede HJ, Bone KM.
  9. Am J Obstet Gynecol. 2017 Aug;217(2):150-166. The treatment of premenstrual syndrome with preparations of Vitex agnus castus: a systematic review and meta-analysis. Verkaik S, Kamperman AM, van Westrhenen R, Schulte PFJ.
  10. Korean J Fam Med. 2019 Nov;40(6):362-367. Comparison of Vitex agnus-castus Extracts with Placebo in Reducing Menopausal Symptoms: A Randomized Double-Blind Study. Naseri R, Farnia V, Yazdchi K, Alikhani M, Basanj B, Salemi S.
  11. Encyclopedia of Dietary Supplements, 2nd edition P.M.Coates, J.M.betz,M.R.Blackman, G.M.Cragg, M.Levine, J.Moss, J.D.White
  12. Am J Clin Nutr. 2012 Jun;95(6):1357-64. Comparison of vitamin D2 and vitamin D3 supplementation in raising serum 25-hydroxyvitamin D status: a systematic review and meta-analysis. Tripkovic L, Lambert H, Hart K, Smith CP, Bucca G et al.
  13. MedLinePlus – Vitamin C
  14. Facts about Vitamin C L. B. Bobroff, I. Valentín-Oquendo, University of Florida, Institute of Food and Agricultural Sciences
  15. Too Much Vitamin C: Harmful? – Mayo Foundation for Medical Education and Research
  16. Vitamin C – National Institutes of Health (Office of Dietary Supplements)
  17. Humanitas Research
  18. Stølen LH et al. High Dietary Folic Acid and High Plasma Folate in Children and Adults with Phenylketonuria. JIMD Rep (2013)
  19. Istituto Superiore di Sanità
  20. Humanitas Research

Composizione

Composizione per singola unità posologica (compressa, capsula, flaconcino, bustina, ...) o per 100 ml nel caso di formulazioni in flacone.
Principio attivoQuantità
Maca1135 mg
Salvia officinalis L.320 mg
Agnocasto224 mg
Vitamina D3310 mcg
Vitamina C480 mg
Vitamina B651.4 mcg
Vitamina B96200 mcg
Vitamina B1272.5 mcg
Vitamina B586 mg
Zinco10 mg
  1. Maca, anche conosciuto/a come Lepidium meyenii Walp.
  2. Agnocasto, anche conosciuto/a come Vitex agnus- castus L.
  3. Vitamina D3, anche conosciuto/a come Colecalciferolo
  4. Vitamina C, anche conosciuto/a come Acido ascorbico
  5. Vitamina B6, anche conosciuto/a come Piridossina, Piridossale, Piridossamina
  6. Vitamina B9, anche conosciuto/a come Acido folico, acido Folinico
  7. Vitamina B12, anche conosciuto/a come Cobalamina, Idrossicobalamina, Metilcobalamina
  8. Vitamina B5, anche conosciuto/a come Acido pantotenico

Avvertenze

  • Non superare la dose giornaliera consigliata dal produttore.
  • Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata ed uno stile di vita sano.
  • Per un utilizzo prolungato rivolgersi preventivamente al proprio medico.
  • Conservare il prodotto in un luogo fresco ed asciutto, al riparo dalla luce e dalle fonti di calore localizzate, dai raggi solari e dall’umidità.
  • Non utilizzare oltre la data di scadenza.

Posso ottenere lo stesso risultato senza l'integratore?

Disclaimer: I contenuti seguenti devono essere intesi come trattazione generale riferita a soggetti sani e, dove indicato, espressione del personale parere dell'autore; in caso di specifiche circostanze il proprio medico e/o farmacista possono rilevare esigenze diverse e per questo consigliare in modo appropriato (quando non addirittura indispensabile) l'assunzione di integratori e/o nutraceutici.

In caso di disturbi della menopausa particolarmente fastidiosi, e mi riferisco ad esempio a vampate di calore, irritabilità, sudorazione notturna, …, sono ragionevolmente propenso alla valutazione di integratori formulati attorno a principi attivi ad azione estrogeno-simile (come isoflavoni e simili, Maca, Salvia ed Agnocasto nel caso specifico di Ymea Vitality).

Sono invece un po’ più scettico verso tutti gli integratori, per menopausa o non, che promettono di contribuire a garantire un’iniezione di energia attraverso vitamine del gruppo B, perché in realtà poco supportati da solide evidenze scientifiche.

Da un punto di vista più generale è possibile pensare di sostituire Ymea Vitality con:

  • Sollievo ai sintomi della menopausa
    • Attività fisica, possibilmente svolta all’aperto
    • Consumo regolare di soia e derivati in forma alimentare
  • Stanchezza
    • Attività fisica, possibilmente svolta all’aperto
    • Alimentazione sana, varia ed in particolare ricca di frutta e verdura
  • Carenze vitaminiche
    • Vitamina D: Esposizione quotidiana al sole
    • Altre vitamine: Alimentazione ricca di frutta, verdura e cereali integrali

Può fare eccezione la vitamina B12 nel caso di donne vegane e sostanzialmente anche vegetariane, in cui l’integrazione è rispettivamente necessaria e caldamente consigliata (se non attraverso Ymea Vitality, attraverso integratori monocomponente).

Roberto Gindro, laureato in farmacia, PhD


  • Agnocasto
    • L’agnocasto è una pianta dalla lunga tradizione fitoterapica per il trattamento dei disturbi della donna fertile (legati ai disturbi del ciclo mestruale) ed in menopausa; le indicazioni che trovano un maggior riscontro in letteratura sono tuttavia solo il dolore al seno e la sindrome premestruale, mentre negli altri casi nella migliore delle ipotesi non disponiamo di evidenze sufficienti ad emettere un giudizio.
    • Senza voler entrare nel merito di ogni singola indicazione, l’attività fisica ed una sana alimentazione consentono in genere alla donna in ogni fase della propria vita di trovare sollievo dai principali disturbi legati all’equilibrio ormonale, a patto che l’esercizio fisico praticato non sia eccessivo (nel caso delle sportive agoniste si assiste spesso a periodi più o meno prolungati di amenorrea) e/o associato ad una condizione di sotto/sovrappeso; utile introdurre in pianta stabile un regolare consumo di soia fin dall’infanzia, per beneficiare tra l’altro di un effetto protettivo verso lo sviluppo di alcune forme di tumore.
  • Maca
    • Proposto trattamento naturale per la riduzione del desiderio, disturbi erettili nell’uomo, problemi d’infertilità, sintomi della menopausa, … non disponiamo in realtà di solide evidenze di efficacia, anche se in alcuni casi sono stati pubblicati studi promettenti.
  • Salvia officinalis L.
    • Le vengono attribuite numerose proprietà e vale sicuramente la pena d’inserirla tra i gusti da usare periodicamente in cucina; tra gli effetti che hanno trovato le maggiori conferme sperimentali ricordiamo:
      • funzioni cognitive in pazienti affetti da Alzheimer
      • aumento delle performance cognitive e di memoria
      • diabete (per effetto sulla glicemia)
      • abbassamento dei livello di colesterolo e trigliceridi (e aumento del colesterolo buono HDL)
  • Vitamina B12
    • In una dieta onnivora correttamente bilanciata non dovrebbe esserci la necessità di integrare la vitamina B12, mentre è fortemente consigliato farlo per i vegetariani ed assolutamente indispensabile per i vegani, in quanto totalmente assente nel mondo vegetale.
    • Tra le fonti alimentari più ricche ricordiamo le carni (in particolare il fegato) e il pesce (compresi i frutti di mare); latte e uova ne sono solo discrete fonti.
    • Si segnala la presenza di vitamina B12 in numerosi prodotti per vegani, come le bevande a base di soia (ma insufficienti a coprire il fabbisogno giornaliero).
    • Proposta con numerose indicazioni, di fatto gli effetti sostenuti da un’integrazione e pienamente dimostrati sono pressoché nulli, mentre essendo indispensabile per il normale funzionamento dell’organismo diventa indispensabile in soggetti che ne fossero carenti.
    • Alcuni incoraggianti, per quanto preliminari, risultati sono stati ottenuti nel trattamento della nevralgia post-erpetica e nella prevenzione della degenerazione maculare senile.
  • Vitamina B5
    • Le principali fonti alimentari sono rappresentate da
      • carne (soprattutto fegato)
      • uova
      • legumi (fave)
      • patate
      • cereali integrali
      • latte
      • noci
      • broccoli
      • frutta (avocado, albicocche)
      • funghi
    • L’unica indicazione in cui un’integrazione risulta necessaria o almeno realmente utile è l’eventuale stato di carenza, condizione tutto sommato rara nella popolazione generale.
  • Vitamina B6
    • Disponibile in numerosi alimenti (tra cui cereali, legumi, verdure, fegato, carne e uova), a differenza della B12 è più raro riscontrare una reale carenza di questa vitamina.
    • Usata e consigliata per decine di disturbi, poggia su un’adeguata letteratura nel caso di:
      • epilessia dipendente dalla piridossina (malattia rara)
      • anemia sideroblastica
      • iperomocistinemia
    • Risultati preliminari sono stati ottenuti per
      • prevenzione della degenerazione maculare senile
      • prevenzione della formazione di calcoli in pazienti affetti da iperossaluria primitiva (malattia rara)
      • nausea in gravidanza
      • sindrome premestruale

      Salvo casi selezionati, quindi, in genere non è necessaria alcuna integrazione.

    • Tra gli alimenti che ne sono più ricchi ricordiamo:
      • carne (manzo, pollo, maiale)
      • pesce (salmone)
      • uova
      • legumi
      • cereali integrali (la raffinazione ne riduce significativamente il contenuto)
      • vegetali (spinaci)
    • frutta (banana)
    • frutta secca
  • Vitamina B9
    • L’integrazione è considerata indispensabile in gravidanza (è necessario cominciare l’assunzione circa un mese prima dell’inizio della ricerca), in alcune forme di anemia.
    • I benefici in caso di iperomocistinemia sono invece dibattuti (è dimostrato l’effetto di riduzione dei livelli ematici di omocisteina, ma non una corrispondente diminuzione del rischio cardiovascolare associato).
    • È possibile assumere quantità rilevanti di folati attraverso un regolare consumo di frutta e verdura, quali ad esempio:
      • vegetali verdi a foglia (cavoli, broccoli, spinaci, lattuga, asparagi)
      • germogli
      • kiwi, fragole, arance
      • frutta secca (mandorle, noci)
      • funghi
      • legumi.
    • Si noti che, purtroppo, l’acido folico va incontro a rapida degradazione se la verdura non viene consumata molto fresca, oltre ad essere termolabile (ossia estremamente sensibile alla cottura).
  • Vitamina C
    • Il consumo di un’abbondante quantità giornaliera di frutta e verdura è in genere sufficiente a garantire l’apporto consigliato di vitamina C.
  • Vitamina D3
    • La più efficace alternativa naturale è l’esposizione quotidiana al sole di una significativa porzione di pelle (purtroppo non sempre agevole con il nostro clima, per questo sono sempre più comuni gli alimenti addizionati con Vitamina D).
  • Zinco
    • Lo zinco dev’essere giornalmente introdotto con la dieta perché l’organismo non dispone di un adeguato sistema di scorte, tuttavia in una dieta sana, varia ed equilibrata in genere non è necessaria alcuna integrazione per pazienti sani ed in buona salute.
    • Si trova in natura in diversi alimenti, tra cui:
      • Pesce e frutti di mare
      • Carne rossa
      • Cereali
      • Legumi
      • Frutta secca

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