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Ymea Vamp Control funziona? Recensione, opinioni e prezzo

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Ymea Vamp Control è la formulazione della linea Ymea specificamente dedicata a contrastare i disturbi tipici della menopausa, quali

  • vampate di calore (notturne e diurne)
  • alterazioni del tono dell’umore
  • disturbi del sonno

Si presenta in confezioni da 64 capsule, metà delle quali da assumere al mattino prima della colazione e metà prima del riposo serale, per un totale di un mese circa di terapia.

Come tutti gli integratori di questa categoria la scelta dei principi attivi è fatta con l’obiettivo di consentire un’assunzione prolungata, ma si raccomanda sempre il preventivo parere del medico.

È controindicato nel caso di preesistenti problemi epatici (fegato) o nel caso di specifiche ipersensibilità alle sostanze presenti.

MinSan: 977803598
EAN: 8004283157439
Capsule (Da deglutire intera)
Linea Ymea
Ultimo aggiornamento il 24 Aprile, 2024 10:40

Ymea Vamp Control funziona? Recensione, opinioni e prezzo Prezzi

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Prezzi di Ymea Integratore Alimentare Vamp Control, 64 capsule
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  • 25,21€ - 15 Ottobre, 2020
  • 26,21€ - 5 Ottobre, 2020
Since: 24 Aprile, 2020
  • Prezzo più alto 26,64€ - 17 Ottobre, 2020
  • Prezzo più basso 16,30€ - 27 Agosto, 2020

Descrizione

Ymea Vamp Control è un integratore a base di estratti vegetali e vitamine, proposto per contrastare o mitigare sintomi tipici della menopausa, quali vampate di calore e sudorazione notturna.

Il trattamento proposto si compone di due capsule, una specifica per i sintomi prevalentemente diurni (vampate, sbalzi di umore, irritabilità), l’altra pensata per favorire il giusto riposo notturno (contrastando sudorazione e insonnia).

Vediamo nel dettaglio gli ingredienti presenti nel preparato e la loro funzione.

Maca

La Maca è una pianta biennale appartenente al genere delle Crucifere/Brasicaceae (la stessa di cavoli e broccoli). Originaria delle Ande peruviane, è una pianta abituata a condizioni climatiche estreme: cresce al di sopra dei 3000 m di altezza ed è in grado di resistere ai venti freddi tipici delle alture peruviane. La Maca è utilizzata da migliaia di anni in Sudamerica come cibo medicinale: tuttavia la prima testimonianza scritta risale solo al 1553 (da parte di un cronista spagnolo all’epoca dell’invasione spagnola del Perù) e un centinaio di anni dopo, nel 1653, ne vengono per la prima volta descritte le proprietà energizzanti e stimolanti dell’umore, ad opera del gesuita missionario spagnolo Bernabè Cobo. La leggenda dice che le popolazioni Inca ne facessero uso prima della battaglia, per aumentare la resistenza alla fatica; dopo la battaglia, tuttavia, l’uso era vietato per proteggere le donne delle città conquistate dagli impulsi sessuali altrimenti irrefrenabili dei guerrieri (la Maca ha anche azione afrodisiaca!).

Conosciuta e apprezzata come antiossidante, la Maca in epoca moderna è stata oggetto di numerosi studi sugli animali e sull’uomo, che ne hanno evidenziato alcune potenzialità, tra cui

  • effetti sul sistema nervoso centrale (antidepressivo, antistress, energizzante, stimolante delle funzioni cognitive)
  • effetti sull’apparato sessuale e riproduttivo (disfunzione erettile, infertilità femminile, aumento della spermatogenesi)
  • effetto immunostimolante
  • effetto su prevenzione e trattamento dei sintomi legati alla menopausa

La Maca è inserita nella formulazione di Ymea vamp control (compressa giorno) per la sua azione tonica su stanchezza fisica e mentale e per sostenere il tono dell’umore, insieme alla Rodiola. Non si fa cenno, sul sito del produttore, all’attività della Maca nel mitigare i sintomi della menopausa – sulla cui potenziale efficacia sono già stati pubblicati studi interessanti.

La Maca è stata infatti proposta come alternativa alla terapia ormonale sostitutiva di tipo farmacologico, oppure come supporto nel momento della sospensione della suddetta terapia.

In uno studio randomizzato, controllato versus placebo, su 124 donne di età >49 anni, in menopausa, la somministrazione di Maca (alla dose di 1 g per due volte al dì, ai pasti) per 8 settimane ha portato a una significativa riduzione di sintomi quali sudorazione notturna, vampate di calore, ansia, irrequietezza, spossatezza. In aggiunta a ciò, si è registrato un miglioramento del quadro lipidico, con aumento dei livelli di HDL. Gli effetti positivi si sono protratti fino a un mese dopo la sospensione del trattamento.

In uno studio più limitato, condotto solo su 14 donne in menopausa, i risultati ottenuti sono stati altrettanto positivi: la somministrazione di 3,5 g al giorno di Maca, per 6 settimane, ha significativamente ridotto sintomi legati alla sfera psicologica, quali ansia e depressione, rispetto al trattamento con placebo.

Per quanto riguarda l’azione tonica e di sostegno dell’umore, la Maca era utilizzata già dalle popolazioni andine per il la capacità di fornire energia e procurare un senso di benessere generale. Il meccanismo ipotizzato per questo effetto tonico-adattogeno pare riguardi l’azione diretta della Maca sul cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”, modulandone la produzione endogena. Gli studi in merito sono molto carenti, per cui tale applicazione si basa più sulla tradizione d’uso che su solide evidenze scientifiche.

La Maca è normalmente ben tollerata: l’utilizzo alimentare si assesta su una dose media di 50-100 g al giorno. Per quanto riguarda l’assunzione come integratore per il trattamento dei sintomi della menopausa, il dosaggio di norma consigliato è di 2-3,5 g per almeno 8 settimane – dose decisamente superiore agli 80 mg presenti in Ymea vamp control. Forse il produttore ha ritenuto opportuno utilizzare una dose inferiore in considerazione di possibili effetti sinergici con gli altri ingredienti della formulazione.

Non ci sono controindicazioni particolari all’assunzione di Maca, se non un’eventuale allergia alle Crucifere.

Non sono note interazioni della Maca con farmaci.

[1-4]

Salvia

La Salvia è una pianta della famiglia delle Labiatae o Lamiaceae, come timo, menta, rosmarino e numerose piante aromatiche. È originaria del Medio Oriente e delle regioni Mediterranee, ma oggi è ormai diffusa in tutto il mondo. Ne esistono numerose specie (20 solo in Italia), ma la più conosciuta e studiata è la Salvia Officinalis o Salvia comune.

Al di là del ben noto utilizzo in cucina, la Salvia è conosciuta e utilizzata nella medicina popolare per le sue proprietà

  • antinfiammatorie
  • antisettiche
  • digestive
  • diuretiche
  • cicatrizzanti

In virtù di queste proprietà è spesso utilizzata come rimedio per

  • favorire la digestione
  • mitigare i sintomi della menopausa
  • alleviare i disturbi mestruali
  • disinfettare le ferite
  • sbiancare i denti e rinfrescare l’alito

In Ymea vamp control l’estratto di Salvia è specificamente mirato ad alleviare i sintomi della menopausa, con particolare riguardo alle vampate di calore e alla sudorazione notturna.

Dal punto di vista della ricerca scientifica, i risultati ottenuti in questo particolare ambito sono incoraggianti, anche se non ancora conclusivi. In base ai lavori pubblicati, l’azione della Salvia sarebbe dovuta all’effetto estrogeno-simile – ossia a un’azione diretta sui recettori degli estrogeni (ormoni che sappiamo diminuire con la comparsa della menopausa), in modo analogo a quanto avviene per esempio con gli isoflavoni di soia o la cimicifuga.

In uno studio multicentrico (ossia effettuato in più sedi operative) condotto su 71 donne di età compresa tra 50 e 65 anni, in menopausa da almeno 12 mesi, è stato somministrato un estratto di Salvia (280 mg in unica somministrazione giornaliera) per 8 settimane, per valutarne sicurezza ed efficacia nel trattare i sintomi correlati alla menopausa. La ricerca purtroppo è stata condotta senza confronto con placebo, ma i risultati sono comunque interessanti e degni di considerazione: già dopo le prime 4 settimane, infatti, è stata registrata una riduzione del 50% di intensità e frequenza delle vampate di calore; questa percentuale è salita al 64% al termine dei due mesi di studio.

[5-6]

In Ymea vamp control la dose di estratto di Salvia è di 150 mg nella compressa giorno e di 80 mg nella compressa notte, per un totale di 230 mg giornalieri.

Rodiola

La Rodiola (Rodiola rosea L.) è una pianta appartenente alla famiglia delle Grassulaceae, che cresce nelle alture dell’Artico di Europa e Asia (Scandinavia e Siberia soprattutto). La Rodiola ha una lunga tradizione d’uso alle spalle: si dice che fosse usata dai Vichinghi per incrementare forza fisica e resistenza ed è descritta anche da Dioscoride, botanico e medico greco, nel suo De Materia Medica (I sec d.C.).

È una pianta molto conosciuta e utilizzata nella medicina popolare dell’Europa dell’Est, dell’Asia e della Scandinavia in virtù delle sue proprietà stimolanti

  • sul sistema nervoso
  • sulle performance fisiche e mentali

e modulanti contro

  • mal di montagna
  • stimoli stressogeni (stress psicofisico ma anche infezioni da patogeni esterni)
  • depressione

La Rodiola è una pianta cosiddetta adattogena, ossia in grado di sostenere l’organismo in condizioni di aumentata richiesta di energia, sia fisica che mentale.

In Ymea vamp control la Rodiola è inserita a scopo energizzante fisico e mentale e per sostenere il tono dell’umore, insieme alla Maca.

I primi studi sulle proprietà adattogene della Rodiola risalgono agli anni ‘60 del secolo scorso: sulla base degli esiti positivi ottenuti in questi lavori preliminari, la Rodiola iniziò ad essere raccomandata per le condizioni di stanchezza cronica aspecifica dal Comitato Farmacologico del Ministero della Salute russo – e ancora oggi in Russia la Rodiola è uno degli adattogeni più conosciuti e utilizzati. Stessa cosa in Svezia, dove è riconosciuta dalle autorità per la salute come prodotto medicinale erboristico cui fare ricorso per far fronte, in condizioni di buona salute generale, a periodi di aumentato stress fisico o mentale.

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha consentito per la Rodiola l’utilizzo della dicitura “contribuisce a mantenere un’ottimale attività mentale e cognitiva” e l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) la annovera tra i principali fitoterapici ad azione adattogena.

Sulla base di numerosi studi preclinici, l’attività adattogena della Rodiola sarebbe dovuta alla sua capacità di influenzare i livelli di alcuni neurotrasmettitori endogeni, come la serotonina, la dopamina e la noradrenalina, coinvolti nella regolazione del tono dell’umore. Più in dettaglio, secondo studi in vitro, la Rodiola agirebbe direttamente sulle monoammino ossidasi (MAO-A e MAO-B), che sono gli enzimi deputati a disattivare i suddetti neurotrasmettitori: in pratica, bloccando questi enzimi, i neurotrasmettitori avrebbero vita più lunga e dunque più tempo per esercitare i propri effetti a livello cerebrale. Ricordiamo, peraltro, che gli inibitori delle MAO sono una classe importante di farmaci antidepressivi (Fenelzina, Rasagilina, Selegilina, per citarne alcuni).

Per quanto riguarda gli studi clinici, questi sono relativamente recenti e ancora decisamente lacunosi per metodologia (ampio range di dosi testate, numero insufficiente di soggetti, durata dello studio variabile) e risultati ottenuti.

In due recenti lavori di revisione sull’attività della Rodiola come tonico fisico e mentale sono stati analizzati 15 studi, per un totale di 575 persone coinvolte. Entrambi i lavori confermano le potenzialità adattogene della Rodiola, anche se entrambi sottolineano che le ricerche pubblicate sono ancora di scarsa qualità per poter trarre conclusioni definitive.

Uno studio interessante ha esaminato l’attività della Rodiola come antidepressivo a confronto con la Sertralina, un farmaco utilizzato nelle depressioni da moderate a serie, e con placebo. Lo studio è stato effettuato su un numero limitato di pazienti ma i risultati sono stati molto interessanti: non solo la Rodiola si è dimostrata di pari efficacia rispetto al farmaco (e superiore al placebo), ma ha anche fatto registrare un minor numero di effetti collaterali rispetto alla Sertralina.

Per quanto riguarda la dose, mancano linee guida ufficiali in merito. In generale, negli studi pubblicati finora gli intervalli di dose che hanno dato risultati sono i seguenti:

  • per l’affaticamento mentale: 100-500 mg al giorno di estratto secco
  • per l’affaticamento fisico: 200-300 mg al giorno di estratto secco
  • per ansia e depressione: 340 mg di estratto secco

In Ymea vamp control la Rodiola è presente nella compressa giorno nella dose di 40 mg, sensibilmente inferiore a quelle sopra riportate. Possiamo supporre che la scelta sia stata fatta in base al possibile affetto sinergico con gli altri ingredienti del preparato – in cui peraltro è presente anche la Maca, con la stessa indicazione.

Non sono note interazioni con i farmaci.

Per quanto riguarda la sicurezza d’uso, dagli studi pubblicati finora la Rodiola risulta ben tollerata (salvo ipersensibilità individuale). Eventuali effetti collaterali, lievi e transitori, possono riguardare

  • mal di testa
  • bocca secca
  • irritabilità (ad alte dosi per tempi prolungati)
    [1,7-10]

Valeriana

La Valeriana (Valeriana officinalis L.) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Valerianaceae. Originaria dei boschi di Europa e dell’Asia, ma diffusasi anche in Nord America, predilige i climi freschi e umidi e i giardini ombrosi. Non è da confondersi con la Valerianella, o Songino, appartenente alla stessa famiglia e utilizzata per gustose insalate: la Valeriana officinalis, al contrario, non è usata in cucina ma solo come pianta medicinale.

L’effetto sedativo della Valeriana era già noto ai tempi di Ippocrate – vissuto nel IV sec a.C. e considerato il padre della medicina – e descritto nel De Materia Medica di Dioscoride (I sec. d.C.).

Da decenni la Valeriana è uno dei rimedi fitoterapici sedativi e ansiolitici maggiormente utilizzati in Europa e Stati Uniti – da sola o più spesso in associazione con altre piante ad azione sinergica (Camomilla, Melissa, Iperico, Biancospino).

Studi in vivo, condotti sia su animali che sull’uomo, ne hanno confermato le potenzialità, anche se purtroppo sono studi spesso carenti a livello metodologico – in termini di dose, numero di persone coinvolte, durata dello studio – e ciò rende difficile l’interpretazione univoca dei risultati.

Secondo studi recenti in vitro, il principale responsabile dell’azione ansiolitica sarebbe l’acido valerico, che agirebbe sui recettori del GABA – l’Acido Gamma Ammino Butirrico, il più potente neurotrasmettitore endogeno ad azione inibitoria: questi recettori, responsabili della sedazione, sono gli stessi sui cui agiscono molti farmaci sedativi o ansiolitici, come le note benzodiazepine.

Diverse ricerche riportano un miglioramento del sonno a seguito dell’utilizzo di estratti di Valeriana, sia in termini di rapidità di insorgenza che di durata e qualità. L’acido valerico raggiunge la sua massima concentrazione plasmatica dopo 1-2 ore dall’ingestione dell’estratto, per poi diminuire nell’arco di 4 ore; dopo 8 ore non ne rimangono tracce – e questo spiega l’assenza di quel fastidioso effetto collaterale di molti farmaci sedativi rappresentato dalla sedazione residua mattutina.

L’effetto migliorativo sul sonno si manifesta in genere dopo 2-4 settimane di assunzione continuativa.

Dato lo specifico target di Ymea vamp control, riportiamo uno studio condotto in doppio cieco su 100 donne in post menopausa, di età compresa tra 50 e 60 anni, sofferenti di insonnia: il trattamento con 530 mg di estratto secco di radice di Valeriana, due volte al dì per 4 settimane, ha prodotto un miglioramento significativo della qualità del sonno (intesa sia come tempo di addormentamento che come durata e qualità del sonno) rispetto al trattamento con placebo.

Per quanto riguarda invece l’utilizzo come ansiolitico, le evidenze scientifiche sono più carenti e non permettono di trarre conclusioni che ne supportino l’uso per il trattamento dell’ansia.

Ymea vamp control contiene 120 mg di estratto secco di radice nella compressa notte.

Secondo gli studi pubblicati, l’effetto massimo si ottiene con l’assunzione di 400-900 mg al giorno di estratto, 1-2 ore prima di coricarsi. La dose nell’integratore in esame è significativamente più bassa, ma la scelta potrebbe essere stata fatta in considerazione del probabile effetto sinergico con la Melissa, dotata anch’essa di azione sedativa.

In genere la Valeriana è ben tollerata alle dosi suggerite. Eventuali effetti collaterali, lievi e transitori, possono riguardare l’insorgenza di

  • cefalea
  • disturbi gastrointestinali
  • secchezza delle fauci

Anche se la dose è bassa, si raccomanda di avvisare il proprio medico curante in caso di concomitante terapia con farmaci sedativi, poiché potrebbero amplificarsi gli effetti.

[1,11-14]

Melissa

La Melissa (Melissa officinalis L.) è una pianta perenne e spontanea, nativa delle regioni mediterranee e dell’Asia occidentale, appartenente al genere delle Labiateae.

È un’erba ricca in flavonoidi, acidi fenolici, tannini, tripterpeni e oli essenziali.

Molto usata in erboristeria, la Melissa trova applicazione come

  • antispasmodico
  • digestivo
  • antinfiammatorio e antiossidante
  • ansiolitico e sedativo

Gli studi in vitro e in vivo hanno sostanzialmente confermato la validità dell’uso tradizionale della Melissa, anche se gli studi clinici – e nella fattispecie quelli riguardanti l’effetto ansiolitico e antidepressivo – sono stati condotti su un numero abbastanza limitato di individui e spesso in associazione con altri rimedi ad effetto sinergico (per es. la Valeriana).

In ogni caso la Commissione E tedesca (organo di riferimento per preparati fitoterapici della tradizione occidentale) ha approvato l’uso della Melissa sia per i disturbi del sistema nervoso che per i problemi gastrointestinali.

Secondo quanto riportato sul sito della Commissione E, non sono noti effetti collaterali sull’uso della Melissa, né sue eventuali interazioni con farmaci. Si raccomanda tuttavia precauzione in caso di assunzione concomitante di farmaci antidepressivi, ansiolitici o comunque con azione sul sistema nervoso centrale, perché potrebbero sommarsi gli effetti [1,15,16].

Si tenga presente che negli studi sull’azione ansiolitica della Melissa sono stati utilizzati dosaggi maggiori rispetto a quello presente nel preparato in esame: 300-600 mg al giorno (e fino a 1-2 g per l’insonnia), a fronte degli 80 mg presenti nella compressa notte di Ymea vamp control. La scelta di un dosaggio basso potrebbe essere stata fatta in considerazione di un probabile effetto sinergico con la Valeriana, presente nella formulazione e dotata anch’essa di attività ansiolitica.

Vitamina D

Identificata come nutriente sin dai primi del 1900 – quando si era notata l’azione antirachitica dell’olio di fegato di Merluzzo (che ne contiene dosi elevate) – la vitamina D è conosciuta prevalentemente per la sua azione sul mantenimento del benessere delle ossa: la sua presenza garantisce un corretto assorbimento del calcio e dei fosfati dal lume intestinale, responsabili a loro volta della costituzione della la matrice ossea; inoltre, secondo studi recenti, la vitamina D sarebbe in grado di inibire il riassorbimento osseo – un meccanismo fisiologico che garantisce il corretto ricambio della matrice ossea nell’individuo giovane, ma che può diventare pericolosamente preponderante con l’aumentare dell’età.

Si tratta di una vitamina liposolubile che può essere introdotta in minima parte con l’alimentazione, ma che in gran parte (80-100% del fabbisogno) deriva dal metabolismo endogeno: grazie all’azione dei raggi solari sull’epidermide, infatti, un precursore simile al colesterolo (il 7-deidrocolesterolo) viene convertito in vitamina D.

Oltre che dall’azione dei raggi solari, il metabolismo della vitamina D è regolato dalle paratiroidi (tramite l’ormone PTH) e dai minerali Calcio, Fosforo e Magnesio.

La vitamina D può essere in parte accumulata nel tessuto adiposo, da cui viene prelevata nei periodi di minor esposizione al sole, per sopperire al fabbisogno dell’organismo.

Le fonti alimentari di vitamina D sono costituite da

  • pesce grasso (salmone, aringhe, tonno, sardine)
  • manzo e fegato
  • uova
  • cibi fortificati (latte e farine)
  • olio di fegato di merluzzo

La quantità di vitamina D presente nelle fonti animali non è, tuttavia, sempre facilmente quantificabile, poiché dipende in larga misura da come sono stati alimentati gli animali stessi.

La vitamina D esiste in diverse forme, le cui principali sono la D3 e la D2: la prima (detta anche Colecalciferolo) è quella presente nei prodotti animali e nell’olio di fegato di merluzzo – nonché quella prodotta nel corpo umano per esposizione ai raggi UVB; la seconda (Ergocalciferolo o pro-vitamina D) è prodotta da funghi e lieviti. A livello di integrazione, la vitamina D3 è considerata più efficace rispetto alla D2.

La 25(OH)D (la 25-idrossi vitamina D), invece, è la forma con cui la vitamina D viene normalmente dosata nel sangue, per monitorare i livelli endogeni e individuare eventuali condizioni di carenza.

La carenza di vitamina D è un problema importante emerso negli ultimi anni, laddove si è registrata una notevole diminuzione dei valori ematici soprattutto nella parte della popolazione adulta e anziana -principalmente dovuta alla ridotta esposizione ai raggi solari (per questione di latitudine ma anche di modificate abitudini di vita).

Esistono poi alcune patologie che possono influire negativamente sull’assorbimento della vitamina D, causandone o peggiorandone il deficit:

  • celiachia
  • morbo di Crohn
  • gastrectomia o resezioni intestinali
  • fibrosi cistica
  • pancreatiti

Anche l’uso di alcuni farmaci può interferire con il corretto assorbimento della vitamina D:

  • glucocorticoidi (cortisionici)
  • anticonvulsivanti

In caso di carenza è fondamentale l’integrazione di vitamina D: oltre che nel metabolismo osseo, essa è coinvolta in numerose altre funzioni fondamentali all’interno del corpo e la sua mancanza può causare l’insorgenza di disturbi seri, tra cui:

  • difetti di mineralizzazione dell’osso, fragilità ossea, osteoporosi
  • sarcopenia (debolezza e atrofia muscolare)
  • deficit immunitario (suscettibilità alle infezioni e aumento del rischio di sviluppare malattie autoimmuni)
  • malattie cardiache
  • sindrome da affaticamento cronico
  • anemia
  • alopecia
  • fibromialgia (si stima che il 40-60% dei pazienti fibromialgici siano affetti da carenza di vitamina D)
  • ipertensione

L’eccesso di vitamina D è invece più raro e quasi esclusivamente causato da sovradosaggio con integratori. I sintomi correlati possono essere:

  • perdita dell’appetito
  • mal di testa
  • aritmie
  • calcificazioni arteriose
  • formazione di calcoli
  • tossicità renale
    [1,17,18]

In Ymea vamp control la Vitamina D è inserita – in base a quanto dichiarato sul sito del produttore – allo scopo di sostenere la funzione immunitaria. Riteniamo sia in ogni caso importante la sua presenza anche per la salute ossea, spesso a rischio di compromissione con l’arrivo della menopausa.

La dose di 5 µg, divisa nelle due compresse giornaliera e serale, è pari al 100% di quella giornaliera raccomandata.

Vitamina B6

La vitamina B6 o piridossina è una vitamina idrosolubile scoperta e isolata per la prima volta negli anni ‘40 del secolo scorso: da allora la ricerca ne ha messo in luce le innumerevoli funzioni cui partecipa nel corpo umano (è un cofattore essenziale per l’attività di circa 60 enzimi) e la necessità di un apporto adeguato affinché tutte le funzioni possano essere adeguatamente assolte. In linea generale la Vitamina B6

  • è coinvolta nel metabolismo di zuccheri, amminoacidi e acidi grassi
  • partecipa alla sintesi ormonale
  • partecipa alla sintesi di globuli rossi e bianchi
  • è coinvolta nella difesa immunitaria
  • partecipa alla sintesi di neurotrasmettitori a livello del Sistema Nervoso Centrale
  • contribuisce al mantenimento della salute di pelle e capelli

Una volta assunta con l’alimentazione (o tramite integratori), la vitamina B6 viene assorbita a livello intestinale e trasportata al fegato, ove viene metabolizzata e attivata; da qui viene trasportata ai muscoli, principale sito di immagazzinamento, in attesa del suo utilizzo. L’eliminazione avviene per via renale.

Ampiamente distribuita sia nel regno animale che vegetale, la vitamina B6 può facilmente essere assunta dalle seguenti fonti alimentari:

  • carne (manzo, pollo, maiale)
  • pesce (salmone)
  • uova
  • legumi
  • cereali integrali (la raffinazione ne riduce significativamente il contenuto)
  • vegetali (spinaci)
  • frutta (banana)
  • frutta secca

La carenza di vitamina B6 non è specificatamente riconoscibile, dato il suo coinvolgimento in numerose reazioni metaboliche all’interno del corpo umano – ognuna delle quali potrebbe risentire in modo differente della carenza di questa vitamina. I sintomi sono generici e riguardano prevalentemente:

  • dermatiti e rush cutaneo, pelle secca, perdita di capelli
  • debolezza, sonnolenza
  • anemia microcitica o sideroblastica, per carenza di emoglobina
  • carenza immunitaria e suscettibilità alle infezioni
  • calcoli renali
  • omocisteina alta (la B6 è necessaria per la degradazione dell’omocisteina)
  • mancata o ridotta sintesi di niacina
  • effetti centrali, quali irritabilità, ansia, depressione, letargia (la B6 è coinvolta nella sintesi di
  • neurotrasmettitori quali serotonina, adrenalina e noradrenalina)
  • disturbi emotivi per alterato equilibrio ormonale

I sintomi da eccesso di vitamina B6 non sono noti (in quanto vitamina idrosolubile, l’eventuale eccesso viene facilmente eliminato con le urine).

In Ymea vamp control la vitamina B6 è inserita allo scopo di regolare l’attività ormonale, secondo quanto dichiarato sul sito del produttore.

Il fabbisogno giornaliero di vitamina B6 per le donne risulta pari ad almeno 1,1 mg al giorno, per gli uomini a 1,5 mg:

Gli 1,4mg presenti in Ymea vamp control rappresentano dunque il 100% della dose giornaliera raccomandata.

[1,19]

Vitamina B12

La vitamina B12 o cianocobalamina (poichè contiene al proprio interno un atomo di cobalto) è una vitamina idrosolubile appartenente al gruppo delle vitamine B.

Si trova prevalentemente in fonti alimentari di origine animale:

  • carne
  • pesce (soprattutto ostriche e sardine)
  • tuorlo d’uovo
  • latte e latticini

In alternativa la si può trovare in alcuni tipi di alghe (es. alga Nori) e nei cibi fortificati (es. cereali per la colazione), mentre nelle piante è assente. Piccole quantità di B12 vengono anche prodotte dalla flora batterica intestinale.

Una volta assunta, la vitamina B12 viene assorbita a livello intestinale e trasportata alle cellule, per partecipare alle reazioni metaboliche, oppure al fegato, ove viene immagazzinata in attesa dell’utilizzo.

La vitamina B12 è essenziale per il corretto funzionamento di numerose reazioni all’interno delle cellule:

  • regola la crescita e la duplicazione cellulare
  • interviene nel metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine
  • è coinvolta nella sintesi di acidi grassi e nucleotidi (DNA)
  • interviene nella produzione dei globuli rossi nel midollo spinale
  • è essenziale per il mantenimento dei corretti livelli di omocisteina
  • è coinvolta nella sintesi della guaina mielinica che riveste i neuroni
  • agisce come immunomodulatore nella stimolazione dell’immunità cellulare

La carenza di vitamina B12 si manifesta con sintomi di tipo:

  • ematologico: anemia megaloblastica, pancitopenia (leucopenia, trombocitopenia), letargia, pallore
  • neurologico: parestesie, atassia, neuropatia periferica, demielinizzazione
  • psicologico e cognitivo: difficoltà della memoria, irritabilità, depressione, demenza, psicosi
  • gastrointestinale: perdita di appetito, costipazione, diarrea, dolore addominale, anoressia, perdita di peso

La carenza può manifestarsi a seguito di regimi alimentari strettamente vegetariani o vegani, in cui le fonti animali siano completamente assenti, nella popolazione anziana (si stima che il 10-15% degli individui sopra i 60 anni possa soffrire di deficit di B12) o in caso di problemi di assorbimento gastrointestinale.

Elevati livelli di vitamina B12, invece, possono essere sintomi di patologie gravi quali alcune forme di leucemia o di malattie del fegato (epatiti, cirrosi, metastasi epatiche).

In Ymea vamp control la vitamina B12 è inserita allo scopo di sostenere il metabolismo energetico, secondo quanto dichiarato sul sito del produttore.

Il contenuto della compressa giornaliera è di 2,5µg, pari al 100% del fabbisogno giornaliero raccomandato.

L’assunzione di vitamina B12 è normalmente considerata sicura, anche a dosi superiori a quelle di norma prescritte.

Alcuni farmaci possono causare una diminuzione dei livelli di B12. Tra essi ricordiamo:

  • carbamazepina (un anticonvulsivante)
  • colchicina (antigotta)
  • antiacidi (es. omeprazolo)
  • litio (trattamento del disturbo bipolare)
  • metformina (un antidiabetico)
  • contraccettivi orali (pillola)

[1,19]

Avvertenze e precauzioni d’uso

Ymea vamp control prevede l’assunzione giornaliera di due diverse capsule, una al mattino e una la sera, differenti per composizione e specifiche per i due momenti della giornata.

Stando a quanto riportato sul sito del produttore, Ymea vamp control può essere utilizzato per tutto il periodo della menopausa senza particolari controindicazioni – salvo differenti indicazioni da parte del medico curante.

Gli ingredienti – ad eccezione delle tre vitamine – sono tutti di origine vegetale e di uso comprovato dalla tradizione, con buon margine di sicurezza e tollerabilità.

Non ci sono particolari controindicazioni all’utilizzo di questo preparato, salvo ipersensibilità individuali. Tuttavia, in presenza di altre patologie o in caso di concomitante assunzione di farmaci o altri integratori, si raccomanda sempre di consultare il proprio medico per evitare sovrapposizioni o interferenze nella terapia in corso.

Il prodotto non va somministrato a bambini.

 

A cura della dott.ssa Sonja Bellomi, PhD in Scienza delle Sostanze Bioattive

 

Fonti e bibliografia

  1. Herbs and Natural Supplements- An evidence-based guide,4th ed.
    L.Braun, M.Cohen. Elsevier Editions
  2. International Journal of Biomedical Science, 2006; 360–374.
    Hormone-Balancing Effect of Pre-Gelatinized Organic Maca (Lepidium peruvianum chacon): Physiological and Symptomatic responses of early-postmenopausal women to standardized doses of maca in double blind, ramdomized, placebo-controlled, multi-centre clinical study. Meissner HO, et al.
  3. Menopause 2008 15(6); 1157–62. Beneficial effects of Lepidium meyenii (Maca) on psychological symptoms and measures of sexual dysfunction in postmenopausal women are not related to estrogen or androgen content. Brooks, N.A., et al.
  4. Evid Based Complement Alternat Med. 2012;2012:193496. Ethnobiology and Ethnopharmacology of Lepidium meyenii (Maca), a Plant from the Peruvian Highlands. Gonzales GF.
  5. Planta Med. 2013 Jun;79(9):753-60. Salvia officinalis for hot flushes: towards determination of mechanism of activity and active principles. Rahte S, Evans R, Eugster PJ, Marcourt L, Wolfender JL et al.
  6. Adv Ther. 2011 Jun;28(6):490-500. First time proof of sage’s tolerability and efficacy in menopausal women with hot flushes. Bommer S, Klein P, Suter A.
  7. J Ethnopharmacol. 2009 Mar 18;122(2):397-401. Monoamine oxidase inhibition by Rhodiola rosea L. roots. van Diermen D, Marston A, Bravo J, Reist M, Carrupt PA, Hostettmann K.
  8. Int J Psychiatry Clin Pract. 2018 Nov;22(4):242-252. Stress management and the role of Rhodiola rosea: a review. Anghelescu IG, Edwards D, Seifritz E, Kasper S.
  9. NCCIH – Rhodiola
  10. European Medicines Agency. (2012). Committee on herbal medicinal products (HMPC). Assessment report on Rhodiola rosea L.,rhizoma et radix. Document reference. EMA/HMPC/232100/2011.
  11. Phytomedicine. 2012 Oct 15;19(13):1216-22. Valerian extract characterized by high valerenic acid and low acetoxy valerenic acid contents demonstrates anxiolytic activity. Felgentreff F, Becker A, Meier B, Brattström A.
  12. Am J Med. 2006 Dec;119(12):1005-12. Valerian for sleep: a systematic review and meta-analysis. Bent S, Padula A, Moore D, Patterson M, Mehling W.
  13. Menopause. 2011 Sep;18(9):951-5. Effect of valerian on sleep quality in postmenopausal women: a randomized placebo-controlled clinical trial. Taavoni S1, Ekbatani N, Kashaniyan M, Haghani H.
  14. Therapeutic Research Center – Natural Medicines
  15. J Ethnopharmacol. 2016 Jul 21;188:204-28. Melissa officinalis L. – A review of its traditional uses, phytochemistry and pharmacology. Shakeri A, Sahebkar A, Javadi B.
  16. Herbal Medicine: Expanded Commission E
  17. Encyclopedia of Dietary Supplements, 2nd edition Vitamin D – Patsy Brannon, Mary Frances Picciano, Michelle K. McGuire
  18. Am J Clin Nutr. 2012 Jun;95(6):1357-64. Comparison of vitamin D2 and vitamin D3 supplementation in raising serum 25-hydroxyvitamin D status: a systematic review and meta-analysis. Tripkovic L, Lambert H, Hart K, Smith CP, Bucca G et al.
  19. Humanitas Research

Hai domande? Dubbi? Segnalazioni?(4)

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Ospite
Ivana
4 Dicembre, 2020

Può causare sonnolenza? Lavoro con turni di notte e devo essere sempre vigile. Grazie a chi può darmi il suo parere o la sua esperienza

Supporto
4 Dicembre, 2020

Melissa e Valeriana in genere rilassano senza causare sonnolenza, ma non mi sento di escludere al 100% che nel suo caso specifico possano darle comunque fastidio in tal senso.

Ospite
anonymous
12 Agosto, 2022

Tranquilla nn fa nulla la valeriana ti calma e basta! Le vampate le hai comunque! Illusione e basta!

Ospite
anonymous
12 Agosto, 2022

L’ho acquistato in farmacia € 36.00 ho usato tutta la scatole fino alla fine, giusto per vedere se facesse qualcosa in seguito! Niente! Non è cambiato niente! Non fa niente! La notte nn si riesce a dormire ( cosa che prima almeno dormivo)! Le caldane vi sono sempre eccone! Non ho trovato nessun giovamento! Se volete buttare soldi !…

 

Composizione

Composizione per singola unità posologica (compressa, capsula, flaconcino, bustina, dose, ...).
Principio attivoQuantità
Maca180 mg
Salvia officinalis L.230 mg
Rodiola rosa240 mg
Valeriana officinalis L.120 mg
Melissa380 mg
Vitamina D345 mcg
Vitamina B651.4 mg
Vitamina B1262.5 mcg
  1. Maca, anche conosciuto/a come Lepidium meyenii Walp.
  2. Rodiola rosa, anche conosciuto/a come Rhodiola rosea L.
  3. Melissa, anche conosciuto/a come Melissa officinalis L.
  4. Vitamina D3, anche conosciuto/a come Colecalciferolo
  5. Vitamina B6, anche conosciuto/a come Piridossina, Piridossale, Piridossamina
  6. Vitamina B12, anche conosciuto/a come Cobalamina, Idrossicobalamina, Metilcobalamina

Controindicazioni e avvertenze

  • Non superare la dose giornaliera consigliata dal produttore.
  • Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata ed uno stile di vita sano.
  • Per un utilizzo prolungato rivolgersi preventivamente al proprio medico.
  • Conservare il prodotto in un luogo fresco ed asciutto, al riparo dalla luce e dalle fonti di calore localizzate, dai raggi solari e dall’umidità.
  • Non utilizzare oltre la data di scadenza.

Efficacia e alternative

Disclaimer: I contenuti seguenti devono essere intesi come trattazione generale riferita a soggetti sani e, dove indicato, espressione del personale parere dell'autore; in caso di specifiche circostanze il proprio medico e/o farmacista possono rilevare esigenze diverse e per questo consigliare in modo appropriato (quando non addirittura indispensabile) l'assunzione di integratori e/o nutraceutici.

La letteratura di supporto alle sostanze contenuti in Ymea Vamp Control è sicuramente apprezzabile, ma purtroppo nei casi di integratori contro i sintomi del delicato periodo di (pre)menopausa è difficile fare previsioni di efficacia, perché l’effetto può essere significativamente influenzato da fattori soggettivi.

Nel caso si decidesse di provare raccomando di attendere almeno un mese prima di giudicare l’effetto e, in assenza di sollievo, provare eventualmente una formulazione differente.

In associazione alla supplementazione potrebbe essere utile:

  • Vampate
    • Vestirsi a strati, così da poter rimuovere facilmente gli indumenti all’inizio di un episodio
    • Portare con sé un piccolo ventilatore portatile o un ventaglio
    • Evitare alcolici, i cibi piccanti e la caffeina.
    • Smettere di fumare
    • Perdere peso se necessario (l’obesità può essere causa di vampate più severe)
    • Praticare yoga o altre tecniche di rilassamento
  • Disturbi del sonno
    • Adottare e mantenere una routine rigida degli orari del riposo notturno (andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora)
    • Evitare riposini nel tardo pomeriggio o alla sera
    • Sviluppare una routine che preceda il riposo (una doccia calda, la lettura di un libro, una tisana, …)
    • Evitare la televisione ed altri dispositivi elettronici in camera da letto
    • Mantenere la camera da letta alla giusta temperatura (piuttosto fresca)
    • Praticare quotidianamente esercizio fisico, ma non nelle ore che precedono il riposo
    • Evitare pasti abbondanti subito prima della notte
    • Evitare la caffeina nelle ore serali
    • Evitare il consumo di alcolici

Roberto Gindro, laureato in farmacia, PhD


Valutazioni di efficacia basate principalmente sul Natural Medicines Therapeutic Research Center

  • Maca
    • Proposto trattamento naturale per la riduzione del desiderio, disturbi erettili nell’uomo, problemi d’infertilità, sintomi della menopausa, … non disponiamo in realtà di solide evidenze di efficacia, anche se in alcuni casi sono stati pubblicati studi promettenti.
  • Melissa
    • La melissa ha dimostrato interessanti proprietà, per quanto preliminari, nel trattamento dei sintomi del morbo di Alzheimer, ansia, insonnia, stress. Grandi benefici in tal senso possono essere perseguiti anche attraverso la pratica regolare di esercizio fisico, meglio ancora se all’aperto.
  • Rodiola rosa
    • Sebbene ci siano interessanti studi sull’estratto, si tratta di lavori con generalizzabilità limitata e i principali database fitoterapici internazionali (ad esempio WebMD) concludono con la necessità di disporre di ulteriori dati.
    • Poiché viene spesso usata per trattare stress, stanchezza e disturbi dell’umore, appare abbastanza naturale consigliare (in alternativa o in associazione) la pratica quotidiana di attività fisica, che ha più volte dimostrato di garantire questi effetti (oltre ai noti effetti di prevenzione cardiovascolare).
  • Salvia officinalis L.
    • Le vengono attribuite numerose proprietà e vale sicuramente la pena d’inserirla tra i gusti da usare periodicamente in cucina; tra gli effetti che hanno trovato le maggiori conferme sperimentali ricordiamo:
      • funzioni cognitive in pazienti affetti da Alzheimer
      • aumento delle performance cognitive e di memoria
      • diabete (per effetto sulla glicemia)
      • abbassamento dei livello di colesterolo e trigliceridi (e aumento del colesterolo buono HDL)
  • Valeriana officinalis L.
    • La valeriana officinalis, pianta diversa da quella consumata in forma d’insalata, è uno dei rimedi fitoterapici in assoluto più conosciuti; usata a per trovare sollievo da stress ed ansia, in realtà sembra ragionevolmente efficace solo nel caso dell’insonnia, ma per altre indicazioni la difficoltà di dimostrarne gli effetti potrebbe risiedere nelle dosi valutate.
    • In termini di stile di vita, gli effetti risultano qualitativamente sovrapponibili ad abitudini quali:
      • pratica di regolare attività fisica,
      • adesione ad una buona igiene del sonno,
      • contrasto allo stress attraverso tecniche di respirazione, meditazione, …
  • Vitamina B12
    • In una dieta onnivora correttamente bilanciata non dovrebbe esserci la necessità di integrare la vitamina B12, mentre è fortemente consigliato farlo per i vegetariani ed assolutamente indispensabile per i vegani, in quanto totalmente assente nel mondo vegetale.
    • Tra le fonti alimentari più ricche ricordiamo le carni (in particolare il fegato) e il pesce (compresi i frutti di mare); latte e uova ne sono solo discrete fonti.
    • Si segnala la presenza di vitamina B12 in numerosi prodotti per vegani, come le bevande a base di soia (ma insufficienti a coprire il fabbisogno giornaliero).
    • Proposta con numerose indicazioni, di fatto gli effetti sostenuti da un’integrazione e pienamente dimostrati sono pressoché nulli, mentre essendo indispensabile per il normale funzionamento dell’organismo diventa indispensabile in soggetti che ne fossero carenti.
    • Alcuni incoraggianti, per quanto preliminari, risultati sono stati ottenuti nel trattamento della nevralgia post-erpetica e nella prevenzione della degenerazione maculare senile.
  • Vitamina B6
    • Disponibile in numerosi alimenti (tra cui cereali, legumi, verdure, fegato, carne e uova), a differenza della B12 è più raro riscontrare una reale carenza di questa vitamina.
    • Usata e consigliata per decine di disturbi, poggia su un’adeguata letteratura nel caso di:
      • epilessia dipendente dalla piridossina (malattia rara)
      • anemia sideroblastica
      • iperomocistinemia
    • Risultati preliminari sono stati ottenuti per
      • prevenzione della degenerazione maculare senile
      • prevenzione della formazione di calcoli in pazienti affetti da iperossaluria primitiva (malattia rara)
      • nausea in gravidanza
      • sindrome premestruale

      Salvo casi selezionati, quindi, in genere non è necessaria alcuna integrazione.

    • Spesso proposta in formulazioni contro l’insonnia, in realtà non esiste ancora un adeguato supporto scientifico a quest’indicazione (aneddoticamente viene anche proposta per favorire l’attività onirica).
    • Tra gli alimenti che ne sono più ricchi ricordiamo:
      • carne (manzo, pollo, maiale)
      • pesce (salmone)
      • uova
      • legumi
      • cereali integrali (la raffinazione ne riduce significativamente il contenuto)
      • vegetali (spinaci)
      • frutta (banana in particolare)
      • frutta secca a guscio
  • Vitamina D3
    • La più efficace alternativa naturale è l’esposizione quotidiana al sole di una significativa porzione di pelle (purtroppo non sempre agevole con il nostro clima, per questo sono sempre più comuni gli alimenti addizionati con Vitamina D).

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