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Ymea Pancia Piatta funziona? Recensioni, opinioni e prezzi

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19,54

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Ymea Pancia Piatta è un integratore nato per favorire il sollievo dai sintomi più fastidiosi della menopausa e, in associazione, contrastare il gonfiore addominale dovuto all’accumulo di gas.

La posologia consigliata è di 2 capsule al giorno, da deglutire con un bicchiere d’acqua preferibilmente durante un pasto; il produttore indica che è possibile “usare Ymea durante tutto il periodo della menopausa, salvo non diversamente indicato dal medico curante in caso di patologie concomitanti”, anche se il mio consiglio è sempre di valutare un’assunzione duratura con il curante a prescindere.

La confezione contiene 64 capsule, sufficienti a garantire la copertura di un mese di terapia (periodo minimo necessario a valutarne l’effetto).

MinSan: 977803586
EAN: 8004283157408
Capsule (Da deglutire intera)
Linea Ymea
Ultimo aggiornamento il 8 Agosto, 2020 11:48

Ymea Pancia Piatta funziona? Recensioni, opinioni e prezzi Prezzi

25,90€ 35,90€
11 Agosto, 2020 09:21
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19 new from 20,51€
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8 new from 14,51€
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Prezzi di Ymea Pancia Piatta 64 Capsule (FarmaConVoi)
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Since: 5 Aprile, 2020
  • Prezzo più alto 23,42€ - 14 Aprile, 2020
  • Prezzo più basso 19,54€ - 14 Maggio, 2020

Descrizione

Ymea pancia piatta è un integratore a base di estratti vegetali, vitamine e minerali, proposto per contrastare il gonfiore addominale, favorire il metabolismo e mitigare alcuni sintomi tipici della menopausa, quali vampate di calore e sudorazione notturna.

Vediamo nel dettaglio gli ingredienti presenti nel preparato e la loro funzione.

Carciofo

Il carciofo (Cynara cardunculus L.) è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae, tipica delle regioni Mediterranee, che vanta una lunga tradizione di utilizzo sia alimentare che medicinale: le prime testimonianze sull’uso del carciofo risalgono ai tempi dell’antica Grecia (ad opera del botanico Teofrasto, III sec a.C.) e di Roma; la sua diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo si deve successivamente agli Arabi, nel Medioevo.

Ancora oggi il carciofo rappresenta un componente importante all’interno dell’alimentazione mediterranea; l’Italia vanta il primato del 60% della produzione mondiale di questo ortaggio, seguita da Spagna, Francia e Grecia.

L’utilizzo terapeutico tradizionale più conosciuto riguarda l’effetto benefico sul fegato: il carciofo era ed è tuttora utilizzato nella medicina popolare per stimolare la produzione di bile (e dunque favorire la funzione digestiva) e promuovere la detossificazione del fegato. Trova altresì impiego

  • per il trattamento dei disturbi digestivi (dispepsia)
  • come ipolipidemizzante (per abbassare i livelli di colesterolo) e ipoglicemizzante (per abbassare la glicemia)
  • come antinfiammatorio e antiossidante

I componenti chiave della foglia di carciofo, ritenuti responsabili della sua azione biologica, sono soprattutto gli acidi fenolici (caffeico, clorogenico e cinarina) e i flavonoidi, insieme all’inulina – un probiotico, utilizzato come nutrimento dalla flora batterica intestinale benefica.

In Ymea pancia piatta il carciofo è utilizzato allo scopo di facilitare l’eliminazione dei gas intestinali, che rientrano tra i sintomi legati ai disturbi dell’apparato gastrointestinale – in particolare alla dispepsia.

La dispepsia è un disturbo dell’apparato digerente, che può manifestarsi con diversi sintomi, tra cui

  • difficoltà nel digerire
  • bruciore di stomaco, con o senza rigurgito acido
  • alitosi
  • presenza di gas, con eruttazioni e/o meteorismo
  • senso di pienezza postprandiale
  • dolore addominale (in genere nella parte superiore)

Gli studi clinici pubblicati in merito all’utilizzo del carciofo per i disturbi della digestione hanno in effetti prodotto buoni risultati, tanto che la Commissione E tedesca (organo di riferimento per preparati fitoterapici della tradizione occidentale) ne ha approvato l’uso in caso di dispepsia non ulcerosa e come coleretico (ossia come stimolante la produzione di bile)

In uno studio condotto in doppio cieco su 247 pazienti con dispepsia, i partecipanti sono stati divisi in due gruppi: a uno è stato somministrato un estratto di carciofo (due capsule da 320 mg, tre volte al dì), all’altro un placebo. Dopo 6 settimane di trattamento, il gruppo trattato con l’estratto ha riportato miglioramenti significativi su tutti i sintomi, specialmente gonfiore postprandiale, dolore addominale, nausea e flatulenza.

Stessi risultati sono stati ottenuti in uno studio analogo condotto su 454 pazienti, trattati con 320 mg o 640 mg giornalieri di estratto di carciofo: al termine dei 2 mesi di trattamento si sono registrati miglioramenti con entrambi i dosaggi utilizzati.
[1-5]

Non esistono linee guida ufficiali sul dosaggio di estratto di carciofo per il trattamento della dispepsia, tuttavia facciamo presente che il contenuto di tale estratto nel prodotto in esame (250 mg) risulta inferiore a quello utilizzato negli studi sopra riportati.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali, sulla base degli studi finora condotti l’estratto di carciofo risulta in genere ben tollerato. Eventuali effetti indesiderati riportati nell’1% dei casi – comunque transitori e di lieve entità – possono riguardare:

  • flatulenza
  • aumento dell’appetito
  • dermatite

Peperoncino

Il peperoncino (Capsicum annuum) è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee – la stessa di pomodori, patate e melanzane. È originario dell’America Centrale (esistono testimonianze del suo utilizzo in Messico risalenti a 6000 anni fa) e si è successivamente diffuso in Europa grazie a Cristoforo Colombo; attualmente è conosciuto e utilizzato pressoché in tutto il mondo.

Il peperoncino è ricco di vitamine (C, E, B6) e sali minerali (Potassio, Magnesio e Ferro), ma il componente più studiato e responsabile della gran parte delle proprietà nutraceutiche è la capsaicina. Quest’ultima, un alcaloide cui si deve anche l’effetto piccante del peperoncino, è stata oggetto di numerosi studi che ne hanno evidenziato le potenziali proprietà

  • antibatteriche
  • analgesiche
  • antidiabetiche
  • ipocolesterolemizzanti (abbassamento dei livelli di colesterolo)
  • termogeniche (in parole semplici, un aumento del consumo energetico dell’organismo)
    [6]

Proprio in virtù dell’effetto termogenico – che si traduce in definitiva in un aumento dell’energia richiesta e quindi in un maggior consumo calorico – il peperoncino è spesso presente nei prodotti dimagranti mirati ad aumentare il metabolismo basale, come nel caso di Ymea pancia piatta.

Esistono in effetti studi interessanti sulla capacità del peperoncino di stimolare il metabolismo e contribuire al mantenimento del peso corporeo ottimale. L’azione di questa spezia si esplicherebbe principalmente in tre modi:

  • stimolo della termogenesi e dunque del metabolismo basale
  • induzione del senso di sazietà (e dunque riduzione dell’introito calorico) e diminuzione del desiderio di cibi grassi, sia dolci che salati
  • aumento della sensibilità all’insulina (e quindi utilizzo più efficiente del glucosio)

Lo stimolo alla termogenesi sarebbe dovuto all’azione diretta della capsaicina sul Tessuto Adiposo Bruno, un particolare tipo di tessuto adiposo presente in alcune aree del nostro corpo, responsabile del mantenimento della temperatura del corretto peso corporeo.

Riportiamo a titolo di esempio uno studio randomizzato, controllato versus placebo, condotto su 40 donne e 40 uomini sovrappeso (con Indice di Massa Corporea BMI di 25-35 Kg/m2), cui è stato somministrato un estratto di capsaicinoidi (ossia capsaicina e derivati) alla dose di 6 mg al dì, oppure un placebo, per 12 settimane – insieme a una dieta ipocalorica e alla raccomandazione di svolgere una moderata ma costante attività fisica. Al termine dello studio, nel gruppo trattato con l’estratto si è evidenziata una perdita significativa di grasso addominale, rispetto al gruppo placebo – anche se l’aumento del metabolismo basale non è stato così significativo.

In un altro studio, condotto questa volta su 20 soggetti sani, non sovrappeso, valutati a riposo e durante un’attività fisica di media entità, l’ingestione di 10 mg di capsaicinoidi ha prodotto un aumento significativo della spesa energetica e del metabolismo lipidico rispetto al placebo.
[7-10]

In Ymea pancia piatta sono presenti 30 mg di estratto di peperoncino per dose giornaliera. Non conosciamo la dose esatta di capsaicina – né esistono linee guida specifiche sulla quantità da utilizzarsi a scopo “dimagrante”- ma se teniamo presente che mediamente 1 g di capsicum annuum contiene 0,125 mg di capsaicina (quantità 10 volte inferiore rispetto a quella mediamente utilizzata negli studi clinici pubblicati), in 30 mg la capsaicina risulta probabilmente presente in tracce.

Anche se la quantità di peperoncino/capsaicina risulta molto bassa, ricordiamo che questa spezia, normalmente ben tollerata ad uso alimentare (salvo ipersensibilità individuali), è tuttavia controindicata in caso di irritazioni della mucosa gastrica e intestinale (morbo di Crohn, ulcera, ragadi, emorroidi) e in caso di cistiti o prostatiti.

Salvia

La Salvia è una pianta della famiglia delle Labiatae o Lamiaceae, come timo, menta, rosmarino e numerose piante aromatiche. È originaria del Medio Oriente e delle regioni Mediterranee, ma oggi è ormai diffusa in tutto il mondo. Ne esistono numerose specie (20 solo in Italia), ma la più conosciuta e studiata è la Salvia Officinalis o Salvia comune.

Al di là del ben noto utilizzo in cucina, la Salvia è conosciuta e utilizzata nella medicina popolare per le sue proprietà

  • antinfiammatorie
  • antisettiche
  • digestive
  • diuretiche
  • cicatrizzanti

In virtù di queste proprietà è spesso utilizzata come rimedio per

  • favorire la digestione
  • mitigare i sintomi della menopausa
  • alleviare i disturbi mestruali
  • disinfettare le ferite
  • sbiancare i denti e rinfrescare l’alito

In Ymea pancia piatta l’estratto di Salvia è specificamente mirato ad alleviare i sintomi della menopausa, con particolare riguardo alle vampate di calore e alla sudorazione notturna.

Dal punto di vista della ricerca scientifica, i risultati ottenuti in questo particolare ambito sono incoraggianti, anche se non ancora conclusivi. In base ai lavori pubblicati, l’azione della Salvia sarebbe dovuta all’effetto estrogeno-simile – ossia a un’azione diretta sui recettori degli estrogeni (ormoni che sappiamo diminuire con la comparsa della menopausa), in modo analogo a quanto avviene per esempio con gli isoflavoni di soia o la cimicifuga.

In uno studio multicentrico (ossia effettuato in più sedi operative) condotto su 71 donne di età compresa tra 50 e 65 anni, in menopausa da almeno 12 mesi, è stato somministrato un estratto di Salvia (280 mg in unica somministrazione giornaliera) per 8 settimane, per valutarne sicurezza ed efficacia nel trattare i sintomi correlati alla menopausa. La ricerca purtroppo è stata condotta senza confronto con placebo, ma i risultati sono comunque interessanti e degni di considerazione: già dopo le prime 4 settimane, infatti, è stata registrata una riduzione del 50% di intensità e frequenza delle vampate di calore; questa percentuale è salita al 64% al termine dei due mesi di studio.
[11-12]

In Ymea pancia piatta l’estratto di Salvia è di 300 mg, corrispondente alla dose utilizzata nello studio sopra riportato.

Maca

La Maca è una pianta biennale appartenente al genere delle Crucifere/Brasicaceae (la stessa di cavoli e broccoli). Originaria delle Ande peruviane, è una pianta abituata a condizioni climatiche estreme: cresce al di sopra dei 3000 m di altezza ed è in grado di resistere ai venti freddi tipici delle alture peruviane. La Maca è utilizzata da migliaia di anni in Sudamerica come cibo medicinale: tuttavia la prima testimonianza scritta risale solo al 1553 e un centinaio di anni dopo, nel 1653, ne vengono per la prima volta descritte le proprietà energizzanti e stimolanti dell’umore. La leggenda dice che le popolazioni Inca ne facessero uso prima della battaglia, per aumentare la resistenza alla fatica; dopo la battaglia, tuttavia, l’uso era vietato per proteggere le donne delle città conquistate dagli impulsi sessuali altrimenti irrefrenabili dei guerrieri (la Maca ha anche azione afrodisiaca!).

Conosciuta e apprezzata come antiossidante, la Maca in epoca moderna è stata oggetto di numerosi studi sugli animali e sull’uomo, che ne hanno evidenziato alcune potenzialità, tra cui

  • effetti sul sistema nervoso centrale (antidepressivo, antistress, energizzante, stimolante delle funzioni cognitive)
  • effetti sull’apparato sessuale e riproduttivo (disfunzione erettile, infertilità femminile, aumento della spermatogenesi)
  • effetto immunostimolante
  • effetto su prevenzione e trattamento dei sintomi legati alla menopausa

La Maca non è citata nella descrizione generale di Ymea pancia piatta: tuttavia la ritroviamo negli ingredienti e riteniamo sia inserita con lo stesso scopo della Salvia, ossia di mitigare i sintomi della menopausa.

La Maca è stata proposta come alternativa alla terapia ormonale sostitutiva di tipo farmacologico, oppure come supporto nel momento della sospensione della suddetta terapia.

In uno studio randomizzato, controllato versus placebo, su 124 donne di età >49 anni, in menopausa, la somministrazione di Maca (alla dose di 1 g per due volte al dì, ai pasti) per 8 settimane ha portato a una significativa riduzione di sintomi quali sudorazione notturna, vampate di calore, ansia, irrequietezza, spossatezza. In aggiunta a ciò, si è registrato un miglioramento del quadro lipidico, con aumento dei livelli di HDL. Gli effetti positivi si sono protratti fino a un mese dopo la sospensione del trattamento.

In uno studio più limitato, condotto solo su 14 donne in menopausa, i risultati ottenuti sono stati altrettanto positivi: la somministrazione di 3,5 g al giorno di Maca, per 6 settimane, ha significativamente ridotto sintomi legati alla sfera psicologica, quali ansia e depressione, rispetto al trattamento con placebo.

La Maca è normalmente ben tollerata: l’utilizzo alimentare si assesta su una dose media di 50-100 g al giorno. Per quanto riguarda l’assunzione come integratore per il trattamento dei sintomi della menopausa, il dosaggio di norma consigliato è di 2-3,5 g per almeno 8 settimane – dose decisamente superiore ai 100 mg presenti in Ymea pancia piatta e che riteniamo dunque probabilmente insufficienti a raggiungere lo scopo (salvo forse valutarla nel contesto di un possibile effetto sinergico, da dimostrare, con gli altri principi attivi).

Non ci sono controindicazioni particolari all’assunzione di Maca, se non un’eventuale allergia alle Crucifere.

Non sono note interazioni della Maca con farmaci.
[1,13,14]

Zinco

Lo Zinco è un oligoelemento che agisce come catalizzatore di centinaia di reazioni all’interno del corpo umano: in parole semplici, è una sorta di facilitatore per l’innesco di tali reazioni. Appartiene alla classe di nutrienti di tipo II, considerati i mattoni essenziali per la costruzione di nuove cellule e tessuti – alla stessa classe appartengono gli amminoacidi essenziali e minerali quali Magnesio, Potassio, Fosforo, Zolfo.

Lo Zinco interviene come cofattore in innumerevoli reazioni chimiche all’interno del corpo, coinvolte in processi come

  • metabolismo di carboidrati, proteine e acidi grassi
  • sintesi del DNA
  • metabolismo osseo
  • funzionamento dei sistemi antiossidanti a livello cellulare

È inoltre importante per il funzionamento di diversi ormoni, tra cui l’insulina, l’ormone della crescita e gli ormoni sessuali. Fondamentale è la presenza di Zinco per lo sviluppo nelle prime fasi della vita, dall’embrione al neonato.

In Ymea pancia piatta, lo Zinco è incluso in virtù della sua azione sul metabolismo dei nutrienti – in particolare, riporta il produttore, sul metabolismo degli acidi grassi.

Lo Zinco è un elemento che si trova in natura in diversi alimenti:

  • Pesce e frutti di mare
  • Carne rossa
  • Cereali
  • Legumi
  • Frutta secca

La carenza di Zinco può essere dovuta a scarso apporto oppure a problemi di malassorbimento conseguenti ad altre patologie (anemia, diabete, malattie epatiche). Essa comporta

  • Problemi dello sviluppo nei bambini
  • Diarrea
  • Alterazione dell’appetito, fino all’anoressia
  • Problemi del metabolismo
  • Alopecia
  • Impotenza
  • Problemi mestruali
  • Dermatiti
  • Deficit immunitario, con aumentata suscettibilità a infezioni batteriche, virali e fungine
  • Difficoltà di guarigione delle ferite, per mancanza di collagene
  • Alterazioni comportamentali (stanchezza mentale, depressione)

Per contro, un eccesso di Zinco, seppur raro, può portare a tossicità, con manifestazioni quali

  • Nausea, vomito, diarrea
  • Anemia
  • Depressione
  • Carenza di rame, ferro e manganese, per interferenza col loro assorbimento
  • Danni epatici o renali

Ymea pancia piatta contiene 10mg di Zinco, pari al 100% della dose giornaliera raccomandata.
[1]

Vitamina B6

La vitamina B6 (piridossina) è una vitamina idrosolubile scoperta e isolata per la prima volta negli anni ‘40 del secolo scorso: da allora la ricerca ne ha messo in luce le innumerevoli funzioni cui partecipa nel corpo umano (è un cofattore essenziale per l’attività di circa 60 enzimi) e la necessità di un apporto adeguato affinché tutte le funzioni possano essere adeguatamente assolte. In linea generale la Vitamina B6

  • è coinvolta nel metabolismo di zuccheri, amminoacidi e acidi grassi
  • partecipa alla sintesi ormonale
  • partecipa alla sintesi di globuli rossi e bianchi
  • è coinvolta nella difesa immunitaria
  • partecipa alla sintesi di neurotrasmettitori a livello del Sistema Nervoso Centrale
  • contribuisce al mantenimento della salute di pelle e capelli

Una volta assunta con l’alimentazione (o tramite integratori), la vitamina B6 viene assorbita a livello intestinale e trasportata al fegato, ove viene metabolizzata e attivata; da qui viene trasportata ai muscoli, principale sito di immagazzinamento, in attesa del suo utilizzo. L’eliminazione avviene per via renale.

Ampiamente distribuita sia nel regno animale che vegetale, la vitamina B6 può facilmente essere assunta dalle seguenti fonti alimentari:

  • carne (manzo, pollo, maiale)
  • pesce (salmone)
  • uova
  • legumi
  • cereali integrali (la raffinazione ne riduce significativamente il contenuto)
  • vegetali (spinaci)
  • frutta (banana)
  • frutta secca

La carenza di vitamina B6 non è specificatamente riconoscibile, dato il suo coinvolgimento in numerose reazioni metaboliche all’interno del corpo umano – ognuna delle quali potrebbe risentire in modo differente della carenza di questa vitamina. I sintomi sono generici e riguardano prevalentemente:

  • dermatiti e rush cutaneo, pelle secca, perdita di capelli
  • debolezza, sonnolenza
  • anemia microcitica o sideroblastica, per carenza di emoglobina
  • carenza immunitaria e suscettibilità alle infezioni
  • calcoli renali
  • omocisteina alta (la B6 è necessaria per la degradazione dell’omocisteina)
  • mancata o ridotta sintesi di niacina
  • effetti centrali, quali irritabilità, ansia, depressione, letargia (la B6 è coinvolta nella sintesi di
  • neurotrasmettitori quali serotonina, adrenalina e noradrenalina)
  • disturbi emotivi per alterato equilibrio ormonale

I sintomi da eccesso di vitamina B6 non sono noti (in quanto vitamina idrosolubile, l’eventuale eccesso viene facilmente eliminato con le urine).

Il fabbisogno giornaliero di vitamina B6 per le donne risulta pari ad almeno 1,1 mg al giorno, per gli uomini a 1,5 mg; gli 1,4 mg presenti in Ymea pancia piatta rappresentano dunque il 100% della dose giornaliera raccomandata.
[1,15]

Vitamina D

Identificata come nutriente sin dai primi del 1900 – quando si era notata l’azione antirachitica dell’olio di fegato di Merluzzo (che ne contiene dosi elevate) – la vitamina D è conosciuta prevalentemente per la sua azione sul mantenimento del benessere delle ossa: la sua presenza garantisce un corretto assorbimento del calcio e dei fosfati dal lume intestinale, responsabili a loro volta della costituzione della la matrice ossea; inoltre, secondo studi recenti, la vitamina D sarebbe in grado di inibire il riassorbimento osseo – un meccanismo fisiologico che garantisce il corretto ricambio della matrice ossea nell’individuo giovane, ma che può diventare pericolosamente preponderante con l’aumentare dell’età.

Si tratta di una vitamina liposolubile che può essere introdotta in minima parte con l’alimentazione, ma che in gran parte (80-100% del fabbisogno) deriva dal metabolismo endogeno: grazie all’azione dei raggi solari sull’epidermide, infatti, un precursore simile al colesterolo (il 7-deidrocolesterolo) viene convertito in vitamina D.

Oltre che dall’azione dei raggi solari, il metabolismo della vitamina D è regolato dalle paratiroidi (tramite l’ormone PTH) e dai minerali Calcio, Fosforo e Magnesio.

La vitamina D può essere in parte accumulata nel tessuto adiposo, da cui viene prelevata nei periodi di minor esposizione al sole, per sopperire al fabbisogno dell’organismo.

Le fonti alimentari di vitamina D sono costituite da

  • pesce grasso (salmone, aringhe, tonno, sardine)
  • manzo e fegato
  • uova
  • cibi fortificati (latte e farine)
  • olio di fegato di merluzzo

La quantità di vitamina D presente nelle fonti animali non è, tuttavia, sempre facilmente quantificabile, poiché dipende in larga misura da come sono stati alimentati gli animali stessi.

La vitamina D esiste in diverse forme, le cui principali sono la D3 e la D2: la prima (detta anche Colecalciferolo) è quella presente nei prodotti animali e nell’olio di fegato di merluzzo – nonché quella prodotta nel corpo umano per esposizione ai raggi UVB; la seconda (Ergocalciferolo o pro-vitamina D) è prodotta da funghi e lieviti. A livello di integrazione, la vitamina D3 è considerata più efficace rispetto alla D2.

La 25(OH)D (la 25-idrossi vitamina D), invece, è la forma con cui la vitamina D viene normalmente dosata nel sangue, per monitorare i livelli endogeni e individuare eventuali condizioni di carenza.

La carenza di vitamina D è un problema importante emerso negli ultimi anni, laddove si è registrata una notevole diminuzione dei valori ematici soprattutto nella parte della popolazione adulta e anziana -principalmente dovuta alla ridotta esposizione ai raggi solari (per questione di latitudine ma anche di modificate abitudini di vita).

Esistono poi alcune patologie che possono influire negativamente sull’assorbimento della vitamina D, causandone o peggiorandone il deficit:

  • celiachia
  • morbo di Crohn
  • gastrectomia o resezioni intestinali
  • fibrosi cistica
  • pancreatiti

Anche l’uso di alcuni farmaci può interferire con il corretto assorbimento della vitamina D:

  • glucocorticoidi (cortisionici)
  • anticonvulsivanti

In caso di carenza è fondamentale l’integrazione di vitamina D: oltre che nel metabolismo osseo, essa è coinvolta in numerose altre funzioni fondamentali all’interno del corpo e la sua mancanza può causare l’insorgenza di disturbi seri, tra cui:

  • difetti di mineralizzazione dell’osso, fragilità ossea, osteoporosi
  • sarcopenia (debolezza e atrofia muscolare)
  • deficit immunitario (suscettibilità alle infezioni e aumento del rischio di sviluppare malattie autoimmuni)
  • malattie cardiache
  • sindrome da affaticamento cronico
  • anemia
  • alopecia
  • fibromialgia (si stima che il 40-60% dei pazienti fibromialgici siano affetti da carenza di vitamina D)
  • ipertensione

L’eccesso di vitamina D è invece più raro e quasi esclusivamente causato da sovradosaggio con integratori. I sintomi correlati possono essere:

  • perdita dell’appetito
  • mal di testa
  • aritmie
  • calcificazioni arteriose
  • formazione di calcoli
  • tossicità renale
    [1,16,17]

In Ymea pancia piatta la Vitamina D è inserita allo scopo di supportare il mantenimento della salute delle ossa.

La dose, 5 µg, è pari al 100% di quella giornaliera raccomandata.

Avvertenze e precauzioni d’uso

Ymea pancia piatta, stando ai suggerimenti del produttore, deve essere assunto alla dose di 2 capsule al giorno, durante uno dei due pasti principali, e può essere utilizzato per tutto il periodo della menopausa – salvo diversamente indicato dal medico curante.

Gli ingredienti – ad eccezione di vitamine e minerali – sono tutti di origine vegetale e di uso comprovato dalla tradizione, con buon margine di sicurezza e tollerabilità.

Non ci sono particolari controindicazioni all’utilizzo di questo preparato, salvo ipersensibilità individuali (per esempio allergia alle Crucifere, di cui fa parte la Maca). Tuttavia, in presenza di altre patologie o in caso di concomitante assunzione di farmaci o altri integratori, si raccomanda sempre di consultare il proprio medico per evitare sovrapposizioni o interferenze nella terapia in corso.

Sul sito del produttore (in data 22 aprile 2020) troviamo un’avvertenza relativa al contenuto di caffeina (17 mg per due capsule, la dose giornaliera). Riteniamo si riferisca alla precedente formulazione, che conteneva tè verde (fonte di caffeina), il quale invece non compare in etichetta nella formulazione più recente.

Ricordiamo che nessun integratore possa funzionare se non inserito all’interno di uno stile di vita sano, che comprenda una corretta alimentazione ed esercizio fisico moderato ma costante.

Il prodotto non va somministrato a bambini o donne in gravidanza.

A cura della dott.ssa Sonja Bellomi, PhD in Scienza delle Sostanze Bioattive

Fonti e bibliografia

  1. Herbs and Natural Supplements- An evidence-based guide,4th ed.
    L.Braun, M.Cohen. Elsevier Editions
  2. Blumenthal M, et al. Herbal medicine: expanded commission E monographs. Austin, TX: Integrative Medicine Communications, 2000, pp 10–113.
  3. Plant Foods Hum Nutr. 2015 Dec;70(4):441-53. Pharmacological Studies of Artichoke Leaf Extract and Their Health Benefits. Ben Salem M, Affes H, Ksouda K, Dhouibi R, Sahnoun Z, Hammami S, Zeghal KM.
  4. Aliment Pharmacol Ther. 2003 Dec;18(11-12):1099-105. Efficacy of artichoke leaf extract in the treatment of patients with functional dyspepsia: a six-week placebo-controlled, double-blind, multicentre trial. Holtmann G, Adam B, Haag S, Collet W, Grünewald E, Windeck T.
  5. Phytomedicine. 2002 Dec;9(8):694-9. Artichoke leaf extract reduces mild dyspepsia in an open study. Marakis G1, Walker AF, Middleton RW, Booth JC, Wright J, Pike DJ.
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Composizione

Composizione per singola unità posologica (compressa, capsula, flaconcino, bustina, dose, ...).
Principio attivoQuantità
Maca150 mg
Salvia officinalis L.150 mg
Carciofo2125 mg
Capsicum annuum L.315 mg
Vitamina D342.5 mcg
Vitamina B650.7 mg
Zinco2.5 mg
  1. Maca, anche conosciuto/a come Lepidium meyenii Walp.
  2. Carciofo, anche conosciuto/a come Cynara scolymus L.
  3. Capsicum annuum L., anche conosciuto/a come Peperoncino di Cayenna, Jalapeño, Serrano, Thai, Peperoncino calabrese,
  4. Vitamina D3, anche conosciuto/a come Colecalciferolo
  5. Vitamina B6, anche conosciuto/a come Piridossina, Piridossale, Piridossamina

Controindicazioni e avvertenze

  • Non superare la dose giornaliera consigliata dal produttore.
  • Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata ed uno stile di vita sano.
  • Per un utilizzo prolungato rivolgersi preventivamente al proprio medico.
  • Conservare il prodotto in un luogo fresco ed asciutto, al riparo dalla luce e dalle fonti di calore localizzate, dai raggi solari e dall’umidità.
  • Non utilizzare oltre la data di scadenza.

Posso ottenere lo stesso risultato senza l'integratore?

Disclaimer: I contenuti seguenti devono essere intesi come trattazione generale riferita a soggetti sani e, dove indicato, espressione del personale parere dell'autore; in caso di specifiche circostanze il proprio medico e/o farmacista possono rilevare esigenze diverse e per questo consigliare in modo appropriato (quando non addirittura indispensabile) l'assunzione di integratori e/o nutraceutici.

La perimenopausa e la menopausa sono fasi delicate della vita di una donna e in questo caso la natura può effettivamente costituire un valido aiuto nel fornire sollievo ai sintomi più fastidiosi (vampate, sudorazione, …); non nascondo il mio scetticismo verso tutte formulazioni che promettono di favorire la perdita di peso (no pain, no gain… 🙂 ), ma sono decisamente più possibilista verso gli integratori che contengono (anche) fitoestrogeni come Ymea Pancia Piatta.

Il problema è prevedere la risposta individuale, che per esperienza può essere soggettiva, rendendo quindi in alcuni casi necessario tentare integratori diversi fino a trovare la formulazione più adatta; si raccomanda tuttavia di:

  • valutare preventivamente l’assunzione di fitoestrogeni in forma d’integratore con il proprio farmacista o il medico/ginecologo,
  • non sommare integratori diversi,
  • avere la pazienza di provare almeno 1-2 mesi prima di giudicare la risposta.

Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e cosa eventualmente avete provato.

Roberto Gindro, laureato in farmacia, PhD


Valutazioni di efficacia basate principalmente sul Natural Medicines Therapeutic Research Center

  • Capsicum annuum L.
    • Se in cucina è ben conosciuto da tutti come spezia piccante, in campo nutraceutico viene usato con gli scopi più disparati.
    • È considerato probabilmente efficace per il trattamento di neuropatia diabetica e post-erpetica, trattamento topico (crema) del dolore.
    • È considerato potenzialmente efficace per cefalea a grappolo e rinite con applicazione intranasale (che tuttavia può risultare ovviamente irritante).
    • Risultano più dubbi altri utilizzi, come nel caso dell’effetto termogenico in soggetti obesi.
  • Carciofo
    • L’estratto di carciofo è noto in fitoterapia per l’effetto depurativo che tuttavia, paradossalmente, non trova un adeguato supporto dalla letteratura.
    • Ben più solide sono invece le evidenze d’efficacia relative agli effetti digestivi e di contrasto all’iperlipidemia (colesterolo alto).
    • A meno di casi specifici il consiglio è quello di consumarlo periodicamente nella dieta, alternandolo a tutte le altre verdure disponibili.
  • Maca
    • Proposto trattamento naturale per la riduzione del desiderio, disturbi erettili nell’uomo, problemi d’infertilità, sintomi della menopausa, … non disponiamo in realtà di solide evidenze di efficacia, anche se in alcuni casi sono stati pubblicati studi promettenti.
  • Salvia officinalis L.
    • Le vengono attribuite numerose proprietà e vale sicuramente la pena d’inserirla tra i gusti da usare periodicamente in cucina; tra gli effetti che hanno trovato le maggiori conferme sperimentali ricordiamo:
      • funzioni cognitive in pazienti affetti da Alzheimer
      • aumento delle performance cognitive e di memoria
      • diabete (per effetto sulla glicemia)
      • abbassamento dei livello di colesterolo e trigliceridi (e aumento del colesterolo buono HDL)
  • Vitamina B6
    • Disponibile in numerosi alimenti (tra cui cereali, legumi, verdure, fegato, carne e uova), a differenza della B12 è più raro riscontrare una reale carenza di questa vitamina.
    • Usata e consigliata per decine di disturbi, poggia su un’adeguata letteratura nel caso di:
      • epilessia dipendente dalla piridossina (malattia rara)
      • anemia sideroblastica
      • iperomocistinemia
    • Risultati preliminari sono stati ottenuti per
      • prevenzione della degenerazione maculare senile
      • prevenzione della formazione di calcoli in pazienti affetti da iperossaluria primitiva (malattia rara)
      • nausea in gravidanza
      • sindrome premestruale

      Salvo casi selezionati, quindi, in genere non è necessaria alcuna integrazione.

    • Spesso proposta in formulazioni contro l’insonnia, in realtà non esiste ancora un adeguato supporto scientifico a quest’indicazione (aneddoticamente viene anche proposta per favorire l’attività onirica).
    • Tra gli alimenti che ne sono più ricchi ricordiamo:
      • carne (manzo, pollo, maiale)
      • pesce (salmone)
      • uova
      • legumi
      • cereali integrali (la raffinazione ne riduce significativamente il contenuto)
      • vegetali (spinaci)
      • frutta (banana in particolare)
      • frutta secca a guscio
  • Vitamina D3
    • La più efficace alternativa naturale è l’esposizione quotidiana al sole di una significativa porzione di pelle (purtroppo non sempre agevole con il nostro clima, per questo sono sempre più comuni gli alimenti addizionati con Vitamina D).
  • Zinco
    • Lo zinco dev’essere giornalmente introdotto con la dieta perché l’organismo non dispone di un adeguato sistema di scorte, tuttavia in una dieta sana, varia ed equilibrata in genere non è necessaria alcuna integrazione per pazienti sani ed in buona salute.
    • Si trova in natura in diversi alimenti, tra cui:
      • Pesce e frutti di mare
      • Carne rossa
      • Cereali
      • Legumi
      • Frutta secca

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