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Mavosten compresse: a cosa serve? Funziona? Prezzo?

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Mavosten compresse è un integratore (non un farmaco, non serve ricetta medica) formulato per favorire il benessere dei nervi ed il sollievo dalle patologie correlate (problemi alla schiena, sciatalgie, sindrome del tunnel carpale, formicolii e neuropatie in genere, …).

È possibile trovare in commercio due confezioni, rispettivamente da 20 e 60 compresse; la dose consigliata prevede l’assunzione di una compressa al giorno, da deglutire con acqua o altra bevanda.

Nell’analisi della composizione spicca la presenza di acido alfa lipoico e colina, ma sono inoltre presenti vitamine antiossidanti e/o note per il loro effetto neuroprotettore ed alcuni minerali (calcio, zinco e rame).

Mavosten non contiene:

Non sono noti effetti collaterali, ma si raccomanda cautela nei soggetti diabetici in terapia perché l’acido lipoico potrebbe contribuire ad un ulteriore abbassamento della glicemia, mentre la presenza di biotina potrebbe essere responsabile di alterazioni in numerosi esami del sangue.

Si segnala la presenza di una formulazione leggermente differente, Mavosten Forte, pensata soprattutto per neuropatie che si manifestino anche con un coinvolgimento muscolare (ad esempio male al collo, alla schiena, …).

MinSan: 975519253
EAN: 4260616115017
Compresse (Da deglutire intera)
Linea Mavosten
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Ospite
Tina
8 Dicembre, 2020

Sono in attesa di operarmi per il tunnel carpale, ma l’intervento viene continuamente spostato per colpa del Covid. Posso usare questo integratore per alleviare il fastidio dell’attesa?

Supporto
10 Dicembre, 2020

Previo avallo del medico non dovrebbero esserci controindicazioni.

 

Descrizione

Indicazioni

Mavosten è un prodotto a base di colina, acido alfa-lipoico, vitamine e oligoelementi ad azione antiossidante e neurotrofica, proposto per il mantenimento della buona salute del sistema nervoso e come coadiuvante in presenza di neuropatie e problemi a carico del sistema nervoso periferico (nevralgie, lombosciatalgie, sindrome del tunnel carpale, neuropatia diabetica – per fare alcuni esempi).

Le neuropatie periferiche sono sindromi che interessano il sistema nervoso periferico e insorgono a seguito del danneggiamento e conseguente malfunzionamento dei nervi periferici. Il danno può insorgere

  • a seguito di compressioni o traumi a carico di una o più terminazioni nervose (sindrome del tunnel carpale o la comune “sciatica”)
  • per cause infettive, alimentari (es. carenza vitaminica, abuso di alcool), infiammatorie
  • come conseguenza di altre patologie o di terapie farmacologiche
  • per problemi metabolici (come nel caso delle neuropatie diabetiche)
  • per cause ereditarie
  • per cause idiopatiche (ossia sconosciute)

I sintomi si differenziano in base al tipo di neurone colpito:

  • neurone motorio
    • debolezza muscolare (in taluni casi anche paralisi), che può interessare dapprima le estremità (mani e piedi) ed estendersi successivamente alle braccia o alle gambe
    • crampi o contratture frequenti
    • perdita di equilibrio e coordinazione
  • neurone sensitivo
    • alterazioni della sensibilità,
    • intorpidimento, formicolii, prurito
    • dolore (fitte o sensazioni di scossa elettrica)
  • neurone vegetativo
    • problemi pressori (in genere ipotensione)
    • tachicardia
    • eccessiva sudorazione o assenza di sudore
    • costipazione o diarrea
    • incontinenza

I sintomi talora possono sovrapporsi, poiché spesso sono interessate più tipologie di neuroni.

La terapia, una volta effettuata correttamente la diagnosi, può essere sia di tipo farmacologico che riabilitativo e, a seconda della gravità del caso, si possono ottenere rallentamenti della progressione patologica, miglioramenti o addirittura regressione fino a ripristino della funzionalità: se il danno non è grave, infatti, il neurone può rigenerarsi.

Mavosten si propone prevalentemente in senso preventivo, per il mantenimento di una buona funzionalità del sistema nervoso, soprattutto in presenza di fattori di rischio quali l’avanzare dell’età o problemi di carenze nutrizionali; può tuttavia rappresentare un valido supporto anche terapeutico, in presenza di sintomi lievi che non richiedano intervento farmacologico, come formicolii a piedi e gambe o dolori alla schiena da compressione nervosa.

Vediamo nel dettaglio gli ingredienti attivi di Mavosten e come essi possano agire per il benessere dei nervi periferici.

Colina

La Colina (o vitamina J) è una sostanza fondamentale per l’integrità delle nostre cellule: come fosfatidilcolina, infatti, essa forma la parete cellulare – componente strutturale indispensabile per il corretto funzionamento della cellula; contribuisce, inoltre, a formare la guaina di rivestimento nei neuroni, essenziale per la corretta trasmissione dell’impulso nervoso.

Non meno importante, la Colina è precursore di un neurotrasmettitore, l’Acetilcolina, coinvolta – tra le numerose funzioni – nel movimento muscolare e nel meccanismo della memoria.

La Colina è considerata una molecola sicura, se assunta nei limiti previsti, anche in gravidanza. La dose giornaliera considerata sicura ed adeguata secondo l’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) è pari a 400 mg.

Ricordiamo che la Colina è presente in alimenti di consumo comune, come

  • Uova (tuorlo)
  • Carne
  • Pesce
  • Frutta secca
  • Legumi (fagioli, piselli)
  • Spinaci
  • Lievito di birra
    [1-3]

Mavosten contiene 40 mg di Colina per compressa (dose giornaliera).

Acido alfa-lipoico

L’acido alfa lipoico (ALA o acido tiottico), è un acido grasso presente nei mitocondri delle cellule umane, ove è coinvolto come cofattore enzimatico nella respirazione cellulare (Ciclo di Krebs), attraverso la quale viene prodotta energia a partire dal glucosio. Oltre a questa funzione, l’ALA è un potente antiossidante, in grado di bloccare l’azione dannosa dei radicali liberi – sottoprodotti del metabolismo cellulare, che devono essere smaltiti per non arrecare danno alla cellula.

Il nostro corpo, grazie ad una serie di reazioni enzimatiche, è in grado di produrre quantità apprezzabili di ALA; esistono inoltre buone fonti alimentari di questa sostanza, tra cui

  • carni rosse e frattaglie (fegato, cuore,rene)
  • broccoli, cavolini di Bruxelles
  • spinaci
  • pomodori
  • riso integrale e crusca

Tuttavia la biodisponibilità alimentare non è particolarmente elevata, per cui in condizioni di aumentato fabbisogno può essere utile un’integrazione supplementare.

A livello terapeutico, l’acido alfa-lipoico è già utilizzato come medicinale in diversi Paesi europei (Germania, Austria, Polonia, Romania, Ungheria) e negli Stati Uniti per il trattamento delle neuropatie sensitivo-motorie conseguenti al diabete, con buoni risultati [4-9].

Esistono inoltre alcuni studi clinici che hanno avuto buoni riscontri nell’uso di ALA per il trattamento di

  • Cervicobrachialgia, una condizione dolorosa che interessa collo e arti superiori, dovuta a compressione dei nervi spinali della zona cervicale
  • Lombocruralgia (detta anche “sciatica frontale), che interessa schiena e parte anteriore e/o interna della coscia
  • Lombosciatalgia (la comune “sciatica”), che interessa schiena, gluteo e parte posteriore della gamba
  • Sindrome del Tunnel Carpale
    [10-13]

Il dosaggio di ALA utilizzato negli studi clinici, ritenuto allo stesso tempo sicuro e sufficientemente efficace, è di 600 mg al dì.

Poiché l’ALA possiede anche effetto ipoglicemizzante, si raccomanda cautela in caso di pazienti diabetici in trattamento con ipoglicemizzanti orali. Consultare sempre il proprio medico curante in caso di qualsiasi terapia farmacologica in atto.

Mavosten contiene 350 mg di acido alfa lipoico per compressa (dose giornaliera).

Vitamine del Gruppo B

Le vitamine B sono un gruppo di vitamine idrosolubili importanti per il buon funzionamento del metabolismo cellulare e per il benessere del sistema nervoso. In particolare, nella formulazione di Mavosten troviamo:

  • vitamina B1 (tiamina), coinvolta nel metabolismo del glucosio e dunque nella produzione di energia
  • vitamina B2 (riboflavina), che ha funzione antiossidante e di sostegno al sistema immunitario; partecipa al metabolismo di carboidrati, proteine e lipidi ed è coinvolta nella produzione di ATP, una molecola fondamentale per lo scambio energetico a livello cellulare
  • vitamina B3 (niacina), che ha funzione antiossidante e detossificante ed è coinvolta nella produzione di energia e nella regolazione di glicemia, trigliceridi e colesterolo
  • vitamina B5 (acido pantotenico), coinvolta nella modulazione della risposta agli stimoli stressogeni
  • vitamina B6 (piridossina), specificamente coinvolta nella difesa immunitaria e nella protezione dalle infezioni; interviene inoltre nel metabolismo di zuccheri, amminoacidi e acidi grassi
  • vitamina B8 (biotina), che partecipa al metabolismo proteico, alla sintesi degli acidi grassi e del glucosio e preserva l’integrità di pelle e capelli
  • vitamina B9 (acido folico), essenziale per sintesi e metabolismo degli acidi nucleici (DNA e RNA) e per l’attivazione della vitamina B12
  • vitamina B12 (cianocobalamina), che agisce come immunomodulatore nella stimolazione dell’immunità cellulare
    [14]

Mavosten contiene, per dose giornaliera (1 compressa):

  • 1,43 mg di Vitamina B1 (130% VNR)
  • 1,61 mg di Vitamina B2 (115% VNR)
  • 8 mg di Vitamina B3 (50% VNR)
  • 6 mg di Vitamina B5 (100% VNR)
  • 1,8 mg di Vitamina B6 (129% VNR)
  • 175 mcg di Vitamina B8 (350% VNR)
  • 400 mcg di Vitamina B9 (200% VNR)
  • 4 mcg di Vitamina B12 (160% VNR)

VNR= Valori Nutritivi di Riferimento

Vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile prodotta dal nostro organismo in seguito all’esposizione ai raggi solari ed è indispensabile per la salute delle ossa. La sua integrazione è di fondamentale importanza soprattutto per la popolazione adulta e anziana, ormai sempre meno esposta ai raggi solari per abitudini di vita e lavorative.

Inoltre, la vitamina D interviene nei processi di differenziazione e rinnovo cellulare in molti tessuti, tra cui quello scheletrico, muscolare e nervoso.

Alcuni studi osservazionali di recente pubblicazione hanno dimostrato un’associazione significativa tra la carenza di Vitamina D e l’insorgenza di sintomi neuromuscolari quali parestesie, intorpidimento, dolore e debolezza muscolare cronici; inoltre, la somministrazione sia intramuscolare che orale di vitamina D si è dimostrata efficace nella riduzione del dolore in pazienti con neuropatia diabetica [15-17].

La carenza di vitamina D è stata posta in correlazione anche con lo sviluppo della sindrome del tunnel carpale, anche se in questo caso particolare gli studi sono ancora in corso e necessitano di conferme per poter stabilire una correlazione diretta [18].

Mavosten contiene 4 mcg di vitamina D per bustina giornaliera, pari all’80% del valore nutritivo di riferimento (VNR).

Vitamina E

La vitamina E (tocoferolo) è uno dei più potenti antiossidanti liposolubili che circolano all’interno del nostro corpo.

È in grado di agire da vero e proprio “spazzino” dei radicali liberi – prodotti di scarto del metabolismo cellulare, che se non adeguatamente smaltiti possono provocare molteplici danni.

Inoltre la vitamina E sembra possedere attività neuroprotettiva, anche se il suo ruolo in questo senso non è stato ad oggi del tutto compreso. Esistono studi interessanti sul possibile effetto coadiuvante della vitamina E nel trattamento della neuropatia periferica indotta da chemioterapia, ma i risultati sono ancora difformi; allo stesso modo sono in corso studi sulla correlazione tra carenza di vitamina E e sviluppo di patologie neurodegenerative quali Parkinson, Alzheimer, atassia, sclerosi laterale amiotrofica, morbo di Huntington.

[19-21]

Mavosten contiene 3,6 mg di vitamina E per bustina giornaliera, pari al 30% del valore nutritivo di riferimento (VNR).

Minerali e Oligoelementi

Calcio, Rame e Zinco completano la composizione di Mavosten, con l’intento specifico di contribuire al benessere di ossa e articolazioni. In particolare, tra le innumerevoli funzioni in cui sono coinvolti questi minerali,

  • lo Zinco interviene nel funzionamento dei sistemi antiossidanti a livello cellulare e contribuisce alla buona efficienza del sistema nervoso;
  • il Calcio costituisce la matrice fondamentale di ossa e denti, è coinvolto nel rilascio di neurotrasmettitori a livello centrale e nel meccanismo di contrazione muscolare;
  • il Rame è coinvolto come lo Zinco nei meccanismi di difesa dall’ossidazione a livello cellulare e contribuisce alla formazione della mielina, la guaina di rivestimento dei neuroni.

Mavosten contiene, per compressa giornaliera,

  • 5 mg di Zinco (60% VNR)
  • 120mg di Calcio (60% VNR)
  • 0,6 mg di Rame (60% VNR)

Avvertenze, controindicazioni e precauzioni d’uso

Mavosten può rappresentare un valido aiuto in caso di disturbi lievi o moderati a carico del sistema nervoso periferico, per i quali però deve essere stata formulata una diagnosi corretta, che abbia individuato la causa del disturbo;

pertanto è quantomai opportuno consultarsi col proprio medico curante o con lo specialista prima di assumere Mavosten, soprattutto se in concomitanza con altre terapie farmacologiche. In particolare, data la presenza di acido alfa-lipoico nella formulazione e considerato il suo potenziale effetto ipoglicemizzante, si raccomanda il consulto medico in caso di contemporanea terapia con farmaci ipoglicemizzanti orali e insulina (utilizzati per abbassare la glicemia).

Ricordiamo inoltre che il benessere dei muscoli e nervi – e dell’intero organismo – passa sempre attraverso un corretto stile di vita, che comprenda un’alimentazione equilibrata e ricca dei nutrienti fondamentali (comprese vitamine e sali minerali, facilmente assumibili da frutta e verdura), un adeguato riposo notturno e, laddove possibile, una moderata ma costante attività fisica.

Non ci sono studi in merito alla sicurezza di Mavosten in gravidanza o allattamento, pertanto se ne sconsiglia l’utilizzo – salvo diverso parere medico.

Mavosten risulta generalmente ben tollerato: il produttore non riporta particolari controindicazioni o effetti collaterali degni di nota.

 

A cura della dott.ssa Sonja Bellomi, PhD in Scienza delle Sostanze Bioattive

 

Fonti e bibliografia

  1. Encyclopedia of Dietary Supplements, 2nd Ed. P.M.Coates, J.M.betz,M.R.Blackman, G.M.Cragg, M.Levine, J.Moss, J.D.White
  2. Therapeutic Research Center – Natural Medicines
  3. EFSA european Food safety Authority
  4. Biomolecules. 2019 Aug 9;9(8). Insights on the Use of α-Lipoic Acid for Therapeutic Purposes. Salehi B, Berkay Yılmaz Y, Antika G, Boyunegmez Tumer T et al.
  5. J Diabetes Complications. 2016 Mar;30(2):350-6. Predictors of improvement and progression of diabetic polyneuropathy following treatment with α-lipoic acid for 4 years in the NATHAN 1 trial. Ziegler D, Low PA, Freeman R, Tritschler H, Vinik AI.
  6. K.-J. Ruhnau, H. P. Meissner, J.-R. Finn et al. Effects of 3-week oral treatment with the antioxidant thioctic acid (α- lipoic acid) in symptomatic diabetic polyneuropathy Diabetic Medicine, vol. 16, no. 12, pp. 1040–1043, 1999.
  7. D. Ziegler, A. Ametov, A. Barinov et al. Oral treatment with α-lipoic acid improves symptomatic diabetic polyneuropathy. The SYDNEY 2 Trial Diabetes Care, vol. 29, no. 11, pp. 2365–2370, 2006.
  8. Garcia-Alcala, H.; Santos Vichido, C.I.; Islas Macedo, S.; Genestier-Tamborero, C.N.; Minutti-Palacios, M.; Hirales Tamez, O.; Garcia, C.; Ziegler, D. Treatment with alpha-Lipoic Acid over 16 Weeks in Type 2 Diabetic Patients with Symptomatic Polyneuropathy Who Responded to Initial 4-Week High-Dose Loading. J. Diabetes Res. 2015, 2015, 189857
  9. Ther Clin Risk Manag. 2011;7:377-85. Critical appraisal of the use of alpha lipoic acid (thioctic acid) in the treatment of symptomatic diabetic polyneuropathy. McIlduff CE, Rutkove SB.
  10. GIOT 2012; 38:199-207. Comparative investigation on the effects of two antioxidants containing Thioctic Acid for the treatment of cervical or low back pain F. Lazzaro, E. Traini, F. Amenta*
  11. GIOT 2012; 38:48-54. Comparative assessment of efficacy of racemic and dextrorotatory forms of tioctic acid in low back pain. Analysis of the results of NESTIORADE trial G. Buzzi, M. Poma, F. Francese et al.
  12. Clin Drug Investig 2008;28:495-500. Thioctic acid and acetyl-L-carnitine in the treatment of sciatic pain caused by a herniated disc: a randomized, double-blind, comparative study. Memeo A, Loiero M.
  13. Eur Rev Med Pharmacol SciMar-Apr 2009;13(2):133-9. Treatment of carpal tunnel syndrome with alpha-lipoic acid G Di Geronimo, A Fonzone Caccese, L Caruso, A Soldati, U Passaretti
  14. Herbs and Natural Supplements- An evidence-based guide,4th ed. L.Braun, M.Cohen. Elsevier Editions
  15. BMJ Open Diabetes Res Care. 2016 Feb 10;4(1):e000148. Vitamin D for the treatment of painful diabetic neuropathy Abdul Basit, Khalid Abdul Basit, Asher Fawwad et al.
  16. Diabetes Metab Syndr. Jan-Feb 2019;13(1):890-893. Dose vitamin D supplementations improve peripheral diabetic neuropathy? A before-after clinical trial Akram Ghadiri-Anari, Zohre Mozafari et al.
  17. J Clin Orthop Trauma. Nov-Dec 2019;10(6):1082-1093. Vitamin D for skeletal and non-skeletal health: What we should know Nipith Charoenngam, Arash Shirvani, Michael F Holick
  18. J Back Musculoskelet Rehabil. 2016 Nov 21;29(4):835-839. Does vitamin D deficiency trigger carpal tunnel syndrome? Nermin Tanik, Özlem Balbaloğlu et al.
  19. Crit Rev Oncol Hematol. 2016 Feb;98:325-34. Natural products and complementary therapies for chemotherapy-induced peripheral neuropathy: A systematic review Cloé Brami, Ting Bao, Gary Deng
  20. Clin Nutr. 2013 Dec;32(6):888-93. Nutraceuticals and chemotherapy induced peripheral neuropathy (CIPN): a systematic review Janet M Schloss , Maree Colosimo, Caroline Airey, Paul P Masci, Anthony W Linnane, Luis Vitetta
  21. Vitamin E in ataxia and neurodegenerative diseases: A review. World Journal of Neuroscience, 2;217–222. 2012 Imounan F, et al.

Composizione

Composizione per singola unità posologica (compressa, capsula, flaconcino, bustina, dose, ...).
Principio attivoQuantità
Acido Alfa Lipoico350 mg
Colina140 mg
Vitamina D324 mcg
Vitamina E33.6 mg
Vitamina B141.43 mg
Vitamina B251.61 mg
Vitamina B368 mg
Vitamina B671.8 mg
Vitamina B98400 mcg
Vitamina B1294 mcg
Vitamina B710175 mcg
Vitamina B5116 mg
Calcio120 mg
Zinco5 mg
Rame0.6 mcg
  1. Colina, anche conosciuto/a come Vitamina J
  2. Vitamina D3, anche conosciuto/a come Colecalciferolo
  3. Vitamina E, anche conosciuto/a come Tocoferolo
  4. Vitamina B1, anche conosciuto/a come Tiamina
  5. Vitamina B2, anche conosciuto/a come Riboflavina
  6. Vitamina B3, anche conosciuto/a come Niacina, Acido nicotinico, Niacinamide, Nicotinamide, Vitamina PP
  7. Vitamina B6, anche conosciuto/a come Piridossina, Piridossale, Piridossamina
  8. Vitamina B9, anche conosciuto/a come Acido folico, acido Folinico
  9. Vitamina B12, anche conosciuto/a come Cobalamina, Idrossicobalamina, Metilcobalamina
  10. Vitamina B7, anche conosciuto/a come Biotina
  11. Vitamina B5, anche conosciuto/a come Acido pantotenico

Controindicazioni e avvertenze

  • Non superare la dose giornaliera consigliata dal produttore.
  • Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata ed uno stile di vita sano.
  • Per un utilizzo prolungato rivolgersi preventivamente al proprio medico.
  • Conservare il prodotto in un luogo fresco ed asciutto, al riparo dalla luce e dalle fonti di calore localizzate, dai raggi solari e dall’umidità.
  • Non utilizzare oltre la data di scadenza.

Efficacia e alternative

Disclaimer: I contenuti seguenti devono essere intesi come trattazione generale riferita a soggetti sani e, dove indicato, espressione del personale parere dell'autore; in caso di specifiche circostanze il proprio medico e/o farmacista possono rilevare esigenze diverse e per questo consigliare in modo appropriato (quando non addirittura indispensabile) l'assunzione di integratori e/o nutraceutici.

È difficile individuare alternative pratiche a Mavosten, ma mi preme sottolineare l’importanza di ricorrere a questo integratore solo in presenza di una diagnosi certa, in modo da evitare il rischio di sottovalutare sintomi e disturbi (in alcuni casi lo sviluppo di neuropatia può ad esempio essere secondario alla presenza di un diabete ancora non diagnosticato, ad esempio). Ovviamente il trattamento e la prevenzione di qualsiasi sofferenza neuropatica non può prescindere da un corretto stile di vita, fondato su:

  • dieta sana e varia, ricca di frutta, verdura e cereali integrali (fonti di preziosi antiossidanti)
  • attività fisica, compatibile con il proprio stato di salute.

Roberto Gindro, laureato in farmacia, PhD


Valutazioni di efficacia basate principalmente sul Natural Medicines Therapeutic Research Center

  • Acido Alfa Lipoico
    • Molecola piuttosto nota nell’ambito del mondo dell’integrazione, le fonti alimentari degne di nota sono.
      • carni rosse,
      • frattaglie,
      • spinaci,
      • broccoli,
      • patate,
      • carote,
      • barbabietole
      • e lievito.
    • Promosso e pubblicizzato per numerose indicazioni, le azioni meglio caratterizzate e verificate comprendono:
      • diabete,
      • neuropatia diabetica,
      • iperlipidemia
      • e obesità
    • Salvo la neuropatia diabetica, quindi, le altre indicazioni sono sovrapposte alle ragioni per cui si consiglia uno stile di vita attivo ed una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e legumi.
    • Uno dei principali limiti della sostanza è rappresentato dal costo, che rende difficilmente sostenibile l’assunzione di integratori a dosaggi attivi per lunghi periodi.
  • Calcio
    • Il calcio è un minerale essenziale per l’organismo umano, che quindi dev’essere quotidianamente parte della propria dieta, insieme alla vitamina D che ne consente l’utilizzo; ne sono ricchi ovviamente latte e latticini, su cui tuttavia sembra pesare un effetto paradossalmente contrario alla salute delle ossa quando consumati in quantità eccessiva,  è quindi consigliabile che il fabbisogno giornaliero venga perseguito anche attraverso altre fonti, rappresentate ad esempio da:
      • broccoli
      • cavoletti di Bruxelles
      • cavolo
      • acqua (sì, è un’interessante fonte di calcio)
  • Colina
    • Benché una dieta non sufficientemente varia potrebbe non permettere un adeguato introito di colina, una franca carenza è considerata estremamente rara. Ne risultano particolarmente ricchi gli alimenti di origine animale, ma anche alimenti cari ai vegani come la soia e la quinoa, tanto da rendere facilmente raggiungibile i livelli raccomandati di assunzione giornaliera.
  • Rame
    • Il fabbisogno quotidiano di rame può essere facilmente raggiunto attraverso l’alimentazione, ne sono infatti ricchi:
      • Legumi (piselli, fagioli, ceci)
      • Funghi
      • Patate
      • Cacao
      • Frutta secca e semi oleosi (in particolare anacardi e noci brasiliane)
      • Fegato
      • Molluschi e crostacei
    • Ad oggi l’unica indicazione in cui sia stata accertata l’efficacia di un’integrazione è la carenza, ma come detto attraverso un’alimentazione varia si tratta di situazioni poco comuni.
    • Ricerche preliminari ne hanno indagato la possibile utilità per il trattamento/prevenzione dell’osteoporosi, senza tuttavia risultati significativi.
  • Vitamina B1
    • Vitamina essenziale (l’organismo non è in grado di produrla autonomamente), la B1 viene spesso inclusa in multivaminici ed integratori del complesso B con le indicazioni più svariate, anche se in realtà le uniche provate sono:
      • rari disordini metabolici
      • carenza accertata della vitamina (condizione rara)
    • Sono promettenti alcuni studi in merito al possibile utilizzo nel caso di:
      • cataratta
      • neuropatia diabetica
      • dismenorrea (dolori mestruali)
    • È abbondantemente contenuta in cereali integrali, carne e pesce, tanto che una reale carenza nella popolazione generale è estremamente rara (e in genere limitata a specifiche categorie di pazienti, come gli alcolisti).
  • Vitamina B12
    • In una dieta onnivora correttamente bilanciata non dovrebbe esserci la necessità di integrare la vitamina B12, mentre è fortemente consigliato farlo per i vegetariani ed assolutamente indispensabile per i vegani, in quanto totalmente assente nel mondo vegetale.
    • Tra le fonti alimentari più ricche ricordiamo le carni (in particolare il fegato) e il pesce (compresi i frutti di mare); latte e uova ne sono solo discrete fonti.
    • Si segnala la presenza di vitamina B12 in numerosi prodotti per vegani, come le bevande a base di soia (ma insufficienti a coprire il fabbisogno giornaliero).
    • Proposta con numerose indicazioni, di fatto gli effetti sostenuti da un’integrazione e pienamente dimostrati sono pressoché nulli, mentre essendo indispensabile per il normale funzionamento dell’organismo diventa indispensabile in soggetti che ne fossero carenti.
    • Alcuni incoraggianti, per quanto preliminari, risultati sono stati ottenuti nel trattamento della nevralgia post-erpetica e nella prevenzione della degenerazione maculare senile.
  • Vitamina B2
    • Uova, carni magre e latte sono buone fonti di riboflavina, così come in numerose verdure; una sua carenza è quindi improbabile, a meno di casi di malassorbimento, malnutrizione, …
  • Vitamina B3
    • Come spesso succede con le vitamine le vengono attribuite numerose proprietà ed effetti, ma i benefici provati legati ad una sua supplementazione sono in realtà limitati; sembra tuttavia efficace nel migliorare il profilo lipidico (colesterolo buono/cattivo nel sangue) quando somministrata a dosi elevate (che tuttavia richiedono il preventivo parere medico).
  • Vitamina B5
    • Le principali fonti alimentari sono rappresentate da
      • carne (soprattutto fegato)
      • uova
      • legumi (fave)
      • patate
      • cereali integrali
      • latte
      • noci
      • broccoli
      • frutta (avocado, albicocche)
      • funghi
    • L’unica indicazione in cui un’integrazione risulta necessaria o almeno realmente utile è l’eventuale stato di carenza, condizione tutto sommato rara nella popolazione generale.
  • Vitamina B6
    • Disponibile in numerosi alimenti (tra cui cereali, legumi, verdure, fegato, carne e uova), a differenza della B12 è più raro riscontrare una reale carenza di questa vitamina.
    • Usata e consigliata per decine di disturbi, poggia su un’adeguata letteratura nel caso di:
      • epilessia dipendente dalla piridossina (malattia rara)
      • anemia sideroblastica
      • iperomocistinemia
    • Risultati preliminari sono stati ottenuti per
      • prevenzione della degenerazione maculare senile
      • prevenzione della formazione di calcoli in pazienti affetti da iperossaluria primitiva (malattia rara)
      • nausea in gravidanza
      • sindrome premestruale

      Salvo casi selezionati, quindi, in genere non è necessaria alcuna integrazione.

    • Spesso proposta in formulazioni contro l’insonnia, in realtà non esiste ancora un adeguato supporto scientifico a quest’indicazione (aneddoticamente viene anche proposta per favorire l’attività onirica).
    • Tra gli alimenti che ne sono più ricchi ricordiamo:
      • carne (manzo, pollo, maiale)
      • pesce (salmone)
      • uova
      • legumi
      • cereali integrali (la raffinazione ne riduce significativamente il contenuto)
      • vegetali (spinaci)
      • frutta (banana in particolare)
      • frutta secca a guscio
  • Vitamina B7
    • La biotina è una vitamina essenziale, ossia che dev’essere introdotta con l’alimentazione perché l’organismo non è in grado di produrla.
    • Dal punto di vista alimentare è presente ad esempio in
      • latte e formaggi
      • tuorlo d’uovo
      • vegetali
      • funghi
      • arachidi
      • lievito di birra
    • Comunemente usata per la perdita di capelli e unghie fragili, di fatto le evidenze di efficacia sono limitate.
  • Vitamina B9
    • L’integrazione è considerata indispensabile in gravidanza (è necessario cominciare l’assunzione circa un mese prima dell’inizio della ricerca), in alcune forme di anemia.
    • I benefici in caso di iperomocistinemia sono invece dibattuti (è dimostrato l’effetto di riduzione dei livelli ematici di omocisteina, ma non una corrispondente diminuzione del rischio cardiovascolare associato).
    • È possibile assumere quantità rilevanti di folati attraverso un regolare consumo di frutta e verdura, quali ad esempio:
      • vegetali verdi a foglia (cavoli, broccoli, spinaci, lattuga, asparagi)
      • germogli
      • kiwi, fragole, arance
      • frutta secca (mandorle, noci)
      • funghi
      • legumi.
    • Si noti che, purtroppo, l’acido folico va incontro a rapida degradazione se la verdura non viene consumata molto fresca, oltre ad essere termolabile (ossia estremamente sensibile alla cottura).
  • Vitamina D3
    • La più efficace alternativa naturale è l’esposizione quotidiana al sole di una significativa porzione di pelle (purtroppo non sempre agevole con il nostro clima, per questo sono sempre più comuni gli alimenti addizionati con Vitamina D).
  • Vitamina E
    • È possibile raggiungere facilmente le dosi giornaliere raccomandate di vitamina E attraverso l’alimentazione; ad esempio sono ricchi della sostanza le olive, la frutta secca a guscio (noci, arachidi, mandorle, …) e cereali integrali.
  • Zinco
    • Lo zinco dev’essere giornalmente introdotto con la dieta perché l’organismo non dispone di un adeguato sistema di scorte, tuttavia in una dieta sana, varia ed equilibrata in genere non è necessaria alcuna integrazione per pazienti sani ed in buona salute.
    • Si trova in natura in diversi alimenti, tra cui:
      • Pesce e frutti di mare
      • Carne rossa
      • Cereali
      • Legumi
      • Frutta secca

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