La papaya fermentata funziona? Ha controindicazioni?

Introduzione

La Papaya (Carica papaya, appartenente alla famiglia delle Cariaceae) è una pianta originaria dell’Indonesia, ma diffusa anche nelle zone tropicali e sub-tropicali di centro America, Filippine, India e Africa. Il frutto maturo è di caratteristica forma ovoidale, di colore giallo-arancio e può raggiungere i 5Kg di peso.

È stata utilizzata a scopo curativo sin dai tempi degli Aztechi, che la impiegavano per una vasta gamma di disturbi, dai problemi intestinali alle infezioni alle cefalee. Recentemente ne è stato riconosciuto l’alto valore nutrizionale: la Papaya è infatti ricca di

  • vitamine (A,C,B,E)
  • antiossidanti (flavonoidi, caroteni, polifenoli, triterpeni)
  • enzimi proteolitici (papaina, chimopapaina), utili per la digestione delle proteine
  • minerali (Potassio, Magnesio)
  • fibre

Il contenuto di vitamina C della Papaya è addirittura superiore a quello di arance e limoni (61,8 mg/100g di frutto); anche il contenuto di beta carotene è superiore a quello di molte altre fonti alimentari (888 IU/100 g) [1,2].

A cosa serve

La ricerca scientifica più recente ha messo in luce diverse potenzialità della Papaya (frutto, foglie, semi) come antiossidante, antibatterico, antifungino, cardioprotettore, epatoprotettore, diuretico – per citarne alcune. Gli studi sono ancora a livello preliminare (si tratta per lo più di test in vitro e su animali), ma hanno messo in luce proprietà terapeutiche potenzialmente interessanti.

Nella presente monografia ci occuperemo di una forma particolare di Papaya, la Papaya fermentata, ottenuta tramite un processo di fermentazione ad opera di lieviti sul frutto ancora acerbo, senza alcuna manipolazione genetica:

la fermentazione permette di concentrare le sostanze attive del frutto, rendendolo ancora più ricco dal punto di vista nutrizionale e delle potenzialità terapeutiche.

In particolare, il processo di fermentazione preserverebbe da un lato le note proprietà antiossidanti della Papaya frutto e dall’altro conferirebbe nuove proprietà immunomodulanti: queste ultime pare siano dovute alla formazione di oligosaccaridi (non presenti all’origine nel frutto fresco) a basso peso molecolare – molecole che sempre più ricerche identificano come dotate di potente di attività modulante sul sistema immunitario [8].

Di seguito verranno presentati alcuni studi condotti per investigare le possibili applicazioni terapeutiche della Papaya fermentata.

Antiossidante

Come evidenziato in alcuni esperimenti in vitro, la Papaya fermentata sarebbe in grado di contrastare efficacemente l’azione dei radicali liberi – specie reattive prodotte come scarto del metabolismo cellulare e potenzialmente dannose se non adeguatamente neutralizzate [3,4].

L’effetto antiossidante della Papaya fermentata è stato evidenziato anche sull’uomo: in uno studio congiunto tra Italia, Stati Uniti e Giappone, effettuato su 54 pazienti anziani, la somministrazione di FPP®, alla dose di 9 g giornalieri, si è dimostrata capace di aumentare la protezione dal danno ossidativo in maniera significativamente superiore rispetto al trattamento con placebo. La verifica è stata condotta analizzando a cadenza mensile alcuni componenti ematici, tra cui il glutatione (un potente antiossidante endogeno) e l’8-OH-dG, ossia la idrossi deossiguanosina. La deossiguanosina è uno dei costituenti del DNA: quando viene ossidata ad opera dei radicali liberi si trasforma in 8-OH-dG, responsabile di mutazioni genetiche e morte cellulare. Il meccanismo con cui agisca la Papaya fermentata non è ancora del tutto chiarito: sono in corso ulteriori studi per conoscerne a fondo l’azione e individuarne le modalità di somministrazione più efficaci [5].

Le potenzialità della Papaya fermentata come antiossidante hanno fatto crescere l’interesse per un suo eventuale utilizzo nella terapia di tutte quelle situazioni patologiche ove vi sia un’importante componente ossidativa: tra esse, le malattie neurodegenerative, come Parkinson e Alzheimer, e i tumori.

Melanoma

In un esperimento condotto in vivo su topi presso il Dipartimento Oncologico dell’Istituto Superiore della Sanità di Roma sono stati studiati gli effetti della somministrazione di Papaya fermentata (FPP®) nella prevenzione e nel trattamento del melanoma (un tumore maligno della pelle). Nel corso dello studio è stata evidenziata una riduzione della massa tumorale significativamente superiore (da 3 a sette volte) nei topi trattati con FPP®, rispetto al placebo; inoltre è stato osservato un altrettanto significativo aumento delle specie antiossidanti come il glutatione (GSH) e la SOD-1 (superossido dismutasi), a suggerire un potenziale effetto anche in termini di prevenzione dello sviluppo tumorale [6].

Si tratta, in questo e in casi analoghi, di studi preliminari che richiedono ovviamente conferma sull’uomo: ricordiamo che ad oggi NON sono riconosciute indicazioni della Papaya fermentata per il trattamento di patologie tumorali.

Alzheimer

Risultati interessanti sono stati ottenuti in vitro su modelli cellulari del morbo di Alzheimer: l’aggiunta di Papaya fermentata si è dimostrata in grado di diminuire la produzione di radicali idrossilici e anioni superossido (entrambe specie ossidanti), considerati tra i responsabili della formazione delle placche amiloidi, caratteristiche della malattia di Amzheimer [7]. L’effetto antiossidante della Papaya fermentata è stato evidenziato anche in uno studio pilota effettuato su 40 pazienti affetti da Alzheimer: a metà dei pazienti è stata somministrata Papaya fermentata FPP® (4,5 g al giorno) per 6 mesi, all’altra metà nessun trattamento. Al termine dello studio nel gruppo trattato con FPP è stata evidenziata una significativa diminuzione dei livelli di 8-OH-dG (idrossi deossiguanosina), un indicatore dei livelli di ossidazione dell’individuo (vedi paragrafo “Antiossidante”), mentre nessun cambiamento è stato osservato nel gruppo di controllo [9].

Parkinson

Gli studi sull’utilizzo della Papaya fermentata come coadiuvante nel trattamento del Parkinson hanno prodotto risultati molto interessanti – tra l’altro a firma italiana. Il dott. Gianpietro Nordera, insieme alla sua equipe medica, sta conducendo da più di un anno uno studio su 80 pazienti presso la casa di cura Villa Margherita Santo Stefano di Vicenza, per valutare l’effetto della FPP sul Parkinson – e in particolare sullo stress ossidativo e sul microbioma intestinale, che secondo studi recenti avrebbe un ruolo non marginale nello sviluppo della malattia. In base ai risultati di uno studio internazionale sul rapporto tra Parkinson e microbioma intestinale, infatti, è stato osservato che molti pazienti affetti dalla suddetta malattia manifestano una marcata riduzione (fino al 77%) del batterio Parvicella rispetto ai soggetti sani: se la correlazione fosse confermata, l’analisi della microflora intestinale potrebbe fungere sia da indicatore preventivo sullo sviluppo della malattia, sia da monitoraggio sull’andamento della terapia stessa, sia, infine, da potenziale bersaglio terapeutico per la regressione o quanto meno il rallentamento della progressione dei sintomi.

Secondo quanto riportato dallo stesso dott. Nordera, i primi risultati della sperimentazione si sono rivelati positivi, sia in termine di miglioramento della sintomatologia motoria (rigidità, tremori) sia in termini di riduzione dei livelli di 8-OH-dG, indicatore di un possibile danno ossidativo (vedi paragrafo “Antiossidante”) [8,10-13].

Sicurezza e interazioni coi farmaci

La Papaya consumata come frutto è normalmente considerata sicura alle dosi comunemente ingerite.

La Papaya fermentata è stata somministrata fino alla dose giornaliera di 9 g negli studi sulle malattie degenerative, senza che fossero rilevati effetti collaterali degni di nota, anche su pazienti anziani [14].

Non essendoci dati in merito all’assunzione della papaya fermentata in gravidanza, se ne sconsiglia l’uso, salvo diverso parere medico.

Per quanto concerne eventuali interazioni con terapie farmacologiche, segnaliamo che secondo quanto riportato da uno studio su animali la papaya fermentata potrebbe interagire con l’Amiodarone, un farmaco antiaritmico, aumentandone la biodisponibilità e il rischio di effetti collaterali [15].

Un’altra interazione possibile è quella con farmaci ipoglicemizzanti orali (utilizzati per abbassare la glicemia): in alcuni studi preliminari la Papaya fermentata si è mostrata capace di abbassare i livelli di glicemia in individui pre-diabetici sotto trattamento farmacologico, con conseguente necessità di aggiustamento terapeutico per evitare il rischio di ipoglicemia [16].

A cura della dott.ssa Sonja Bellomi, PhD in Scienza delle Sostanze Bioattive

 

Fonti e bibliografia

  1. Elsevier, Asian Pacific Journal of Tropical Disease, Volume 5, Issue 1, January 2015, Pages 1-6 A review on medicinal properties of Carica papaya Linn. TarunVij, Yash Prashar
  2. Nutrients. 2019 Jul; 11(7): 1608. Nutraceutical Potential of Carica papaya in Metabolic Syndrome Lidiani F. Santana, Aline C. Inada et al.
  3. J Clin Biochem Nutr. 2008 Nov;43(3):185-90. Inhibitory effect of fermented papaya preparation on hydroxyl radical generation from methylguanidine. Noda Y, Murakami S, Mankura M, Mori A.
  4. Nutr Neurosci. 2018 Apr;21(3):176-184. Neuroprotective effect of fermented papaya preparation by activation of Nrf2 pathway in astrocytes. Murakami S, Miyazaki I, Asanuma M.
  5. Ann N Y Acad Sci. 2006 May;1067:400-7. Nutraceutical supplementation: effect of a fermented papaya preparation on redox status and DNA damage in healthy elderly individuals and relationship with GSTM1 genotype: a randomized, placebo-controlled, cross-over study. Marotta F, Weksler M, Naito Y, Yoshida C, Yoshioka M, Marandola P.
  6. Cancers (Basel). 2019 Jan 20;11(1):118. Oral Administration of Fermented Papaya (FPP ®) Controls the Growth of a Murine Melanoma through the In Vivo Induction of a Natural Antioxidant Response Mariantonia Logozzi, Davide Mizzoni, Rossella Di Raimo, Daniele Macchia, Massimo Spada, Stefano Fais
  7. Neuroscience. 2006 Nov 17;143(1):63-72. Fermented papaya preparation attenuates beta-amyloid precursor protein: beta-amyloid-mediated copper neurotoxicity in beta-amyloid precursor protein and beta-amyloid precursor protein Swedish mutation overexpressing SH-SY5Y cells. Zhang J, Mori A, Chen Q, Zhao B.
  8. Acta Biomed. 2012 Apr;83(1):21-9. Functional foods in genomic medicine: a review of fermented papaya preparation research progress Francesco Marotta, Roberto Catanzaro, Hariom Yadav, Shalini Jain, Claudio Tomella, Ascanio Polimeni, Pierre Mantello
  9. Mediators Inflamm. 2015;2015:624801. Oxidative stress in patients with Alzheimer’s disease: effect of extracts of fermented papaya powder Mario Barbagallo, Francesco Marotta , Ligia J Dominguez
  10. Centro di riabilitazione Villa Margherita Santo Stefano
  11. Mov Disord. 2015 Mar;30(3):350-8. doi: 10.1002/mds.26069. Epub 2014 Dec 5. Gut microbiota are related to Parkinson’s disease and clinical phenotype. Scheperjans F, Aho V, Pereira PA, Koskinen K et al.
  12. Stress Ossidativo CSOx
  13. Mov Disord. 2015 Mar;30(3):350-8. Gut microbiota are related to Parkinson’s disease and clinical phenotype Filip Scheperjans et al.
  14. J Frailty Aging. 2018;7(2):142-146 Effects of Fermented Papaya Preparation (FPP) on Safety Outcomes in Older Adults – A Short Report of a Placebo-Controlled Clinical Trial. Mankowski RT, Leeuwenburgh C, Manini TM, Woods AJ, Anton SD.
  15. J Pharm Pharm Sci. 2014;17(3):302-15. Herb-drug pharmacokinetic interaction between carica papaya extract and amiodarone in rats. Rodrigues M1, Alves G, Francisco J, Fortuna A, Falcão A.
  16. Clin Ter. 2006 May-Jun;157(3):195-8. Plasma glucose level decreases as collateral effect of fermented papaya preparation use. Danese C, Esposito D, D’Alfonso V, Cirene M, Ambrosino M, Colotto M.

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