Fucus vesiculosus, alga: proprietà, controindicazioni, rischi

Introduzione

Il Fucus vesiculosus L. è una piccola alga marina marrone, lunga tra 20 e 100 cm, che cresce su terreni rocciosi in aree con clima freddo e temperato, soprattutto lungo le coste americane ed europee occidentali sull’Atlantico del Nord e lungo le coste dell’Oceano Pacifico.

Cresce ramificandosi con biforcazioni successive (tecnicamente si dice che il tallo piatto si ramifica dicotomicamente), mentre le parti membranose contengono bolle ovali piene di aria, che fanno galleggiare verticalmente il Fucus.

Quest’alga viene raccolta all’inizio dell’estate ed era già nota agli Antichi Romani, che la usavano per problemi articolari. A partire dal sedicesimo secolo il Fucus inizia a essere usato in Cina per trattare il gozzo da carenza di iodio. Nel diciassettesimo secolo viene adottato in Francia per il trattamento del gozzo e altri problemi della tiroide e lo stesso avviene in Inghilterra, in cui viene usato anche per altri problemi come il trattamento dell’obesità. Negli Stati Uniti, vengono poste altre indicazioni, come la psoriasi e l’esaurimento. Nel diciottesimo secolo, viene impiegato nel trattamento di asma, gozzo e malattie della pelle. Viene usato anche in altre applicazioni, come il trattamento dei reumatismi e i bagni dimagranti, indicazione molto controversa.

Proprietà

Ai nostri giorni il Fucus viene somministrato per bocca e a livello topico.

  • Gli studi sull’assunzione orale includono investigazioni su numerose supposte proprietà, come valutazioni ausiliarie per la perdita di peso, il trattamento di gastriti, pirosi, esofagiti da reflusso ed ernie iatali, la prevenzione di aterosclerosi, sangue viscoso e ipercolesterolemia, gestione di stipsi, colite, astenia, affaticamento, carenze minerali, anemia, caduta di capelli e crampi alle gambe, il sollievo di sintomi menopausali, mammelle fibrocistiche, disturbi prostatici, mancata crescita, artrite, artrosi, gotta e linfedema.
  • Gli usi topici descritti in letteratura prevedono tra l’altro trattamento di ferite, adiuvante nelle terapie anticellulite e antiobesità e adiuvante per reumatismi e artriti.
  • In cosmetica il Fucus viene adoperato per il suo contenuto in iodio e oligoelementi.

L’analisi della letteratura disponibile condotta da Ulbricht et al. (2013), per quanto non più recente, ha fatto il punto sullo stato dell’arte dell’impiego sperimentale e tradizionale del Fucus, in monoterapia o in combinazione. Tra le condizioni patologiche in cui l’alga o i suoi componenti vengono elencati si ritrovano: acne, aumento tendenziale della coagulazione del sangue, dermatite atopica, malattie mammarie (mastopatie, sindrome menopausale, dismenorrea, fibroadenomatosi), ustioni, iperglicemia e sovrappeso: i risultati sull’impiego nell’uomo sono perlopiù ambigui o conflittuali.

Il Fucus viene poi usato come fonte naturale di iodio e, date le quantità contenute, è plausibile che l’alga riesca ad avere un effetto stimolante sulla tiroide, effetto su cui si baserebbe l’aumento del consumo del grasso corporeo. Alcuni ricercatori segnalano il rischio di sviluppare ipertiroidismo quando l’assunzione dovesse essere protratta per lunghi periodi e sono riportati casi di crisi tireotossica e reazioni di ipersensibilità. Il problema principale è tuttavia che il contenuto in iodio varia tra alghe e che questa variabilità, unita all’apporto quotidiano di iodio, rende difficile prevederne gli effetti a meno di non ricorrere a estratti standardizzati, ossia in cui si conosca esattamente la quantità di iodio contenuta.

Il Fucus e i suoi componenti sono stati oggetto di tanti studi in vitro, su temi molto vari (effetti su pelle, colesterolo, ossidanti, estrogeni, progesterone, glicemia, coagulazione, virus, sistema immunitario, aterosclerosi, …), ma rimane aperta la questione se in vivo l’estratto possa raggiungere il sito d’azione in dosi sufficienti e se/quanto i modelli in vitro siano realmente predittivi degli effetti in vivo.

Effetti sulla gestione del peso

Non ci sono ad oggi studi clinici sul Fucus come monocomponente, ossia assunto da solo; uno studio clinico condotto con un preparato commerciale contenente olio di semi di melagrana ed estratto di alga bruna è stato svolto in donne in menopausa con fegato grasso non di origine alcolica e con fegato normale. Gli autori hanno riferito che il preparato è stato in grado di ridurre

  • peso corporeo,
  • contenuto grasso del fegato e del corpo
  • e la proteina C reattiva.

Purtroppo la qualità dello studio è limitata perché, tra l’altro:

  • non permette di distinguere l’estratto responsabile di ciascun effetto (o l’eventuale combinazione),
  • non viene specificato il tipo di alga bruna contenuta nella formulazione,
  • era presente un conflitto d’interesse.

Effetti collaterali

È opinione dell’EMA, l’Agenzia Europea dei Medicinali, che sarebbe utile disporre di ulteriori studi sulla tossicità; non esistono per esempio studi su

  • genotossicità,
  • carcinogenicità,
  • tossicità sul sistema riproduttivo e sullo sviluppo,
  • immunotossicità
  • o altri effetti negativi.

Nonostante la mancanza di queste informazioni il Fucus è usato da secoli senza registrare risposte tossicologiche gravi.

Il consumo di Fucus cresciuto in ambienti contaminati, per esempio con arsenico o metalli pesanti, può tuttavia portare all’ingestione di queste sostanze tossiche, per questa ragione è importante che l’integratore che lo annovera tra gli ingredienti sia prodotto da aziende di comprovata affidabilità.

Effetti sulla tiroide

Gli effetti riportati da uno degli studi che hanno indagato l’influenza dell’alga sugli ormoni tiroidei sono simili ai riscontri degli studi sugli integratori dello iodio, questo significa che lo iodio contenuto nei prodotti a base di Fucus è biodisponibile (viene cioè assorbito e metabolizzato dall’organismo); l’aumento del TSH e la riduzione del T3 (esami del sangue tiroidei) a seguito dell’assunzione di preparati a base di Fucus indicano una possibile inibizione della tiroide dovuta al contenuto di iodio nelle capsule.

Oltre a definire una quantità massima, sarebbe fortemente raccomandabile definire i limiti di durata dei trattamenti e raccomandare un monitoraggio regolare (per esempio ogni 4 mesi) della funzionalità tiroidea.

Controindicazioni

In base alle indicazioni disponibili in letteratura si raccomanda prudenza in caso di:

pressione alta,

malattie renali,

anemia (il Fucus può ridurre l’assorbimento gastroenterico di ferro).

Secondo quanto riportato dai foglietti illustrativi di farmaci a base di iodio, in alcuni Stati europei (per esempio Germania) il Fucus vesiculosus è controindicato nelle seguenti condizioni:

  • patologie della ghiandola tiroide (come ad esempio ipertiroidismo, morbo di Basedow-Graves, tiroidite di Hashimoto e dopo resezione chirurgica parziale);
  • patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico recente, coronaropatie, angina pectoris, ipertensione);
  • insufficienza surrenale;
  • donne con osteoporosi in menopausa.

Si raccomanda inoltre prudenza in caso di:

  • gravidanza o allattamento al seno (non esistono evidenze di sicurezza, si consiglia quindi di astenersi dall’assunzione),
  • ipersensibilità,
  • bambini (l’impiego nei soggetti sotto i 18 anni non è raccomandato perché richiederebbe supervisione medica).

Non esistono dati sulla fertilità.

Interazioni

Si raccomanda di non associare tra loro integratori diversi contenenti Fucus vesiculosus, composti a base di iodio o farmaci per la tiroide.

Sono possibili interazioni con:

  • carbonato di litio,
  • farmaci per la tiroide,
  • farmaci antipertensivi,
  • agenti diluenti del sangue (altre fonti bibliografiche considerano invece improbabili le interazioni con gli antagonisti della vitamina K),
  • e farmaci contenenti iodio.

Conclusioni

Secondo le informazioni di mercato fornite dagli Stati facenti parte dell’Unione Europea l’impiego tradizionale di Fucus vesiculosus sotto forma di polvere come adiuvante nelle diete dimagranti può essere dato per acquisito e per questa ragione ne viene concessa l’autorizzazione alla commercializzazione, ma questo non significa che esistano in letteratura lavori che ne supportino con sicurezza gli effetti.

Anche se il Fucus e i sui componenti sono stati sottoposti a considerevoli studi preclinici per le azioni cardiovascolari, immunologiche, endocrinologiche, antiossidative e antitumorali, allo stato attuale i risultati di tali ricerche non sono sufficienti a porre indicazioni terapeutiche.

Fonti e bibliografia

  • EMA
  • Fotografia in apertura by Arunbiel – Own work, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=64061248
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