La dieta GIFT di L. Speciani

by admin Tag: carboidrati fame GIFT indice glicemico zuccheri

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Può succedere a tutti: a causa di abitudini alimentari errate e di un’attività fisica scarsa o inesistente abbiamo accumulato qualche chilo di troppo, che ormai grava sulle nostre spalle e sul nostro metabolismo come uno zainetto poco sano nonché fastidioso. Per ritornare al peso forma della giovinezza, però, abbiamo una nuova opportunità: si tratta della dietaGIFT, ideata da Attilio e Luca Speciani, dello studio SMA di Milano. Seguendo questa dieta impareremo (o meglio: ci rieducheremo) a nutrirci come i nostri antenati, ottenendo benefici sul nostro organismo e sul nostro umore.

I principi generali

La parola GIFT, oltre a richiamare l’inglese “gift” (dono), corrisponde alle iniziali di tre aggettivi:

  • G come graduale: la dieta GIFT non promette un dimagrimento immediato, ma è un lento processo di modifica delle abitudini alimentari e dello stile di vita. In parole povere: non è la classica dieta che promette un dimagrimento rapido.
  • I come individuale: la dieta GIFT vi libera dal tanto temuto conteggio delle calorie. Non viene stabilita una soglia calorica prefissata, ma le regole di base sono adattate al singolo individuo: al suo stato di salute, alle eventuali patologie esistenti, alle abitudini, al numero di chili da perdere.
  • F come flessibile: oltre a non prevedere soglie caloriche, la dieta GIFT vi fa un altro bel regalo, non si tratta di un regime insindacabile, ma di una serie di metodi e di consigli che prevedono eccezioni e salvaguardano il piacere e il gusto dell’alimentazione.

Nella sua versione più semplice questo regime dietetico si basa su tre concetti fondamentali:

  1. attivazione del metabolismo
  2. controllo della glicemia
  3. consumo di alimenti di qualità

Non si tratta di comandamenti rigidi ma, specie all’inizio, si potrebbe avere un po’ di difficoltà a metterli in pratica; gradualmente però sentiremo nostra la strada intrapresa e ogni chilo perso sarà una vera e propria conquista, proprio perché avremo compreso il motivo dello squilibrio precedente. Nel seguito esamineremo in dettaglio questi tre fattori: le solide basi scientifiche di questa dieta, infatti, giustificano le scelte compiute dai suoi creatori e, parallelamente, ci suggeriscono alcuni ottimi motivi per intraprendere quei comportamenti virtuosi necessari per abbandonare poco alla volta il nostro zainetto di chili superflui.

Attivazione del metabolismo

Il metabolismo è l’insieme delle reazioni chimiche che avvengono all’interno del nostro organismo: quando mangiamo, infatti, il nostro corpo deve scomporre le molecole complesse che costituiscono gli alimenti in molecole più semplici e meglio assimilabili e deve poter eliminare le sostanze di rifiuto con efficacia.

Attivare il metabolismo significa consentire al nostro corpo di lavorare a pieno regime: se attiviamo il metabolismo consumeremo una maggior quantità di calorie, ci libereremo delle tossine con più facilità e vivremo in pienezza, sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale.

Il metabolismo umano può essere più attivo o più pigro a seconda dell’individuo, ma ci sono alcune costanti valide per tutta la specie umana: il corpo umano, dalle caverne al giorno d’oggi, è abituato a ragionare come una fotocellula, che reagisce agli stimoli di fame e sovrabbondanza. Le calorie assunte non vanno mai sprecate, vengono semplicemente immagazzinate in attesa del periodo di magra. Questo era sì un bene per l’uomo cacciatore e raccoglitore, ma al giorno d’oggi può causare gravi problemi: le diete rischiano di far rallentare il metabolismo complessivo e, una volta terminate, può passare molto tempo prima che il metabolismo ritorni normale. Di qui derivano la tanto temuta oscillazione del peso, e i relativi rischi cardiovascolari. Per rimediare a questi problemi il metabolismo va attivato, seguendo questi semplici consigli.

  1. Distribuire meglio i pasti, con una colazione abbondante, un pranzo equilibrato e una cena leggera. La colazione abbondante comunica al nostro organismo che è possibile iniziare a bruciare energie, e ci rende attivi al 100%.
  2. Fare attività fisica. Oltre a essere fondamentale per il nostro benessere psichico, l’attività fisica dà lo sprint al nostro metabolismo: con l’aumento della massa magra l’organismo si abitua a consumare più energia, non solo durante l’attività, ma anche nei momenti di riposo. Le attività fisiche consigliate sono quelle aerobiche, ad esempio: camminare, correre, nuotare, andare in bicicletta, sui pattini, fare sci di fondo, canottaggio o ginnastica aerobica. È necessario ricordare che qualsiasi attività fisica andrebbe intrapresa gradualmente, praticata con regolarità e dovrebbe essere tarata sulle esigenze dell’individuo, soprattutto in caso di patologie.
  3. Controllo della glicemia

Un frutto, un cucchiaino di zucchero nel caffè e un piatto di pasta sembrano alimenti molto diversi, ma in realtà sono chimicamente simili, perché composti in massima parte da zuccheri. La presenza di zuccheri nel sangue, la cosiddetta glicemia, viene regolata dall’insulina, un ormone prodotto dal pancreas. L’insulina ha anche altri ruoli importanti: permette l’accumulo dei grassi e ci protegge da numerose malattie, come il diabete, l’infarto, l’obesità e le allergie.

Il meccanismo di azione dell’insulina è molto semplice:

  • quando la glicemia è troppo bassa l’insulina fa partire immediatamente lo stimolo della fame;
  • quando è troppo bassa, il pancreas produce subito la quantità di insulina necessaria per riportare la glicemia a un livello accettabile.

In altre parole il nostro corpo non ama gli eccessi: ha imparato durante l’evoluzione a considerare i picchi glicemici come eventi eccezionali, infatti i nostri antenati non avevano a disposizione la quantità di zuccheri a cui noi siamo abituati. Occorre notare che l’azione dell’insulina non si ferma quando la glicemia è arrivata a un livello normale: l’ormone continua la sua azione fino a far scendere la glicemia un po’ più in basso rispetto al livello di sicurezza. Da qui deriva l’ingannevole sensazione di fame che si scatena ad esempio una o due ore dopo aver mangiato un piatto di pasta.

Per evitare i picchi glicemici è possibile seguire alcuni semplici consigli:

  • Fare attenzione ai carboidrati ad alto indice glicemico, come lo zucchero, il pane e la pasta: ad essi andrebbero preferiti gli zuccheri contenuti nella frutta e nella verdura, anche a parità di calorie. La frutta e la verdura sono fondamentali anche per il loro apporto d’acqua e di fibre.
  • Limitare l’assunzione di carboidrati: in ciascuno dei tre pasti principali occorre inserire sempre una fonte proteica che dovrebbe occupare circa un terzo del volume totale del pasto. Gli ideatori della dieta GIFT suggeriscono, a questo proposito, di adottare il sistema del monopiatto.

Il monopiatto, che piacere!

La regola del monopiatto è molto semplice da seguire e ci garantisce un’alimentazione variata, sana e – perché no? – appetitosa. Per confezionare un monopiatto, possiamo attenerci alla composizione seguente:

  1. Un terzo (o meno) di carboidrati complessi, come pane, pasta, riso o patate.
  2. Un terzo (o meno) di proteine, contenute ad esempio nella carne, nel pesce, nel formaggio, negli affettati o nelle uova. Occorre preferire formaggi leggeri e, in generale, prodotti non conservati né trattati chimicamente. Tra le carni conservate è ottima la bresaola, da valorizzare accostandola ai formaggi o alle verdure fresche.
  3. Un terzo (o più) di alimenti ricchi di fibre, cioè frutta e verdura.

Il monopiatto andrebbe condito con olio a crudo oppure con erbe aromatiche. Perché non ricavare uno spazio in giardino per il basilico, il timo, il rosmarino, la salvia? Il monopiatto infine va assaporato masticando lentamente e prestando la massima attenzione ai segnali olfattivi e gustativi: solo così riusciremo veramente a trarre piacere da ciò che mangiamo, e non sfogare sugli alimenti i nostri stati d’animo e le nostre frustrazioni.

Consumo di alimenti di qualità

I nostri antenati, cacciatori e raccoglitori, si nutrivano di foglie, bacche e radici e, occasionalmente, anche di carne di animali grandi e piccoli. Le nostre abitudini alimentari attuali dovrebbero ricalcare quelle acquisite nel corso dell’evoluzione: le ricerche scientifiche, e prima di tutto il buonsenso, ci raccomandano di preferire alimenti freschi, crudi e ricchi di fibre e alimenti di qualità. La dieta GIFT, a questo proposito, ci consiglia di:

  • Mangiare frutta e verdura crude e senza condimento, se possibile intere (con buccia, semi, foglie, ecc). La frutta e la verdura, infatti, forniscono fibre e acqua in quantità, indispensabili per l’eliminazione delle scorie.
  • Preferire alimenti integrali e biologici, per l’elevato apporto di fibre e per la sostanziale riduzione delle sostanze inquinanti.
  • Preferire cibi colorati, digeribili e freschi.
  • Ridurre i cibi spazzatura. Gli alimenti che assumiamo possono essere impoveriti da processi di lavorazione industriale, come la raffinazione o la cottura. Possono contenere tutta una serie di additivi che ingannano i nostri sensi: conservanti, coloranti, antibiotici, ormoni, aromi, leganti e così via.
  • Tenere sotto controllo le intolleranze, anche verso gli alimenti di qualità. Le intolleranze alimentari possono ostacolare la dieta GIFT e quindi il dimagrimento: i medici consigliano di ruotare i cibi responsabili del disagio, in modo da ridurre lo stato infiammatorio. In questo modo risulterà più facile anche la regolazione della glicemia.

Conclusioni

I consigli che abbiamo riportato non possono prescindere da un ultimo fattore: il raggiungimento dell’equilibrio psichico. Gli eventi e le sensazioni negative, infatti, possono condizionare le nostre scelte alimentari e spingerci verso un’alimentazione poco virtuosa.

Ricordiamo infine che la dietaGIFT, come del resto tutte le diete, andrebbe intrapresa solo sotto controllo di dietologi esperti.

Vi auguriamo un buon percorso e… fateci sapere se il vostro “zainetto” si è alleggerito oppure è scomparso del tutto!

Sintesi a cura di Elisa Bruno

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