9 segreti sulle diete che nessuno vuole rivelarvi

by admin Tag: curiosità

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Ecco alcune grandi verità che l’industria alimentare e delle diete non vi dirà, ma che potrebbero aiutarvi a elaborare un approccio più realistico alla perdita di peso.

Anche se in questo momento non avete intenzione di perdere peso, è possibile che abbiate già sentito in giro questi slogan riferiti alle diete:

  • “Continua a mangiare quello che vuoi e perdi peso!”
  • “Perderai dieci chili in un mese!”
  • “Finalmente una dieta efficace!”
  • “Perdi una taglia in una settimana!”
  • “Ti consigliamo i tre bruciagrassi migliori “
  • “Un girovita più sottile in soli dieci minuti”!

Ma chiunque abbia provato a perdere uno, cinque o trenta chili, potrà facilmente smentire queste affermazioni. Perdere peso non è così semplice come sembra. Non basta una pillola, non basta un mese (di solito) e, a giudicare dalla miriade di diete che circolano in giro, non esiste una singola dieta che funzioni per tutti.

Lasciando perdere queste affermazioni eccessive, ecco alcune grandi verità che l’industria alimentare e delle diete non vi rivelerà, ma che potrebbero aiutarvi a elaborare un approccio più realistico a una perdita di peso controllata ed efficace.

È necessario fare più esercizio fisico di quanto si pensi

Generalmente, si raccomanda di fare almeno mezz’ora di esercizio fisico moderato in quasi tutti i giorni della settimana: tra le attività fisiche consigliate troviamo ad esempio il giardinaggio o spalare la neve. Queste attività vanno bene se si vuole migliorare la salute del cuore e mantenersi attivi, ma le ricerche dimostrano che chi cerca di perdere peso o di non riguadagnarlo dovrebbe fare di più: almeno il doppio dell’attività proposta.

Ad esempio, i membri del National Weight Control Registry (NWCR), un gruppo di più di 5.000 individui che hanno perso in media 25 chili e non li hanno recuperati per cinque anni e mezzo, fanno attività fisica per circa un’ora, ogni giorno.

Uno studio pubblicato nel numero del 28 luglio 2008 dell’Archives of internal medicine avvalora questi risultati sperimentali: i ricercatori hanno coinvolto 200 donne sovrappeso e obese in un programma di dieta ed esercizio fisico e le hanno monitorate per due anni. Rispetto a quelle che hanno recuperato in parte il peso perduto, le donne che sono state in grado di mantenere la perdita di peso del 10 per cento in un periodo di due anni, si sono dedicate all’attività fisica per molto tempo e con costanza: il loro impegno è stato dell’ordine di 275 minuti a settimana, oppure di 55 minuti in almeno cinque giorni della settimana.

In altre parole, le attività come salire le scale, andare a far la spesa a piedi e il lavoro in giardino sono un modo intelligente per muoversi di più, ma per perdere peso seriamente occorre fare attività fisica regolare, per almeno un’ora consecutiva. Questo non implica tuttavia che dobbiate iniziare a fare corsa o boxe a livello agonistico: i membri del gruppo NWCR hanno riferito che la loro attività fisica preferita è camminare.

Una camminata di mezz’ora non equivale a una fetta di torta

Una volta sono andato a mangiare fuori con gli amici dopo che avevamo fatto una scampagnata in bici. Qualcuno ha commentato che ci meritavamo proprio un bel dolce, perché avevamo appena finito una giornata di esercizio fisico; in realtà, però, avevamo fatto soltanto un giro di 20 minuti nel parco. Con quell’attività avevamo magari bruciato l’equivalente in calorie di una fetta di pane integrale, ma certamente non quelle contenute nella torta caramellata col cioccolato che ci tentava così tanto. Che sfortuna!

È davvero facile stimare per difetto il contenuto calorico di un alimento, ma è altrettanto facile stimare per eccesso le calorie che si bruciano con l’esercizio fisico. Seconda sfortuna!

Anche se fate una discreta attività fisica, non avete carta bianca per mangiare tutto quel che volete (a meno che già facciate sport a livello agonistico e abbiate il metabolismo di un sedicenne: in quel caso potreste comunque mangiare ciò che volete). Uno studio che indaga sui pregiudizi più diffusi relativi all’attività sportiva, pubblicato nel Journal of the American Dietetic Association conclude che , sebbene l’esercizio fisico bruci calorie durante e dopo l’esercizio stesso, per le persone in sovrappeso un eccessivo consumo di calorie ha un effetto limitato nella riduzione sostanziale del peso corporeo se si prescinde dalle modifiche nutrizionali. In altre parole, per perdere peso è necessario ridurre le calorie e aumentare l’esercizio fisico.

Si può trovare tempo per l’attività fisica

Se riuscite a trovare il tempo per leggere la posta, per guardare uno sceneggiato, per navigare in Internet, per andare a prendere un aperitivo/caffè con gli amici, per andare a cena fuori, per andare a comprarvi un vestito e così via, potrete sicuramente trovare il tempo anche per l’attività fisica. Sì, a volte sarà necessario sacrificare il tempo dedicato al sonno, alla TV, o al divertimento per riuscire a fare tutto. Sì, a volte dovrete dare la priorità all’attività fisica, e non a tutto il resto. Ma ne varrà la pena, sia per la salute, sia per la sensazione di benessere che proverete dopo esservi allenati.

Mangiare una maggiore quantità di un alimento solo non aiuta a perdere peso

L’industria alimentare spesso sfrutta gli ultimi ritrovati per il dimagrimento e li pubblicizza per venderli di più. Un esempio molto famoso è l’affermazione che spesso si sente in giro che mangiare una maggiore quantità di prodotti a base di latte aiuterebbe a perdere peso. Tuttavia, una recente analisi condotta su quarantanove esperimenti clinici effettuati dal 1966 al 2007 ha dimostrato che “né il supplemento di prodotti caseari né quello di semplice calcio hanno contribuito alla perdita di peso.”

L’idea che mangiare una maggiore quantità di un alimento solo aiuterebbe a perdere peso appare con estrema frequenza sugli scaffali dei supermercati (pensate, ad esempio, ai dolci a basso contenuto di grassi, ai cracker a basso contenuto di carboidrati, ai biscotti ricchi di cereali integrali e alle patatine prive di grassi insaturi), ma è del tutto contraria al concetto fondamentale che sta alla base di qualunque dieta: occorre mangiare di meno, e non di più.

Calorie in entrata = calorie in uscita?

Perché si ingrassa? La questione rimane tuttora controversa. Si ingrassa semplicemente perché la quantità di energia assunta è maggiore di quella bruciata? Oppure (e la questione diventerebbe più delicata) il tipo di calorie che assumiamo è importante ed evitare determinati tipi di calorie può contribuire a farci perdere peso o a non recuperarlo? I sostenitori delle diete a basso contenuto di grassi e carboidrati e i paladini della glicemia non sembrano d’accordo su questa questione.
Tuttavia molti sono concordi nell’affermare, come ci direbbe anche la logica, bere coca-cola per 500 calorie non è la stessa cosa che mangiare 500 calorie di pollo e insalata. Nel primo caso si tratta semplicemente di calorie “vuote”, ovvero di calorie che non apportano nessun beneficio nutrizionale reale e non sono molto efficaci per combattere la fame. Sia che vi atteniate alla semplice idea di tentare di bruciare più calorie di quelle che assumete, sia che proviate a evitare alcuni tipi di calorie, dovrete minimizzare l’assunzione di calorie “vuote” e aumentare al massimo quella di calorie ricche di sostanze nutrienti.

Il corpo congiura contro di me

Molta gente ha notato che perdere peso è difficile, ma riguadagnarlo è davvero facile. È un retaggio dei tempi antichi, quando il cibo non era così abbondante come oggi. I nostri recettori del gusto ci facevano desiderare i cibi ricchi di energia perché era necessario fare scorta di calorie da poter sfruttare nei tempi di magra. Facevamo festa quando potevamo, in previsione della carestia.

Ma ora che viviamo in un tempo d’abbondanza, questo sistema predispone molti di noi all’aumento di peso e alla ritenzione idrica. E, per le persone obese che si mettono a dieta, questo sistema è veramente difficile da disinnescare; nel loro caso, dopo aver perso peso aumenta la capacità di assorbire i liquidi e immagazzinare i grassi, e quindi diventa ancor più difficile dimagrire ulteriormente. Questo non implica che tutti coloro che perdono peso lo riacquistino in un secondo momento. Significa soltanto che dovete essere diligenti.

Anche il mio ambiente congiura contro di me

Ammettiamolo: la cultura dei paesi industrializzati non facilita il compito di chi tenta di mangiare sano e fare attività fisica. Secondo Linda Bacon, professore associato di dietologia presso l’Università della California, “è fortissima la pressione che ci spinge a mangiare per motivi che nulla hanno a che vedere con la nutrizione e, con l’andar del tempo, si perde la sensibilità ai segnali di fame/sazietà/appetito che hanno lo scopo di mantenerci sani e di assicurarci una corretta nutrizione. È difficile arrivare a una sana consapevolezza di sé dato il clima culturale e i cibi sani, ma nello stesso tempo nutrienti e piacevoli, sono meno accessibili rispetto ai cibi meno nutrienti.”

Il problema però non è irrisolvibile: forse è necessario mettere a dieta altri aspetti della nostra vita. La TV sarebbe il colpevole numero uno, perché molte pubblicità di alimenti, soprattutto di cibo spazzatura per i bambini, colpiscono proprio dal piccolo schermo. Altri fattori da mettere a dieta sono i fast food (in cui le porzioni sono alterate), l’influenza di un cattivo consigliere, oppure l’uso eccessivo dell’auto, a vantaggio delle passeggiate e della bicicletta.

Forse non è necessario dimagrire

Secondo alcuni, i problemi medici associati all’eccesso di peso sono davvero esagerati. Gina Kolata, giornalista scientifica del New York Times, mette in dubbio il fatto che la magrezza sia un obiettivo realistico o necessario per la maggior parte delle persone. Nel suo libro “Rethinking thin”, afferma che la perdita di peso è un obiettivo irraggiungibile per molte persone e che il dimagrimento spesso non ha nulla a che fare con la salute, ma riguarda piuttosto questioni di soldi o di moda e ideali utopici. Anche alcune ricerche recenti contestano l’idea che essere sovrappeso sia un male. Uno studio della Jama ha evidenziato che essere in sovrappeso di dieci chili non aumenta il rischio di malattie cardiache o di tumori, e potrebbe addirittura contribuire a ritardare le infezioni.

È vero che si può essere in forma e sani senza necessariamente essere magri, ed è altrettanto vero che le persone magre non sono necessariamente sane. Bisognerebbe concentrarsi sulla salute, piuttosto che sul peso, ma spesso le cose non vanno così. Cercare a tutti i costi una magrezza eccessiva potrebbe essere dannoso per la nostra salute, ma allo stesso tempo è fondamentale capire le conseguenze dell’obesità.

Non basta una dieta: ci vuole tutta una vita

L’industria delle diete vorrebbe indurci a pensare che è possibile perdere peso in fretta: una botta sola e via. Ma la maggior parte delle persone che non recuperano il peso dopo una dieta capiscono che l’alimentazione sana e l’esercizio fisico non sono rimedi temporanei, da cui liberarsi una volta raggiunta la taglia di jeans che si voleva. Si tratta in realtà di scelte relative allo stile di vita: scelte da fare sulla lunga distanza, e non a breve termine.

Traduzione a cura di Elisa Bruno

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. adi

    Buongiorno!
    Ho letto con interesse l’articolo proposto, che peraltro è la summa di quanto mi ripetono genitori/dietologi/personal trainer da 34 anni. Sono sempre stata una bambina e poi ragazza e ora donna “grassoccia” ;), e quando dico grassoccia intendo in senso piacevole (insomma, una donnina giunonica, di quelle che per centinaia di anni descrivevano con le loro forme morbide e burrose l’ideale di femminilità), che in certi periodi è stata però piuttosto in sovrappeso. Questo è uno di quei periodi, e ammetto che ho un po’ di magone quando mi guardo allo specchio, soprattutto perchè era da tanto che non mi ritrovavo davvero troppo grassoccia, anche se in passato non sono mai diventata una modella…
    La domanda che volevo porle è duplice:
    1) con l’avanzare dell’età è possibile che la facilità a perdere peso diminuisca? come si può contrastare questo effetto? e inoltre,
    2) per chi come me ha sempre dovuto mantenere un regime alimentare molto controllato, ed è stato aiutato a perdere peso da sostanze anoressizzanti in alcuni periodi e sotto controllo dell’endocrinologo, è possibile che ora che il problema peso si ripresenta (a distanza di 10 anni, tengo a precisarlo) una semplice dieta ipocalorica non sia sufficiente, o sia comunque molto molto lenta?
    La ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi.

  2. admin

    Esprimo di seguito i miei pareri, ma si ricordi che non sono dietologo e potrei quindi dare valutazioni errate:

    1 Non solo è possibile che con l’età si perda peso con maggior difficoltà, ma è anche probabile; cambia il metabolismo, cambia lo stile di vita, …Per contrastare questa realtà è necessario a mio parere maggior rigore alimentare e maggior esercizio fisico.

    2 E’ a mio parere possibile per quanto detto sopra, quindi generalmente o si persevera con la dieta in tempi più lunghi rispetto al passato, oppure si diminuiscono ulteriormente le calorie sotto controllo medico aumentando l’esercizio fisico (cioè le calorie in uscita.

    L’alternativa farmacologica rimane valida, ma solo ed esclusivamente dietro consiglio medico.

  3. riccardo frulli

    L’articolo è interessante e fa riflettere, ma vanno fatte alcune considerazioni di base del tutto necessarie.
    1) L’aumento di peso di norma è un fenomeno che ha una sua evoluzione nel tempo; non si ingrassa di punto in bianco di 10 kg in una settimana. Nella quasi totalità dei casi l’aumento del peso corporeo è il risultato di un insieme di piccoli passi che nel corso a volte di anni portano all’obesità. E’ da notare che in questo processo di crescita dei kg, il fattore tempo che trascorre permette al nostro organismo di abituarsi all’incremento di peso e di adattarlo di giorno in giorno alla nuova realtà. Il risultato è che il sovrappeso dopo questo processo temporale di adattamento costante sfocia in una una situazione di equilibrio (di sovrappeso). Il cosidetto grasso superfluo viene identificato dal nostro organismo come una componente consolidata e propria della nostra persona e pertanto va difesa. In poche parole, l’aver abituato nel tempo il nostro corpo ad adattarsi a piccoli passi, agli incrementi costanti di peso, lo ha messo in condizione di stabilire che quello è il nuovo giusto peso abituale.
    Avendo chiaro questo principio, risulta evidente il perchè qualsiasi dieta risulti inefficace nel breve periodo.Difatti, l’ipotesi di tentare di privare il nostro corpo del quantitativo di cibo al quale è stato abituato a ricevere, verrà catalogato come una seria minaccia all’equilibrio di sovrappeso consolidato. Ecco perchè se si cerca in poco tempo di dimagrire evitando, eliminando o riducendo il cibo il risultato è che dopo una precaria fase di dimagrimento, il nostro corpo avvertendo la situazione di ” carestia” e volendo difendere quello che è l’equilibrio ( di sovrapeso) al quale è stato abituato, farà di tutto per riprendere i kg momentaneamente persi e riportare così il peso allo stato prima della dieta. Tra l’altro questo processo di ” recupero del peso” proprio perchè identificato come una situazione d’urgenza, avviene molto rapidamente. Quante volte si è sentito tipo ” ho fatto una dieta di 2 mesi sono sceso di 5 kg, ma poi in 15 giorni ho ripreso tutto con gli interessi”. Infatti proprio con gli interessi, perchè il nostro organismo proprio perchè sentitosi minacciato da questa ” carestia” recupera il peso e anche qualcosa di più in previsione di un ulteriore attacco al suo equilibrio .
    L’unico reale ed efficace modo per dimagrire è l’abituare GRADUALMENTE il nostro corpo a dimagrire. Nel dettaglio, se abbiamo impiegato 10 anni a prendere 20 kg, ci vorranno almeno 5 anni a riperderli abituando il nostro corpo giorno dopo giorno, passo dopo passo a raggiungere il nuovo equilibrio. E in questo è essenziale non ridurre drasticamente i quantitativi , bisogna semplicemente ridurli garbatamente e lentamente, non dando perciò la sensazione al nostro organismo che si voglia minare l’equilibrio di sovrapeso. Solo riabituandolo a piccoli passi e con l’aiuto del tempo il nostro corpo, con molta calma, cosi come con molta calma si era adattato all’obesità, si potrà ottenere un dimagrimento stabile, perchè quello sarà a quel punto identificato come il nuovo peso d’equlibrio,

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