Farmaci per dimagrire

by admin Tag: Alli farmaci orlistat sibutramina Xenical

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L’obesità è una malattia cronica che colpisce molte persone. Per perdere peso e mantenerlo sul lungo periodo è necessario modificare la propria dieta ed impegnarsi in un regolare esercizio fisico. Alcune persone, tuttavia, potrebbero necessitare di ulteriori aiuti: come nel caso di altre malattie croniche, ad esempio il diabete o l’ipertensione, l’uso di farmaci con obbligo di ricetta potrebbe rivelarsi appropriato o addirittura indispensabile per il trattamento di gravi forme di sovrappeso e obesità.

I farmaci dimagranti con obbligo di ricetta dovrebbero essere utilizzati solo dai pazienti che si trovano in una situazione clinica di rischio a causa del loro peso. Non dovrebbero essere usati per ottenere un dimagrimento puramente “estetico”. Inoltre, i pazienti dovrebbero aver provato in precedenza a perdere peso mediante la dieta e l’attività fisica.

I farmaci per dimagrire che richiedono ricetta medica sono approvati soltanto per coloro che:

  • hanno un indice di massa corporea (IMC) pari o superiore a 30,
  • hanno un IMC pari o superiore a 28 ed una condizione di rischio collegata all’obesità, come ad esempio ipertensione, diabete o dislipidemia (quantità anomala di grassi nel sangue).

L’IMC misura il peso in relazione all’altezza e aiuta a stabilire se la salute è a rischio a causa del peso. Un IMC compreso tra 18,5 e 24,9 è considerato sano, se l’IMC è compreso tra 25 e 30 è considerato sovrappeso, mentre se supera 30 si parla di obesità.

Sebbene la maggior parte degli effetti collaterali dei farmaci per dimagrire sia di lieve entità, sono state riportate complicazioni anche gravi.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno l’obiettivo di presentare alcune opzioni disponibili, ma non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

Farmaci per dimagrire

La Tabella 1 elenca schematicamente i farmaci che potrebbero essere prescritti per aiutarvi a perdere peso.

Tabella 1

Nome generico Approvato come farmaco dimagrante in Italia
Tipo Effetti collaterali frequenti
Sibutramina (Ectiva, Reductil) Sì; lungo termine (fino a un anno) per adulti Antiobesità Aumenta la pressione e la frequenza cardiaca
Fentermina No, non in commercio Antiobesità Aumenta la pressione e la frequenza cardiaca, insonnia, nervosismo
Dietilpropione No, non in commercio Antiobesità Vertigini, mal di testa, insonnia, nervosismo
Fendimetrazina No, non in commercio Antiobesità Insonnia, nervosismo
Orlistat Sì; lungo termine (fino a un anno) per adulti e bambini di età superiore ai 12 anni Inibitore delle lipasi Problemi gastrointestinali (crampi, diarrea, steatorrea)
Bupropione (Elontril, Wellbutrin, Zyban) No Antidepressivo Secchezza delle fauci, insonnia
Topiramato (Topamax) No Antiepilettico Intorpidimento della pelle, modifiche nel gusto
Zonisamide (Zonegran) No Antiepilettico Sonnolenza, secchezza delle fauci, vertigini, mal di testa, nausea
Metformina (Metforal, Metfonorm, …) No Cura del diabete Debolezza, vertigini, gusto metallico, nausea

La maggior parte dei farmaci dimagranti viene approvata per l’uso sul breve periodo, cioè per alcune settimane, ma i medici possono consigliare l’uso di tali farmaci per periodi più lunghi: questa pratica viene definita “uso off-label” oppure “uso fuori scheda tecnica”.  La sibutramina e l’orlistat sono gli unici farmaci dimagranti approvati per l’uso a lungo termine nei pazienti gravemente obesi, tuttavia la loro sicurezza ed efficacia non sono state verificate per un uso superiore ai due anni.

Anoressizzanti (inibitori dell’appetito)

La maggior parte dei farmaci dimagranti attualmente in commercio  sono anoressizzanti, cioè inibitori dell’appetito. Di questa categoria fanno parte: la sibutramina, la fentermina, la fendimetrazina e il dietilpropione. I farmaci anoressizzanti favoriscono il dimagrimento diminuendo l’appetito od aumentando la sensazione di sazietà. Questi farmaci inibiscono il senso di fame aumentando la quantità di uno o più neurotrasmettitori che influiscono sull’umore e sull’appetito. La fentermina e la sibutramina sono i farmaci inibitori dell’appetito prescritti più di frequente negli Stati Uniti.

Tra i vari inibitori dell’appetito ricordiamo anche le anfetamine, tuttavia, non è consigliabile usarle per la cura dell’obesità, poiché presentano un alto rischio di abuso e dipendenza.

Inibitori delle lipasi

L’orlistat (Xenical e Alli) riduce di circa un terzo la capacità del nostro corpo di assorbire i grassi assunti con la dieta. Per questo scopo blocca l’enzima lipasi, il responsabile della demolizione dei grassi, ed in questo modo  il corpo non è più in grado di assorbirle, quindi sono eliminate e vengono assimilate meno calorie.

Nel corso di quest’anno (2009) l’orlistat è stato approvato come medicinale da banco (OTC), unicamente per la vendita ai pazienti maggiorenni. Questo significa che lo si può comprare senza ricetta medica. La versione da banco dell’orlistat è in vendita con il nome commerciale di “Alli“. Alli è stato pensato per essere assunto con una dieta a basso contenuto calorico e di grassi, con un regolare esercizio fisico e con un corretto apporto vitaminico giornaliero. I suoi effetti collaterali sono quelli tipici dello Xenical per cui, al contrario, è necessaria la ricetta. Tutti coloro che hanno intenzione di assumere Alli dovrebbero valutare con il proprio medico o farmacista i suoi effetti collaterali, le interazioni con gli altri farmaci e i consigli per un uso corretto.

Altri farmaci per dimagrire

Finché non sono disponibili ulteriori informazioni sulla sicurezza e sull’efficacia, non è consigliabile usare combinazioni di farmaci dimagranti.
I farmaci sottoelencati non sono approvati dalla FDA per la cura dell’obesità, tuttavia gli studi clinici dimostrano che questi farmaci possono essere utili per il dimagrimento a breve termine e che potrebbero essere prescritti off-label.

Farmaci antidepressivi

Alcuni farmaci antidepressivi sono stati studiati dal punto di vista dell’inibizione dell’appetito. Pur essendo approvati dalla FDA per la cura della depressione, il loro uso come dimagranti è off-label. Le ricerche condotte su questi farmaci di solito hanno dimostrato che i pazienti perdono un po’ di peso per un periodo massimo di 6 mesi, ma gli stessi pazienti tendono a riacquistarlo nel periodo successivo anche se ancora in cura con quei farmaci.

Fa eccezione il bupropione (Zyban, Wellbutrin, Elontril): in uno studio i pazienti in cura con il bupropione hanno mantenuto la perdita di peso per un anno al massimo.

Che cos’è l’uso off-label?

La FDA negli Stati Uniti e il Ministero della Salute in Italia regolano le indicazioni riporate da parte della casa produttrice sul foglietto illustrativo, ma questi controlli non limitano la possibilità che hanno i medici di prescrivere il farmaco per condizioni diverse, in dosi diverse o per diversi periodi di tempo.

La pratica che consiste nel prescrivere farmaci per periodi di tempo o per malattie non approvate è nota come uso off-label.

Questo utilizzo è consueto nella cura di molte malattie, ma non dovreste avere remore a chiedere al vostro medico se sta usando un farmaco o una combinazione di farmaci in un modo non approvato. L’uso di più di un farmaco dimagrante alla volta (terapia farmacologica combinata o cocktail farmacologico) è un esempio di uso off-label.

L’uso di farmaci dimagranti diversi dalla sibutramina o dall’orlistat per un periodo di tempo non breve (ad esempio, per più di alcune settimane) è considerato come uso off-label.

Farmaci antiepilettici

È stata dimostrata l’efficacia come dimagranti di due farmaci usati per trattare l’epilessia: il topiramato (Topamax) e la zonisamide (Zonegran).  Si sta studiando se questi farmaci sono efficaci nella cura dell’obesità.

Farmaci per la cura del diabete

La metformina, un farmaco per la cura del diabete, può consentire dimagrimenti di lieve entità nelle persone affette da obesità e da diabete di tipo 2. Il funzionamento di questo farmaco come dimagrante non è chiaro, ma le ricerche hanno dimostrato che i pazienti che lo assumono hanno meno appetito e mangiano meno.

Combinazioni di farmaci

La cura combinata che usa la fenfluramina e la fentermina (nota come “fen/phen”,) non è più disponibile, perché la fenfluramina è stata ritirata dal mercato dopo che alcuni pazienti hanno riferito gravi problemi cardiaci e polmonari. Attualmente sono disponibili poche informazioni sulla sicurezza e sull’efficacia di altre combinazioni di farmaci dimagranti, come ad esempio orlistat e sibutramina, combinazioni erboristiche ed altre. Finché non saranno disponibili informazioni sulla sicurezza e sull’efficacia, l’uso delle combinazioni di farmaci è sconsigliabile, a meno che non si partecipi a uno studio sperimentale.

Farmaci in fase di sviluppo

Attualmente si stanno testando molti farmaci come cura potenziale dell’obesità. La casa produttrice di un farmaco, il rimonabant, nel 2007 ha fatto domanda per l’approvazione negli Stati Uniti, ma l’ha ritirata dopo che un comitato scientifico ha sconsigliato l’uso del farmaco. Pur essendo approvato in altri paesi, il rimonabant non è approvato negli Stati Uniti.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto il divieto di vendita del rimonabant (Acomplia) prodotto da Sanofi Aventis, su tutto il territorio nazionale a seguito della raccomandazione Emea di sospenderne l’autorizzazione all’immissione in commercio in tutti i Paesi europei. Il Comitato per i medicinali per uso umano dell’EMEA (CHMP), infatti, in seguito alla valutazione delle informazioni disponibili sui benefici e sui rischi di Acomplia ha confermato che il rischio di disturbi psichiatrici nei pazienti in trattamento con questo farmaco è raddoppiato rispetto a coloro che assumono placebo e che tali eventi avversi non possano essere tenuti sotto controllo con ulteriori misure di minimizzazione del rischio.
Acomplia, in commercio in Europa dal 2006 e in Italia da aprile 2008, era utilizzato come terapia aggiuntiva alla dieta e all’esercizio fisico per il trattamento di pazienti obesi, o in sovrappeso, in presenza di fattori di rischio.

Benefici potenziali della terapia farmacologica

I pazienti rispondono diversamente ai farmaci dimagranti e alcuni perdono più peso rispetto ad altri. I farmaci dimagranti consentono un dimagrimento medio di circa 4,5 chilogrammi in più rispetto a quanto perdereste con terapie non farmacologiche per l’obesità. Il dimagrimento massimo di solito si verifica entro 6 mesi dall’inizio della terapia. Durante il resto della cura, il peso tende a rimanere stabile o ad aumentare.

A breve termine il dimagrimento negli individui obesi può ridurre molti rischi legati alla salute. Le ricerche hanno dimostrato che il dimagrimento dovuto ai farmaci migliora la pressione sanguigna, il colesterolo nel sangue, i trigliceridi (grassi) e l’insulino resistenza (l’incapacità del corpo di usare gli zuccheri contenuti nel sangue). Ricerche recenti suggeriscono che l’uso sul lungo periodo dei farmaci dimagranti potrebbe contribuire a non riacquistare il peso perso, tuttavia sono necessari ulteriori ricerche per stabilire gli effetti a lungo termine dei farmaci dimagranti sul peso e sullo stato di salute generale.

Potenziali rischi e pericoli

Le ricerche devono ancora stabilire gli effetti a lungo termine dei farmaci dimagranti. Finora, lo studio più lungo è un’indagine sull’orlistat durata 4 anni. La maggior parte delle altre ricerche è durata da 6 a 12 mesi, o anche meno. Gli studi fatti inoltre non hanno ancora esaminato gli effetti collaterali rari (quelli che si verificano in meno di un paziente su mille) e la durata ottimale della terapia rimane sconosciuta.

Se state valutando di assumere farmaci per la cura dell’obesità per un lungo periodo, dovreste tenere a mente le seguenti categorie di problemi e rischi potenziali.

  • Abuso e dipendenza potenziali

    Attualmente tutti i farmaci con obbligo di ricetta impiegati nella cura contro l’obesità (tranne l’orlistat) sono controllati, cioè i medici devono attenersi a restrizioni specifiche quando li prescrivono. Sebbene l’abuso e la dipendenza non siano frequenti per i farmaci anoressizzanti non anfetaminici, i medici dovrebbero usare cautela quando li prescrivono a pazienti con pregresso abuso di alcool o di altre droghe.

  • Tolleranza

    La maggior parte delle ricerche condotte sui farmaci dimagranti mostrano che il peso del paziente tende a stabilizzarsi dopo 6 mesi, anche se la terapia prosegue. Sebbene alcuni pazienti e medici si possano preoccupare per un possibile fenomeno di tolleranza al farmaco, la stabilizzazione del peso potrebbe significare che il farmaco non è più efficace. Secondo gli studi attualmente a disposizione, non è chiaro se l’aumento di peso nel corso della terapia sia imputabile alla tolleranza al farmaco. Una ricerca recente ha dimostrato che l’orlistat contribuisce al mantenimento del peso su un periodo di tre anni, ma sono necessarie ulteriori ricerche per confermare queste scoperte e fare indagini su altri farmaci.

  • Riluttanza a modificare il comportamento mentre si usano farmaci con obbligo di ricetta

    I pazienti sovrappeso o obesi dovrebbero poter ricorrere a terapie mediche per prevenire i fattori di rischio che possono causare malattie gravi o il decesso. I farmaci dimagranti, tuttavia, non sono bacchette magiche o rimedi definitivi contro questa malattia cronica. Dovrebbero essere sempre assunti in combinazione con una dieta sana e con una maggiore attività fisica.

  • Effetti collaterali

    Poiché i farmaci dimagranti sono usati per curare una malattia che affligge milioni di persone, la maggior parte delle quali è sostanzialmente sana, la possibilità che gli effetti collaterali possano superare i benefici è una preoccupazione di primaria importanza. La maggior parte degli effetti collaterali di questi farmaci è di lieve entità e di solito regredisce con il proseguimento della terapia. Molto raramente sono stati descritti esiti gravi o addirittura fatali. Di seguito elenchiamo alcuni effetti collaterali di questi farmaci.

    • Orlistat
      Tra gli effetti collaterali dell’orlistat troviamo: crampi, disagio intestinale, flatulenza, diarrea e perdita di feci oleose. Di solito questi effetti collaterali sono temporanei e di lieve entità, ma possono peggiorare se si assumono cibi ad alto contenuto di grassi. Inoltre, poiché l’orlistat riduce l’assorbimento di alcune vitamine, i pazienti dovrebbero assumere un integratore almeno due ore prima o dopo l’assunzione del farmaco.
    • Sibutramina
      I principali effetti collaterali della sibutramina sono l’aumento della pressione e l’aumento della frequenza cardiaca: di solito non sono rilevanti, ma possono destare preoccupazione per alcuni pazienti. Tra gli altri effetti collaterali troviamo: mal di testa, secchezza delle fauci, costipazione e insonnia. I pazienti affetti da ipertensione non adeguatamente trattata, da malattie cardiache, da irregolarità nel battito o con attacchi cardiaci pregressi non dovrebbero assumere la sibutramina, e tutti i pazienti che assumono questo farmaco dovrebbero farsi controllare regolarmente la pressione.
    • Altri anoressizzanti
      La fentermina, la fendimetrazina e il dietilpropione potrebbero causare sintomi di insonnia, nervosismo ed euforia (sensazione di benessere immotivata). Le persone affette da malattie cardiache, da ipertensione, da glaucoma o da ipertiroidismo non dovrebbero usare questi farmaci.
      Due farmaci anoressizzanti (la fenfluramina e la dexfenfluramina) sono stati ritirati dal mercato nel 1997. Questi farmaci, usati da soli e in combinazione con la fentermina (“fen/phen”) erano collegati allo sviluppo di malattie delle valvole cardiache e dell’ipertensione polmonare primaria (PPH), una malattia rara ma potenzialmente letale che colpisce i vasi sanguigni polmonari. Sono stati riportati solo pochi casi di PPH nei pazienti che assumevano la fentermina non in combinazione con altri farmaci, ma non si può escludere la possibilità che l’uso di fentermina sia connesso con la PPH.

Le domande frequenti (FAQ) sui farmaci dimagranti

Poiché l’obesità è una malattia cronica, le terapie, siano esse farmacologiche o non farmacologiche, potrebbero continuare per anni, o addirittura per tutta la vita, per migliorare le condizioni di salute e mantenere il peso forma.


I farmaci possono sostituire l’attività fisica o le modifiche alle abitudini alimentari come modo per dimagrire?

No. Le ricerche dimostrano che il funzionamento dei farmaci dimagranti è ottimale quando essi vengono assunti in combinazione con un programma di controllo del peso che contribuisca a migliorare le abitudini per quanto concerne la dieta e l’attività fisica. Chiedete al vostro medico come migliorare la dieta e fare una maggiore attività fisica.


Come faccio a decidere quale farmaco è adatto per me?

La scelta di un farmaco dimagrante è una decisione che spetta al vostro medico, che può valutare attentamente gli effetti collaterali del farmaco, la storia medica della vostra famiglia, il vostro stato di salute corrente e le medicine che state assumendo.


Quali precedenti, malattie o farmaci potrebbero influenzare la mia decisione di assumere un farmaco dimagrante?

Informate il vostro medico se vi riconoscete in una delle condizioni elencate di seguito, poiché si tratta di fattori che possono influenzare la scelta dei farmaci dimagranti:

  • precedenti di abuso di droga o di alcool,
  • precedenti di disordini alimentari,
  • precedenti di depressione o di sindrome maniaco depressiva,
  • gravidanza o allattamento al seno,
  • emicrania che richiede terapia farmacologica,
  • glaucoma,
  • diabete,
  • malattie cardiache, ad esempio irregolarità nel battito cardiaco,
  • ipertensione.
  • uso di farmaci che fluidificano il sangue,
  • uso di inibitori delle monoammino ossidasi (o “MAO”) o di farmaci antidepressivi,
  • intenzione di sottoporsi ad interventi chirurgici che richiedono anestesia generale.

Per quanto tempo dovrò assumere farmaci dimagranti per curare l’obesità?

La risposta dipende dall’efficacia del farmaco e dagli eventuali effetti collaterali. Poiché l’obesità è una malattia cronica, potrebbe essere necessario continuare le terapie non farmacologiche, come le modifiche della dieta e l’attività fisica regolare, per anni, e magari anche per tutta la vita, per migliorare lo stato di salute e mantenere il peso raggiunto. Tuttavia, come molti altri tipi di terapie, non ci sono ancora sufficienti informazioni sulla sicurezza e sull’efficacia come dimagranti di questi farmaci, qualora vengano assunti per diversi anni. Una ricerca ha dimostrato che l’uso intermittente (un mese di terapia e un mese di pausa) potrebbe aiutare alcune persone a perdere peso e a mantenere il peso forma, ma sono necessarie ulteriori ricerche.


Riacquisterò parte del peso perduto quando interromperò la terapia con i dimagranti?

Probabilmente sì. La maggior parte delle ricerche dimostrano che la maggioranza dei pazienti che interrompono la terapia con i dimagranti riacquista il peso perduto. Mantenere una dieta sana e abituarsi all’attività fisica può far sì che riacquistiate meno peso o che lo manteniate stabile.


I bambini o gli adolescenti possono usare i farmaci dimagranti?

Attualmente l’orlistat è approvato in America per l’uso con obbligo di ricetta per gli adolescenti di età superiore ai 12 anni. Gli altri farmaci dimagranti non sono approvati per l’uso nelle persone di età inferiore ai 16 anni, sebbene siano in corso ricerche sui bambini e sugli adolescenti. La sibutramina e la metformina sono i due farmaci attualmente sottoposti a esperimenti clinici. Secondo i primi risultati sembrerebbero sicuri ed efficaci, ma sono necessarie ulteriori ricerche e questi due farmaci non sono approvati dalla FDA per l’uso sui bambini o sugli adolescenti.


L’assicurazione copre i costi dei farmaci dimagranti?

Contattate la vostra compagnia assicurativa per scoprire se il farmaco dimagrante con obbligo di ricetta è coperto dal vostro piano assicurativo. Una prescrizione della durata di un mese può essere economicamente impegnativa. Chiedete al vostro farmacista quanto verrebbe a costare un mese di terapia con il farmaco che state pensando di assumere.


La maggior parte dei pazienti non dovrebbe pensare di poter raggiungere il “peso forma” usando i farmaci attualmente sul mercato. Tuttavia, persino una perdita di peso moderata, dal 5 al 10 per cento del peso iniziale, può migliorare il vostro stato di salute. Siete voi che, insieme al vostro medico, potete fare una scelta informata e decidere se il farmaco può entrare utilmente a far parte del programma di controllo del peso.

Traduzione e integrazione a cura di Elisa Bruno

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. annibale

    Io sono calato con sibutramina, calcio piruvato, biotina, carnitina, cromo picolinato: da 102 a 82 per 173 cm in 6 mesi con dieta a zona e molta molta attività fisicca che prima non facevo più da tempo, ma ora non riesco più a calare nonostante dieta e attività fisica, qualcuno mi da qualche consiglio?

  2. g_48

    Da circa un anno e mezzo sono in cura per bulimia. Tengo un diario alimentare, sono seguita da una psicologa ma sono stata visitata solo due volte dalla psichiatra (ke mi ha indirizzata alla psicologa e poi ha cambiato ospedale), la quale mi ha prescritto la sertralina (ke ho smesso di prendere dopo circa sei mesi, in quanto nessun medico si era preso la briga di dirmi se continuare o meno, né di avvisarmi che mi avrebbe provocato così tanta sonnolenza). Peso 108 kg per 1,6m. Sono stata io a richiedere al mio medico l’impegnativa per la visita psichiatrica, la prima volta, un gesto ke mi è costato moltissimo. Sempre io, dato il fallimento con la psichiatria e la psicologia, ho chiesto allo stesso medico un’impegnativa per fare una visita relativa alla chirurgia dell’obesità. Sto seguendo questo percorso (visite su visite) e non è facile, la paura di “andare sotto i ferri” con un bimbo piccolo da crescere è molto forte, ma d’altro canto è più forte in me il desiderio di non lasciare solo mio figlio xké a 30 anni magari faccio un infarto, e soprattutto è forte la paura di trasmettergli questa mia ossessione per il cibo. Mi chiedo, dato che esistono dei farmaci ke potrebbero aiutarmi, perché non mi sono stati mai proposti da nessun medico – a parte un antidepressivo (di cui io non necessito) come la sertralina che, riguardo al cibo, non mi ha aiutato granché. Mi chiedo: ma il mio medico di base, se può prescrivere questi farmaci, perché non me li ha suggeriti (ovviamente in concomitanza con la terapia)?

    1. admin

      Prima di qualsiasi altra considerazione, tengo ad esprimerle la mia più sincera ammirazione per il coraggio, la forza di volontà e non ultima la lucidità dimostrata; il suo esempio è davvero una lezione di vita per chiunque.

      Premesso che non sono dietologo e il suo caso esula probabilmente dalle mie competenze, proverò ugualmente ad ipotizzare una risposta alle sue domande.
      Gli antidepressivi sono molto spesso parte integrante di terapie volte ad una consistente perdita di peso e/o problemi psicologici legati al cibo; anche se la sua forza di volontà si è dimostrata davvero incrollabile ed al di sopra della pessima assistenza che ha ricevuto, non escluderei a priori l’idea di reiniziare la cura se uno specialista glielo consigliasse: in alcuni momenti di difficoltà potrebbe fare la differenza.

      Al momento in Italia esiste un unico farmaco per la cura dell’obesità, l’orlistat, perchè la sibutramina è stata da poco sospesa dalla commercializzazione in attesa di ulteriori approfondimenti; è possibile che il suo medico non le abbia proposto questa opportunità a causa della bulimia, che richiede probabilmente un approccio diverso e sopratutto più completo della sola necessità di perdere peso.

      La via chirurgica è sicuramente una possibilità ma, l’idea che mi sono fatto e che però può essere viziata da una conoscenza parziale della situazione, è che le manchi in questo momento uno specialista che si faccia completamente carico del suo problema e le consigli le soluzioni migliori; sicuramente i diversi specialisti che sta incontrando nel processo di avvicinamento all’intervento possono in parte sopperire, ma probabilmente se la psichiatra a cui si era rivolta inizialmente non avesse cambiato struttura la situazione sarebbe senza dubbio più chiara.

      Non me la sento di esprimere consigli, ma non scarterei l’idea di cercare una figura (magari un dietologo od uno psiachiatra specializzato nei disturbi alimentari), nel pubblico o nel privato, che possa valutare nel complesso la sua situazione per suggerire gli interventi (psicologici, farmacologici, alimentari ed eventualmente chirurgici) più adatti a lei.

      Per quanto possa valere ha davvero tutta la mia ammirazione.

  3. lamia07071981

    Buongiorno Admin.
    Sono alta 1.52 e peso 53 kg ho comprato Alli (farmaco senza obbligo di ricetta) facendo la cura x un mese ho xso un kg. ma comunque è indicato a persone che assumono grassi… Io in settimana mangio insalata pasta, carne bevo 1.5/2 litri d’acqua al giorno, e pochissimi dolci .. ho il metabolismo lento..vorrei prendere il farmaco sibutramina secondo me è più indicato al mio problema, è prescrivibile giusto? non vorrei andare dal mio medico di base e fare figuracce.. :) spero di perdere qualcosa il mio peso forma sarebbe 44 kg.
    fatemi sapere.. grazie mille

    1. admin

      E’ stato ritirato dal commercio, che io sappia in Italia al momento si trovano solo Alli e Xenical.

  4. luccio

    Salve,
    in un anno e mezzo di terapia con prozac, topamax, wellbutrin (tutti e tre nel corso della giornata) sono dimagrito oltre 55 chili, sotto controllo medico, e seguito da una nutrizionista, ero obeso, ora sono in linea, ma non consiglio questi farmaci.
    Attualmente rilevo una perdita di capelli, nonostante non sia un fattore genetico e apparentemente io sia in buona salute, tutti puntano il dito contro la terapia quasi conclusa, dermatologa inclusa, che con un piccola cura rinforzante di due mesi mi ha rassicurato.
    Chiedo, nonostante il mio psichiatra neghi, la perdita di capelli è causata dalla terapia sopra scritta?
    Giorni trascorsi con apatia, rimbambimento, stanchezza fisica, salivazione completante assente, miopia peggiorata, poi riassestatasi, sensazione di non essere realmente presente, desiderio sessuale sparito, e ora ho solo una gran paura di scoprire i probabili gravi danni fisici causati da questo anno e mezzo di terapia.

    saluti

    1. admin

      Premesso che a mio parere i 55 Kg persi da un punto di vista strettamente sanitario la ripagheranno ampiamente degli effetti collaterali descritti (ha abbattuto il rischio di infarto, ictus, diabete, ipertensione ed altro ancora), è possibile che, magari indirettamente, la terapia abbia avuto un peso nella perdita dei capelli, ma sarebbe a questo proposito interessante conoscere anche la dieta seguita.
      Nessuno dei 3 farmaci causa direttamente la perdita dei capelli e, il fatto che sia comparsa proprio adesso (nel cambio di stagione) e dopo 1 anno e mezzo dall’inizio della terapia, mi fa in ogni caso pensare che non siano stati direttamente i farmaci, ma la situazione nel suo insieme.
      E’ ovviamente solo il mio parere.

    2. io

      caro luccio
      probabilmente la perdita dei capelli che riscontri non è legata direttamente ai farmaci assunti (anche se alcuni antidepressivi hanno questo effetto collaterale, sul prozac in questo momento non ti saprei dire), molto più probabilmente il fatto di aver perso tutti quei kg in un range di tempo relativamente basso ti ha portato ad avere degli scompensi, delle carenze che hanno indotto la caduta. spesso si verificano effluvi in seguito a diete drastiche o forti perdite di peso.
      visto che hai già consultato un dermatologo, ti avrà già chiesto che tipo di capelli perdi (lunghi o molto corti e sottili) dove li perdi (tempie e vertice o diffusamente su tutto il cuoio capelluto), quanti ne perdi (200 al giorno o 20 al giorno), e ti avrà fatto fare tutte le analisi del caso, controllando sideremia, ferritinemia, cupremia, zinchemia, magnesemia, vitamine gruppo B, emoglobina ecc
      che non sia familiare c’entra e non c’entra, mi spiego: non pensi sia genetico perchè i tuoi genitori non hanno perso i capelli, ma potrebbero averli persi i nonni, zii, bisnonni, non è una conditio sine qua non in ogni caso, è possibile che si verifichi una caduta di tipo androgenetico anche se APPARENTEMENTE nessun altro nella famiglia ne è soggetto, e dirò di più, un evento scatenante importante, come uno shock, un intervento chirurgico, febbri molto elevate e durature, perdite di peso importanti e altri ancora, può innescare una alopecia latente, che sarebbe uscita lo stesso in un momento diverso.

      io personalmente sono contraria all’uso di farmaci per la perdita di peso, a meno che il grado di obesità non sia davvero elevato. trovo che sia preferibile un calo ponderale più lento, legato al cambiamento dello stile di vita e alla corretta educazione alimentare del paziente, dopo essersi accertati che l’obesità non sia anche una conseguenza di situazioni patologiche sottostanti.
      in bocca al lupo!

  5. luccio

    Salve,
    ringrazio per la risposta, è la stessa che da tempo mi sento dare dallo psichiatra.
    Vorrei poter se possibile porre un mio ultimo dubbio, negli ultimi mesi ho smesso di fumare, utilizzando la sigaretta elettronica, questa utilizza glicerina vegetale, glicole propilenico e semplici aromi, possibile che queste sostanze possano aver influito negativamente con la terapia che ricordo è: prozac, topamax, wellbutrin?
    Sarebbe realmente pericoloso se così fosse, io non ho capacità per poterlo fare.

    Vi ringrazio ancora.

  6. cristiana

    conosco molto bene il Reductil gli effetti e a chi va prescritto, solo una cosa non si capisce e vorrei tanto saperlo. Reductil non è un’anfetamina (questi si utilizzavano come farmaci per l’obesità almeno vent’anni fa). La sibutramina che porta sul Prontuario Nazionale il codice di Classificazione Anatomica Terapeutica Chimica (ATC) A08AA, è quindi classificato come appartenente alla categoria “Farmaci contro l’obesità ad azione centrale”. L’ho comprato online senza ricetta medica sul sito http://www.*************.*** mi e’ arrivato in quasi 2 settimane, deve prendere una compresa al giorno prima della colazione, se prendi quello di 10 o di 15 mg non devi prendere piu’ di una pillola.

    1. admin

      A seguito di una rivalutazione della sicurezza e dell’efficacia della sibutramina, il Comitato dell’Agenzia dei Medicinali per uso Umano ha concluso che i benefici della sibutramina non superano i potenziali rischi, pertanto ha deciso di sospendere tutte le autorizzazioni alla immissione in commercio dei medicinali contenenti sibutramina nell’Unione Europea.

      Consiglio caldamente di astenersi dall’uso del farmaco, peraltro potenzialmente alterato avendolo comprato attraverso canali non ufficiali.

  7. anima fragile

    ho bisogno di sapere come o dove posso trovare la fendimetrazina on line

  8. Roberta

    Buongiorno ,

    vi scrivo in quanto ho bisogno di qualche informazione perchè sto riprendendo peso dopo tanti sacrifici fatti. Avevo iniziato una dieta con una Dott.ssa specialista in medicina interna che oltre al programma alimentare mi aveva prescritto delle pillole di fendimetrazina. Poi la notizia del ritiro e non l’ho presa per niente bene perchè ho dovuto smettere di colpo.

    Ho sempre avuto problemi di peso e nonostante tutte le diete provate con o senza aiuto di farmaci sono state sempre inefficaci.

    Finalmente stavo perdendo peso,mangiavo il giusto e quresto mi motivava anche nello svolgere una regolare attività fisica.. ma poi ho dovuto sospendere la terapia così da un giorno all’altro senza nemmeno scalare i dosaggi come mi era stato raccomandato perchè qui hanno deciso di toglierla dal commercio e oltre a sentirmi demotivata ho ripreso anche 7kg da agosto ad oggi. Questo non è giusto, tutti i medicinali fanno male se assunti non correttamente e io volevo solo raggiungere il mio peso forma.

    E’ stata una terapia che ero ben felice di aver intrapreso perchè mi stava dando risultati.. ora cosa posso fare? potete darmi qualche consiglio o sapete dirmi se c’è la possibilità tramite una visita di poter finire in qualche modo la cura iniziata? Non voglio perdere i benefici ottenuti.. con il rischio di riprendere ulteriore peso e perdere tutti i sacrifici fatti, anche in termini economici .

    Ringrazio per il tempo.

    Saluti,

    Roberta

    1. admin

      Purtroppo non c’è modo di terminare la cura così come era stata pensata in origine, ma ritengo che a questo punto l’unica strada percorribile nel suo caso sia di affidarsi nuovamente allo stesso medico per valutare con lei come modificare l’approccio alla dieta.

    2. Roberta

      ma è una cosa che possono fare? prima danno la possibilità di un aiuto a controllare l’appetito poi di punto in bianco lo tolgono senza preavvisi e niente oltretutto per un farmaco che raccomandano di smettere a scalare? non mi sembra legale come cosa…

  9. Roberta

    Si, la mia dottoressa ha studiato una formula con efedrina che sto provando da circa un mese.. ma mi aveva avverita che non ha effetto su tutti, dipende dalle persone, infatti mi ha detto intanto proviamo con questa poi vediamo.. su di me non sta avendo effetti perciò boh.. e intanto sto spendendo un sacco di soldi e poi l’idea di passare da una cosa a un’altra finchè non si trova qualcosa di adatto a me non è che sia allettante

    1. admin

      Per quanto riguarda la fendimetrazina come tutti i farmaci, nel momento in cui emerge un rapporto rischio-beneficio non favorevole o come in questo caso decisamente sfavorevole (deve immaginare non il suo caso specifico, ma l’analisi su migliaia di casi), è prassi consolidata l’immediato ritiro dal commercio.

  10. Vivi

    non mi sento bene con … sempre mi sento stanco. Ho provato a prendere acomplia e vedo che funziona per me e io sono ok. Ho preso Acomplia 20 mg sul sito ***.********.*** e sono dimagrita 15 kg in 2 mesi non ingrasso più. La fame c è sempre un p ,ma è più sopportabile. Spero che non mi dia problemi in futuro, io lho acquistato acomplia 20 mg recivuto in 11 giorni senza problemi. Dopo sei non mangio nulla e anche vado in palestra.

    [http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/vietata-la-vendita-del-farmaco-acomplia NO link a siti di commercio illegali, grazie ndAdmin]

    1. admin

      Mi dispiace, l’acquisto dei farmaci indicati è vietato per legge in Italia e, oltre a non condividerne l’uso, non posso in ogni caso aiutarla.

  11. mamy

    ciao io ho preso fendimetrazina e clorazepato e non ho mai avuto nessun problema di salute!!!!! ora e’ stata tolta semplicemente xche’ dava fastidio alla casa farmaceutica del prodotto”alli”……ma il ministero della salute non tutela il paziente obeso ma le loro tasche!!! che schifooooo

    1. admin

      La fendimetrazina ha sempre richiesto ricetta medica, mentre Alli è un farmaco da banco; Xenical è in commercio da moltissimi anni ed è prodotto dalla stessa azienda di Alli (GSK).
      Oltre a essere indicati per situazioni molto diverse tra loro, se il problema fosse quello da lei ipotizzato sarebbe stata ritirata dal commercio all’arrivo di Xenical.
      Il fatto che lei non abbia avuto problemi, non significa che per tutti i pazienti sia stato così.

  12. tata

    ciao ho usato il medicinale topamax per 4 anni, per curare un attacco epilettico e emicranea.ho perso più di 10 chili, anche 15.
    ora è da 3 anni che ho smesso la terapia e ho ripreso 20 chili.cosa posso fare…se la dieta nn serve a nulla.perchè?

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