Dieta del sondino: funziona?
byLa dieta del sondino (anche chiamata NEP, Nutrizione Enterale Proteica) viene, o dovrebbe venire, eseguita solo ed esclusivamente in centri medici specializzati in grado di seguire dettagliatamente il rigido protocollo; questo aggressivo approccio dietetico consiste in una sorta di digiuno forzato di 8-10 giorni in cui è possibile ingerire esclusivamente liquidi.
Nei giorni successivi il paziente viene quindi seguito attraverso un percorso di rieducazione alimentare con l’obiettivo di mantenere il peso raggiunto.
La dieta del sondino, messa a punto dal Prof. Cappello del Policlinico Umberto I° di Roma, prevede nel dettaglio l’introduzione di un sondino naso-gastrico, ossia un tubicino che inserito attraverso il naso arriva fino allo stomaco; per 10 giorni consecutivi questo canale di accesso sarà per il paziente l’unica fonte di alimentazione, ovviamente solo liquida, e basata esclusivamente su una miscela proteica senza zuccheri né grassi, ma con integrazione di potassio, vitamine e, periodicamente, lassativi che assicurino la corretta funzione intestinale.
Il principio scientifico su cui si fonda la dieta del sondino è l’utilizzo a scopi energetici del grasso corporeo in eccesso, fortemente stimolato dalla assoluta assenza di carboidrati (zuccheri): in altre parole l’organismo si trova a non ricevere più sostanze energetiche dall’esterno e, per garantire il normale funzionamente degli organi vitali, si trova costretto a mobilizzare e bruciare i grassi di deposito.
Nel seguente video, pubblicità del principale competitor del settore, è possibile vedere la preparazione della miscela e le fattezze di pompa e zainetto:
Inserimento del sondino

Sonda naso gastrica (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Kendall_stomach_tube_Fr18.jpg)
In genere non vengono usati nè sedativi nè anestetici per l’inserimeno del sondino, processo che viene eseguito di norma piuttosto velocemente; la parte esterna del tubicino verrà quindi fatta passare e fissata a cavallo dell’orecchio in modo che non interferisca nelle attività quotidiane per poi essere collegata alla pompa in grado di assicurare la somministrazione della miscela nutritiva.
Alimentazione
La miscela Diet Tube sarà l’unico alimento consentito per tutta la durata del trattamento oltre ad alcune bevande (acqua, the, caffè, orzo e tisane senza zucchero) permesse in quantità illimitata.
La miscela, pompata 24h/24 attraverso una piccola pompa da avere quindi sempre con sè in uno specifico zainetto per tutto il periodo di trattamento, viene in genere preparata 1 volta al giorno sciogliendo una miscela in polvere formulata sulla base delle specifiche esigenze del paziente.
Perchè funziona?
E’ possibile perdere fino ad 1 Kg al giorno (ossia 10 Kg circa durante il primo ciclo di trattamento) attraverso un’esacerbazione dei principi alla base di diete iperproteiche come la dieta a zona: in questi regimi alimentari, in cui la dieta del sondino rappresenta un’estremizzazione, viene privilegiata l’assunzione di proteine a discapito degli altri principi nutritivi (carboidrati e proteine) per stimolare alcuni meccanismi metabolici di emergenza in grado di costringere l’organismo ad utilizzare le riserve energetiche stipare sotto forma di antiestetico grasso.
Uno dei punti a favore di questo approccio, a detta dei sostenitori della dieta del sondino, è l’aumento della produzione di “corpi chetonici”, sostanze che si formano dall’utilizzo dei grassi; sono d’altra parte gli stessi corpi chetonici responsabili dell’acetone nei bambini, in grado di inibire il senso di fame e produrre un leggero stato di euforia (oltre naturalmente a provocare alito sgradevole e possibile disidratazione, da cui la necessità di assumere almeno 2 l di acqua al giorno).
Effetti collaterali e controindicazioni
Sono talvolta rilevati:
- alito sgradevole,
- fame,
- gastrite,
- sofferenza renale,
- stipsi.
Il protocollo relativo alla dieta del sondino è invece controindicata in:
- pazienti con insufficienza renale,
- gravidanza od allattamento,
- bambini di età inferiore ai 14 anni.
Critiche alla dieta del sondino
Questo tipo di trattamento nasce in un contesto ospedaliero in cui un approccio così aggressivo, ed a mio parere anche invasivo, può essere giustificato dalla necessità di intervenire su pazienti gravemente obesi; quello che invece sta succedendo è che, grazie ai risultati garantiti in un tempo molto ridotto, l’approccio è stato sdoganato e spesso snaturato delle 2 premesse fondamentali:
- Gravissima obesità,
- Uso esclusivo in contesti medici dedicati (prevalentemente ospedali).
Con l’obiettivo di un grosso risultato con uno sforzo ridotto e limitato a solo 10 giorni, moltissime persone con leggeri sovrappesi si stanno avvicinando a questa pratica, offerta purtroppo non sempre in sufficienti condizioni di sicurezza.
Vengono in questo modo spesso sottovalutati alcuni rischi reali, per esempio su Il Messaggero di alcuni giorni fa il professor Giorgio Calabrese, docente di Nutrizione, critica duramente il metodo: “L’eccesso di azoto minaccia il fegato, i reni e il cuore”.
A preoccupare il mondo scientifico sarebbero poi alcuni valori ematici che tardano a rientrare nei livelli di normalità dopo il trattamento ed il fatto che, come spesso accade, in mancanza di un’educazione alimentare adeguata la dieta del sondino viene vissuta come bacchetta magica a cui ricorrere periodicamente per smaltire i chili ripresi entro pochi mesi dalla fine del trattamento.
Emergono poi le preoccupazioni del mondo scientifico comuni a tutte le diete iperproteiche, quando invece l’apporto energetico delle proteine non dovrebbe superare il 10-15% del fabbisogno quotidiano (ricordo che nella dieta del sondino rappresentano il 100%).
Personalmente condivido pienamente il parere espresso, con toni anche piuttosto duri, dal Prof. Calabrese, perchè anch’io non condivido approcci dietetici sbilanciati se non nei casi in cui i benefici superano i rischi per la presenza di pericolo di vita per il paziente (obesità gravi).
Voi cosa ne pensate della dieta del sondino? Se l’avete provata raccontateci com’è andata.
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